strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Un podcast per le Ombre Lunghe

Ieri pomeriggio, per l’ora del tè, io e Lucia Patrizi de Il giorno degli Zombi abbiamo registrato una nuova puntata di Paura & Delirio, chiacchierando amabilmente di un vecchio film, Horror Express, con l’accoppiata Christopher Lee e Peter Cushing, ed un colossale Telly Savalas.

È stata una cosa estremamente rilassata, com’è nostro solito – in sottofondo si sentono i passeri che cinguettano nel giardino di Lucia. Come al solito abbiamo divagato – parlando di Carpenter e di John W. Campbell, di anelli mancanti e di cinema parrocchiali, di pseudoscienza e di cosacchi, di Shanghai e di contesse russe.
Un’ora è passata in un attimo.

La maggior parte del pubblico non potrà ascoltare questo podcast.
Lo abbiamo registrato, infatti, come un mio personale regalo ai miei sostenitori su Patreon, in occasione del mio compleanno – e del compleanno di Peter Cushing e Christopher Lee – la Festa delle Ombre Lunghe promossa dal mio amico Franco Pezzini, ormai una ricorrenza imperdibile.

I miei sostenitori hanno votato quale film avrebbero voluto sentire discutere, e la loro scelta è stata assolutamente perfetta.
E per i miei sostenitori di lingua inglese, che delle nostre chiacchiere in italiano non sanno cosa farsene, ci sarà un articolo, basato sulla nostra chiacchierata – 2000 parole su un film ingiustamente sottovalutato… il film in cui Lee e Cushing trascorrono più tempo insieme in scena

Il programma andrà in onda il 27 di Maggio, sulla mia pagina Patreon.
Perché è bello essere miei sostenitori su Patreon.


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In una luce citrina

2053l83_20Swelter si è fatto una mappa.
Una ricostruzione tridimensionale, con segni di gesso sul pavimento, due scatole a rappresentare gli stipiti della porta ed un sacco a rappresentare Flay.
E ci passa le ore libere, solo, col suo coltello affilato, a preparare l’omicidio del suo tradizionale rivale, colpevole… di cosa?
Di aver risposto ai suoi insulti colpendolo al viso?

Le ragioni profonde e originali dell’odio fra il cuoco di Gormenghast ed il domestico personale di Lord Sepulchrave non ci vengono mai fornire.
Peake ci ha detto, questo sì, che si sono odiati a prima vista, istintivamente.
E difficilmente potremmo immaginare due personaggi più diversi – Swelter grasso e sanguigno, volgare, chiassoso e sregolato, Flay magro e cadaverico, che si esprime per frasi tronche, che è consapevole di godere di particolari privilegi e posizione proprio per la sua capacità di tacere, vestito di abiti lisi, con le giunture che scricchiolano,caninamente leale, che dorme ogni notte a terra davanti alla porta della stanza del suo padrone, rannicchiato col mento sulle ginocchia. Continua a leggere


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Celebriamo le Ombre Lunghe

Scrivo questo post nella notte fra il 26 ed il 27 maggio, date fra le quali cade la nascita di Peter Cushing, di Christopher Lee, e di Vincent Price.

L’occasione è la Festa delle Ombre Lunghe, promossa dal mio amico Franco Pezzini e dal suo complice nella Libera Università dell’Immaginario, Max Ferro.

A quanti vorranno condividere questa festa, al di là di possibili eventi (ricordi pubblici, proiezioni, letture o altro – che però costituiscono un passo successivo) suggeriamo soprattutto di dedicare in quei giorni un pensiero allo stile dei tre attori. Che hanno sempre sottolineato la dimensione immaginosa e non realistica delle proprie favole nere, ma insieme offrendo con il linguaggio del mito straordinarie macchine per pensare. Storie esemplari dove le loro interpretazioni davano corpo ai demoni dell’Occidente, della nostra società e in fondo della nostra vita: perché, come spiegava Cushing in un’intervista a tre con Lee e Price proprio sul set di House of the Long Shadows, “l’orrore, come la bellezza, è negli occhi di chi guarda”.

logo-festa-delle-ombre-lunghe

E quindi io faccio un post.
Questo post.

the-end-of-the-affair-peter-cushing-1955Mi piace, quell’idea del mito, dell’immaginario, del fantastico, come “macchina per pensare”.

Chi pratica il fantastico ha a disposizione una vasta scelta di opzioni, di eventualità, di alternative.
L’ho detto altrove e lo ribadisco in questa sede – noi che frequentiamo l’immaginazione non cerchiamo una fuga dalla realtà, ma piuttosto ciò che ci permette di non sentire la necessità di fuggire dalla realtà.

Rifletteteci.
Sono le persone che hanno esercitato la propria immaginazione, quelle che hanno trovato delle soluzioni ai problemi.
Sono le persone capaci di immaginare qualcosa di diverso, a sapere che la diversità è una ricchezza e non solo una minaccia.
Sono quelli che si inventano le cose… che hanno inventato le cose che ora per noi sono indispensabili.

W28 45Sono anche quelli che i bulli a scuola riempivano di botte, che venivano sfottuti in palestra, che venivano additati come freak, che venivano spediti dallo psicologo alla visita militare, che venivano considerati strani, inadatti e non adattabili, incapaci di farcela.
Non troppo “normali”.

Al momento, nel nostro paese, il fantastico è, da una parte, vastamente popolare, e dall’altra, ampiamente squalificato.
Nè giova alla situazione generale che si sia deciso – a livello culturale – di privilegiare l’aspetto escapistico ed evasivo dell’immaginario – per cui è lecito fruirne come parcheggio per il cervello, ma non come palestra per pensare.
Bisogna goderselo, ma non ragionarci sopra*.
Si cerca di svuotare l’immaginario del suo potere “sovversivo” svuotandolo di ogni originalità, rendendolo ripetitivo e omologato.
vincent priceViviamo in uno stato di crescente tirannia del reale – ci vogliono convincere che dobbiamo pensare solo alle piccole cose, all’immediato, alle quelle gratificazioni che sono socialmente accettabili e ci certificano come appartenenti alla comunità delle persone “normali”**.

Eppure, la scintilla rimane.

Ciò che è importante è non smettere di ragionarci sopra – non smettere di riconoscere l’eleganza dell’immaginario, il potere evolutivo del fantastico, il carattere morale delle favole, la natura fondamentalmente salvifica dell’invenzione.

Celebriamo quindi le Ombre Lunghe – poiché è nelle ombre che si annidano le nostre speranze.

E ora smettete di leggere questo blog, e andate a leggervi un buon libro.
Un fantasy, magari.
Un horror.
Un po’ di fantascienza.
Un’avventura esotica.

Datevi da fare.
E divertitevi.
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* Il che, naturalmente, gioca a favore del pessimo materiale che viene spacciato al pubblico.

** Li avete visti, quelli normali, di recente?
Vi sembravano felici?
O non erano, piuttosto, disperatamente impegnati a cercare di sembrare felici?