strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Bottiglie ritrovate – e qualche ricetta

Curioso ritrovamento archeologico.
Risistemando un paio di scaffali nella tavernetta di casa, sono emerse dalle tenebre del tempo due bottiglie di Grand Marnier Cordon Rouge risalenti al 1981.
Acquistate oltre trent’anni or sono per fare dei regali a conoscenti o clienti?
Regalo, forse, di conoscenti o clienti?
Il mistero permane.
Resta il fatto che il Grand Marnier, chiuso e sigillato, non ha subito apparentemente alterazioni organolettiche.
E se è vero che non è sempre caviale, il liquore all’arancio pare prestarsi piuttosto bene alla cucina.

Un piatto molto veloce è il Pollo al Grand Marnier.
La procedura è semplice.
Si salta in padella il petto di pollo con dell’olio di oliva.
Quando siamo quasi a fine cottura, aggiungiamo un buon bicchiere abbondante di Grand Marnier, e lasciamo che si riduca, dando al petto di pollo una bella patina laccata.
Se siamo particolarmente dissoluti, possiamo cospargere il pollo con dello zenzero in polvere dopo aver versato il liquore.
Fatto.

Ma il ritrovamento archeologico delle bottiglie dimenticate aggiunge un’altra meraviglia alla nostra selezione di piatti.
Le bottiglie viaggiano infatti con appeso al collo un libriccino di ricette “ufficiali”.
Ed allora, perché non riproporle qui di seguito?
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La scimmia di ottone

Questo è un post di servizio, che viaggia in parallelo con il post dell’amico Marco su Prima di Svanire.
Impossibile leggere questo senza leggere quello, e viceversa.

Letto?

Ok.

L’espressione brass monkey (scimmietta d’ottone) è una forma gergale ormai desueta, che indica una persona o una cosa solida, difficile da smuovere.

È anche il nome di un cocktail – o piuttosto di una serie di ipotetici cocktail che, per motivi lungi a spiegarsi, sono solitamente associati alla narrativa avventurosa.

Come si prepara…

Ricetta 1 (la più orrida)
Mescolare parti uguali

  • birra
  • succo d’arancia

Ricetta 2 (la più letale)
Miscela di

  • gin
  • prosecco
  • tequila
  • succo d’arancia
  • sour mix
  • succo di pompelmo

in proporzioni variabili.
Secondio la tradizione, questa era la miscela che veniva servita ai frequentatori del bar del Raffle’s Hotel, a Singapore, negli anni ’30.

Ricetta 3 (la più diffusa, ma anche la più apocrifa)
Mescolare in parti uguali

  • rum
  • vodka
  • succo d’arancia

Ricetta 4 (la nostra preferita)

  • Prendere una bottiglia di whisky da 750 cc.
  • Bere il whisky fino a che il livello non raggiunge l’orlo superiore dell’etichetta.
  • Addizionare succo d’arancia fino a che non si riporta il volume a 750 cc.
  • Far rotolare la bottiglia sul pavimento per miscelare uniformemente.

Nota colta – la vecchia serie TV Tales of the Gold Monkey (qui da noi, Gli Avventurieri dell’Idolo d’Oro) deve il suo nome al fatto che tutti i principali membri del pool di sceneggiatori si scoprirono appassionati di narativa pulp e bevitori di Brass Monkey.
Poiché all’epoca il nome era copyrightato da una azienda che produceva il bibitone in bottiglia, cambiarono l’ottone in oro…

In retrospettiva, è probabile che la “ricetta più diffusa” fosse proprio quella del bibitone in bottiglia – una aberrazione degli anni ottanta.
Davvero possiamo affermare che non è sempre caviale.

 


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5 mocktails

Si era detto cocktail analcoolici, una personale top five.
Quindi un post a richiesta, ma anche una top five.
Ed un post garantito per mandare in depressione i miei amici ad elevato numero di ottani.

O forse no…
Dopotutto il cocktail non è per gli etilofili seri.
Il cocktail è coreografia – un nome ridicolo, un bicchiere stravagante, un liquido dal colore strano con un ombrellino di carta o qualche altro ornamento kitsch.
Quindi, perché preoccuparsi di cosa ci sia dentro?

Ecco allora la lista di strategie evolutive.
Cinque cocktail.
Niente alcool.
Niente Shirley Temple, Virgin Mary o Safe Sex on the Beach…
E tutti on-topic.

Il gatto atomico (atomic cat)
Per gli amanti del Cat Blog… parti uguali di succo d’arancia e acqua tonica, con abbondanti cubetti di ghiaccio.

Fuoco nel cielo (fire in the sky)
Indubbiamente il cocktail adatto per il pork chop express … tre parti di cola, una di succo d’arancia, una di granatina. Ornare con una ciliegia.

Spremuta di giungla (Jungle Juice)
Per quando parliamo di avventure esotiche… una banana, due parti di succo d’arancio, uno spruzzo di ginger. Frullare a velocità media.

Royal Flash
Alla memoria di Sir Harry Flashman, OBE, VC etc… parti uguali di ACE e Tonica Schweppes.

Cioccolata calda all’arancio
Questa è una bomba… 2 parti di latte, 4 di cioccolata fondente, tre scorzette d’arancio, mezzo cucchiaino di café istantaneo, noce moscata.
Scaldare il tutto a fuoco lento e quando alza il bollore sbattere con una frusta fino a che non raggiunge una consistenza schiumosa.
Eliminare le scorze di arancio.
Ripetere riscaldamento e montatura per altre due volte prima di servire.

E un outsider…

Filtro d’amore persiano
(maneggiare con cura)
Si parte con un buon té nero un po’ carico (io suggerirei un Prince of Wales), al quale si aggiungono zenzero, cannella e chiodi di garofano.
Si lascia il tutto in infusione per 5 minuti e si versa in tazza sopra ad una ciliegia candita.
Se madame ama il dolce, è ammissibile intingere la ciliegia nel miele prima di versare il té speziato.