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Numeri – parte sesta – fantascienza o fantasy?

OK, basta giocare.
Concentriamoci sulla parte centrale del grafico, ignorando gli outliers (i punti decisamente fuori dallo schema generale).

dettaglio 2

Anche senza etichette, la porzione principale del grafico identifica due nubi di punti sufficientemente distinte.
La nube della fantascienza (blu) è relativamente stretta, i punti ravvicinati – segno di una certa consistenza di stile.
C’è un certo sgramaneto laterale (i tre outliers sulla sinistra rappresentano i “letterari” Burgess e Leiber, e l'”arcaico” Burroughs) ma in linea di massima possiamo identificare la fantascienza come un genere che frasi medio-brevi e un lessico di complessità medio-alta. La fanstascienza parla con ritmo spedito concetti complessi.

La nube del fantasy è molto più ampia – ad indicare una maggiore varietà stilistica (il che dovrebbe dare da pensare a coloro che si ostinano a identificare il genere con una manciata di autori).
In generale dominano le frasi lunghe, ma il lessico è prevalentemente meno complesso di quello della fantascienza, anche qui con alcune eccezioni notevoli. Due degli autori più importanti del fantasy contemporaneo (e quindi ignorati in Italia) Charles deLint e Hugh Cook si collocano molto in alto sul grafico – autori dal linguaggio semplicissimo: frasi brevi con poche parole desuete.

Le due nubi mostrano una certa sovrapposizione.

rettangolo sfMa veniamo ora a qualche dettaglio.
Guardando più vicino la nube della fantascienza, ci possiamo accorgere che almeno quattro dei titoli “fantasy” ad essa associati sono in effetti titoli dubbi…

Jack vance – il ciclo della Terra Morente è un planetray romance, e quindi è al confine fra fantascienza e fantasy

Robert Silverberg – anche Il Castello di Lord Valentine è un planetary romance

Roger Zelazny – Il Signore della Luce è a tutti gli effetti un romanzo di fantascienza che usa la forma del fantasy

Mary Gentle – come i sorpresi lettori che sono riusciti a raggiungere gli ultimi due capitoli del colosso Ash, A Secret History, nonostante l’ambientazione rinascimentale, si tratta di un romanzo di fantascienza

Due sovrapposizioni sul grafico suscitano una certa sorpresa divertita.

  • La prima è la sovrapposizione di Poul Anderson e Greg Bear, due autori che hannolo stesso stile e sono in effetti parenti – suocero e genero.
  • La seconda è la sovrapposizione di Michael Moorcock e Richard Adams; considerando che Moorcock definì a suo tempo che il fantasy inglese “storie di conigli scritte da conigli per un pubblico di conigli”, essere tanto vicino all’autore de La Collina dei Conigli potrebbe sorprenderlo (e probabilmente infastidirlo).

tolkienUn’altra sorpresa è il cluster di affinità, all’interno del fantasy, che lega tre autori che difficilmente avremmo immaginato simili – il Neil Gaiman di Stardust, il Carroll di Alice e nientemeno che John Tolkien con Il Signore degli Anelli.
Potremmo essere brevi e impietosi e liquidare i tre libri come volumi per ragazzi che vengono apprezzati anche dagli adulti.

Ma piuttosto, si tratta di tre volumi per adulti scritti (volutamente o meno) con una prosa da narrativa infantile.
Se avessimo anche inserito The Princess Bride, sarebbe cascata nello stesso gruppo.

Curioso che nè Terry Brooks né Guy Gavriel Kay – autori spesso accusati di essere cloni di Tolkien – compaiano nelle vicinanze del “maestro ed anzi, si vadano a collocare in posizioni molto indipendenti dagli schemi generali del genere.