strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Cineforum: paura negli anni 2000

Come ogni settimana, Lucia Patrizi ha pubblicato la sua selezione, di dieci titoli, uno per anno, per la prima decade del secolo – e come sempre si è accaparrata i titoli migliori, a cominciare da quel piccolo gioello che è Dagon, e poi Shaun of the Dead. Fate un giro su Il Giorno degli Zombi per farvi un’idea.

E io mi trovo in difficoltà, ancora più di quanto lo sia stato per gli anni ’90. Forse è stata la mia adolescenza a base di Hammer e Corman, forse è la vecchiaia che inesorabile incalza, ma gli anni 2000, farciti di zombie, sequel e remake, mi hanno un po’ allontanato dal cinema horror.
Certo, c’è Kate Beckinsale in tutina aderente in Underworld, c’è Milla Jovovich che spunta qua e là in film di genere, c’è Tokyo Gore Police che vince tutto con la sua accoppiata di titolo di classe e poster di insuperata eleganza…

Ma a parte questo, cosa c’è sulla mia B-list?

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Cineforum – Paura negli anni ’90

E così la mia vicina di cella e complice Lucia Patrizi ha postato su Il Giorno degli Zombi i suoi dieci film preferiti della decade 1990-1999, e come al solito è difficile non concordare con le sue scelte. Andate a dare un’occhiata, e prendete appunti.

E per me, qui e adesso, compilare una B-list di titoli che vada in parallelo, fare il Siskel della situazione in risposta all’Ebert di Lucia, è piuttosto difficile. Io gli anni ’90 li ho frequentati poco, ne ho un ricordo frammentario, e molto di ciò che ricordo non mi piace. Sono anni attraverso i quali sono passato senza fermarmi.
Quindi, nell’ipotesi di aprire anche il questo weekend il nostro cineforum, cosa diamine mettiamo, sullo schermo?

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Cineforum – Paura negli anni ’70

La mia amica e complice Lucia ha postato stamani su Il Giorno degli Zombi il secondo capitolo della sua serie sui suoi horror preferiti, uno per anno, andando a guardare questa volta gli anni ’70. Il suo format, la scelta cioè di presentare un solo titolo per anno, l’ha obbligata a delle scelte drastiche e probabilmente dolorose – gli anni ’70 sono letteralmente farciti di film dell’orrore.

E se io in linea di massima sottoscrivo ancora una volta le sue scelte, dall’altra non ho potuto fare a meno di notare ancora una volta che ci sono dei titoli mancanti. E così, eccomi al lavoro sulla mia B-list di horror dei seventies – non una alternativa ma un’appendice alla lista di Lucia.
Non capolavori inauditi, forse, non film che hanno cambiato la storia del cinema, ma semplicemente i film che, fra tutti quelli che uscirono tra il 1° gennaio 1970 ed il 31 dicembre 1979, io mi riguarderei volentieri, qui ed ora.

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Cineforum – paura negli anni ’60

La cosa nasce da un problema tecnico.
La mia amica Lucia, che sta di là nel braccio femminile del Blocco C, ha postato sul suo blog, Il Giorno degli Zombi, una lista di dieci film horror degli anni ’60 – uno per anno, i suoi preferiti. E vi suggerisco di farci un salto, perché è un’ottima selezione di film, molti dei quali potreste non aver visto, e che vale la pena recuperare.

Nei suoi commenti, Lucia invita i suoi lettori a dire la loro, ed io avevo messo giù una mia bella B-list di titoli che, visto il format (un film per anno) Lucia non ha potuto o voluto inserire. E a quel punto, è saltata la connessione, ed io ho perso tutto.
Però, come si suol dire, i problemi dovrebbero sempre diventare delle opportunità, e quindi perché non affliggervi con un post su strategie, con la mia lista e un po’ più di chiacchiere di quanto avrei potuto mettere in un commento su Il Giorno degli Zombi?

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Cineforum 1 – seguirà dibattito

Mi sono inventato il mio piccolo festival del cinema, nel mio piccolo cineclub immaginario. Una cosa semplice, da fare in due serate durante il weekend – due film al venerdì, due film al sabato sera – o per gli irriducibili, come tutto in una notte.

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Non ci provo neanche a proporlo a qualcuno. Finirebbe come tutte le altre volte.
E allora ve lo regalo.
Il mio personale piccolo film festival, il primo dell’estate – potrei proporne uno alla settimana fino a che non riaprono le scuole. Ci penserò.

Ma per cominciare, eccolo qui.
Potete farvelo per conto vostro sullo schermo del PC, o chiamare un po’ di amici a casa, ordinare delle pizze e farvi il vostro festival in soggiorno.
Potere usare uno dei film come date movie, o anche tutti e quattro.
O potete metterlo in piedi in parrocchia, o al cineforum di vostra fiducia, o nella vostra associazione culturale preferita, o dove vi pare.

Se lo fate, poi fatemi sapere nei commenti come è andata.
E datemi il credito per l’idea. Solo quello.

Questo è il mio primo cinefestival – si intitola

Ballando Fuori dalla Crisi

seguirà dibattito.

E ora, i trailer delle quattro pellicole:
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B-movie fantasy – i cinque (ehm) migliori

Chiudiamo la settimana con un bel post in stile Top Five.

