strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Estremamente pericoloso

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Secondo la stampa dell’epoca, Highly Dangerous, diretto da Roy Ward Baker, era una pellicola con la quale l’ormai “appassita” Margaret Lockwood tentava di ridare vita alla sua carriera.
Dopotutto era il 1950, e la Lockwood era un’attempata trentaquattrenne.
Certe cose non sono cambiate, con gli anni, evidentemente.

La realtà è leggermente diversa – se davvero Margaret Lockwood stava tentando di ravvivare la propria carriera, era perché dopo il successo di The Wicked Lady, nel 1945, le venivano solo più offerte parti da donna perversa e manipolatrice, da algida seduttrice e crudele fedifraga, da donna perduta.
E a lei sarebbe piaciuto fare qualcosa di diverso.
Quindi fece Highly Dangerous ( e sì, prima che me lo facciate notare, è un titolo abbastanza fasullo – ma forse no, abbiate pazienza).

Oh, e non badate a quella orrenda tagline – Her arms were made for love… her lips were made for lies!
Sciocchezze.

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Gli Elefanti di Shanghai

elephantsNel 1937, “Action” Jack Hunter, attore specializzato in ruoli eroici e improbabili, in viaggio verso il set della sua prossima pellicola, si schianta nella jungla amazzonica in compagnia della consulente alle bestie feroci del film, dei due nipoti della medesima, e di un non più giovane pilota alcolizzato.
Quella storia, Stephen Jared ce l’ha raccontata in Jack and the Jungle Lion.

Ma ora sono passati alcuni anni – siamo nel 1942, soffiano venti di guerra, e Jack, escluso dallo sforzo in supporto alle truppe che ha coinvolto i suoi più giovani e popolari colleghi, decide di dare una mano infiltrandosi in un giro di profittatori, allo scopo di informare la polizia e la stampa.
Ma le cose sono molto più complicate – la corruzione arriva fno al senato, dietro ai trafficanti ci sono i servizi segreti giapponesi, e prima di capire cosa stia succedendo, Jack si ritrova su un aereo diretto a Shanghai, nell’improbabile ruolo di longa manus dei gangsters.

Jungle Lion, scoperto con gran piacere nel 2011, era un buon romanzo.
Un ottimo romanzo.
Elephants of Shanghai è meglio – Jared ha chiaramente trovato il proprio ritmo e la propria voce, e nel nuovo romanzo di Jack Hunter la prosa è più asciutta, l’azione più fluida.
È impossibile, leggendo i due romanzi uno di seguito all’altro, non notare il salto qualitativo, e compiacersene.
Frattanto, Stephen Jared non pubblica più con Lulu, ma con la Solstice Publishing – ed è anche questo un bel salto di qualità.
Restano i dialoghi spigliatissimi, il tono leggero che mescola la commedia sofisticata all’azione – il sottotitolo ci presenta il lavoro come “A Romance of Adventure”, e l’elemento di commedia romantica è innegabile (ma nulla di troppo zuccherino).
Action Jack è un eroe non troppo sveglio ma col cuore nel posto giusto – e la sua famiglia, a cominciare dalla formidabile Max – è il giusto team di backup per le sue imprese.
L’azione scorre lieve, il dettaglio storico è coerente ma mantenuto al minimo per non strafare.

Giova, all’insieme, la presenza di un cattivo meglio delineato e infinitamente più pulp rispetto a quello presente nel romanzo precedente – e la presenza di un malvagio opportunamente sopra le righe permette a Jared di sviluppare alcune scene d’azione altrettanto sopra le righe.

best_jack_coverCi fu un tempo – proprio gli anni in cui i romanzi di Jack Hunter sono ambientati – in cui vennero prodotte decine di pellicole che mescolavano azione, una spruzzata di patriottismo (c’era una guerra in corso) e quel tono da commedia che poteva sapere anche di sbruffonata, ma ci stava.
Oggi non li vediamo più – sono politicamente scorretti, sono in bianco e nero, sono troppo brevi (spesso queste pellicole viaggiavano sui 70 minuti). i giovani spettatori non hanno i riferimenti culturali per apprezzarli o per identificarsi nei personaggi…
È un vero peccato.

Come nel caso precedente, il romanzo è breve, ma estremamente polposo.
Si legge in un amen, e lascia una vaga nostalgia.
Come bonus, il volume include anche il primo romanzo – e così su Amazon, per circa tre euro è possibile portarseli a casa entrambi.
Trattandosi di un autore indipendente e autoprodotto, pare abbastanza improbabile vedere questo lavoro tradotto in un ipotetico futuro – conviene quindi arraffarlo fintanto che il cartellino del prezzo è amichevole.
È una lettura adatta all’estate in arrivo, e che rinverdisce i fasti di un genere – l’avventura romantica* – che è fin troppo assente dai nostri schermi e dai nostri scaffali negli ultimi tempi.

E intanto, aspettiamo con pazienza il prossimo volume della serie.

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* Per uno di quei misteriosi shift linguistici/merceologici che capitano sempre più di frequente, oggi come oggi “avventura romantica” significa sostanzialmente porno-soft per un pubblico di donne frustrate. È un peccato – ai vecchi tempi, era qualcosa di un tantino più appagante a livello intellettuale.