Abbiamo già detto in passato che a noi i film fantasy troppo roboanti e seriosi non piacciono.
Sì, ok, le radici celtiche, il mago barbuto, gli hobbit, i nani, l’Oscuro Signore… noi abbiamo dei gusti semplici – ci bastano un paio di eroi muscolosi e laconici… o anche solo laconici, un malvagio malvagissimo ma sostanzialmente un cattivo “di quartiere”, un paio di principesse poppute e discinte per speziare l’atmosfera e un paio di effetti speciali fatti con la carta stagnola.
Sword & Sorcery, Sword & Sandal, Heroic Fantasy, ma di quella a buon mercato.
La disprezziamo, ma la guardiamo comunque, tutte le volte che la nostra rete locale ce la ripassa, nelle lunghe notti d’estate.
Questo è il fondo del barile – ma merita di essere visto,perché per apprezzare ciò che c’è di valido, tocca anche conoscere il kitsch.
E riconoscergli i suoi pochi, sgangherati ma innegabili meriti.

Ecco quindi l’ipotetico programma di una nottata… beh, ok, facciamo un weekend, nel mio cineforum di fiducia.
Cinque o sei buoni fantasy solidamente, innegabilmente di serie B – ma divertenti.
E che se non li avete visti, eh, ragazzi cosa vi siete persi…

E, prima che qualcuno chieda, no, niente The Barbarians.
Abbiamo di meglio…
The best of the rest.

Hawk the slayer.
Produzione britannica con un vergognoso Jack Palance che fa Darth Vader, La spada di Hok (in italiano) fu il film che, nel 1980, segnalò a chi era abbastanza sveglio per capire, che sarebbe stata una decade succosa per il B-movie a sfondo fantastico.
Le nostre aspettative non vennero disattese.
Apprezzate i mirabili effetti speciali.
E ammettetelo – l’elfo con l’arco si fuma senza neanche impegnarsi il Legolas di Peter Jackson.

Beastmaster
Tratto (non ufficialmente) da un bel romanzo di Andre Norton (che non la prese bene) e interpretato anche dalla ex playmate Tanya Roberts (che soffiò ilposto a Demi Moore), Beastmaster è un altro di quei solidi film di serie B che hanno costituito la cultura di base della nostra prima squadra di Dungeons & Dragons…
Ah, le memorie…
Dite quel che vi pare, ma si lascia guardare.
Dirige Don “Phantasm” Coscarelli, regista del capolavoro Bubba Ho-tep.
La pantera nera è tinta.
Tanya Roberts anche.

Sword and the sorcerer
Per andare sul sicuro, da noi lo intitolarono La Spada a Tre Lame… che pare un rasoio, detto così.
Il film, piuttosto grossolano ma adrenalinico, opera prima dell’incrollabile Albert Pyun, il più consistente e volenteroso perpetratore di film fantastici assolutamente orribili nella storia del cinema (Ed Wood sembra George Lucas al confronto).
La pellicola soffre di un anonimato globale – anonimi gli attori, anonima la recitazione, anonima la storia.

Krull
Ne abbiamo già parlato.
Avrebbe dovuto essere più colossale di Guerre Stellari, ed avviare un franchise planetario;  in effetti l’idea di partenza (un mondo fantasy attaccato da invasori provenienti dal proprio futuro) è maledettamente buona e meriterebbe da sola di essere analizzata – ma nessuno si prende la briga di spiegarcela, neanche Alan Dean Foster nella novelization (oppure chissà, c’era ma è andata a far parte del 15% tagliato dall’editor di Urania).
Eccellente cast di caratteristi… sì, quello è proprio Liam Neeson. E quell’altro è Robbie Coltrane.
E poi c’è Lysette Anthony (che venne doppiata perché non aveva l’accento inglese).
Soffre gravemente per l’assenza di un cattivo a scala umana che possa in qualche modo interagire con gli eroi, e perciò si riduce ad un baraccone..
Poiché il trailer l’avete già visto, vi beccate un montaggio con la musica (ottima) di James Horner, riciclata in parte da L’Ira di Kahn.

The Warrior and the Sorceress.
C’è David Carradine, quindi non può essere un brutto film.
Misteriosamente non se ne ritrova il trailer, ma solo l’insipida sequenza dei titoli di testa, per cui lo sostituiamo col poster – che la dice lunga, la dice moooolto lunga…

E in coda, non uno, ma due outsider di lusso

Kull the Conqueror
Orrida perversione dell’opera di Robert Howard con Kevin Sorbo, meglio noto come quello che faceva Hercules, e reduce da problemi cardiaci, ed una deludente Tia Carrere con una ridicola parrucca.
Avrebbe dovuto essere un film su Conan, ma Schwarzenegger diede picche, che gli era bastato Red Sonja.
Si salva per una sola battuta divertente (inclusa nel trailer) e per l’assoluta cialtronaggine dell’intero progetto.

The Scorpion King
Solidamente, splendidamente B-movie, con un attore espressivo come un plinto in calcestruzzo ed una produzione dotata di abbastanza facciatosta da rubare la musica di Basil Poleduris per Conan e riciclarla per il trailer.
È il prequel di un sequel… perché noi valiamo.
La storia non esiste, la recitazione è da dopolavoro, e la bonazza che fa l’incantatrice una volta faceva la pubblicità ad un formaggio spalmabile…

E se vi sembra che abbiano tutti la stessa trama, beh, siete giustificati – hanno tutti la stessa maledetta trama.

Oh, già!
Quelli che ho dimenticato, non vi resta che segnalarmeli nei commenti…