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Conan di Cimmeria

02383Il volume numero 24 della Fantacollana è Conan di Cimmeria, vale a dire… beh, Conan of Cimmeria, di Robert Howard, Lin carter e Lyon Sprague de Camp.
La copertina è di Frank Frazetta – e ci torneremo.

Howard vende, e la Fantacollana fa seguire una raccolta di Conan al più variegato Skull Face.
Potremmo discutere a lungo sull’opportunità di tale scelta, ma non avendo né i dati di vendita né le reazioni dei lettori, sarebbe un esercizio abbastanza vuoto.

La collezione contiene otto storie.
Di queste, solo due sono presentate (quasi) esattamente come scritte da Howard – e una di queste è La Regina della Costa Nera, uno dei racconti migliori del ciclo di Conan, e che da solo vale il prezzo di copertima.
Storia violenta e scollacciata, ci mostra un Howard capace di costruire una buona storia anche a partire da materiali adolescenziali.
Si è discusso a lungo di come Belit – la Regina della Costa Nera, appunto – costituisca una sorta di summa delle fantasie dell’adolescente medio: la ragazza bellissima e sessualmente disinibita ma castissima fino all’incontro con l’eroe, col quale condivide passioni e interessi.
Al giorno d’oggi, Belit sarebbe un asso a Word of Warcraft.

Battute sciocche a parte, Queen of the Black Coast è scritto benissimo, e narra una storia che perde il proprio tono di fantasia giovanile nel finale tragico – a riprova che Howard si trovava probabilmente più a proprio agio a parlare di morte che non d’amore.

Secondo punto d’interesse del volume è – o dovrebbe essere – The Frost-Giant’s Daughter, un’altra miscela di sesso e morte molto Howardiana, che tuttavia risulta inferiore, nell’editing di De Camp, rispetto all’originale.
Si guadagna tuttavia la copertina.

Integralmente Howardiano è poi Vale of the Lost Women, che Howard completò e non pubblicò mai – e ci lascia col dubbio di come sarebbe stata la copertina di Weird Tales per un tale titolo.

Conan_of_CimmeriaIl resto della raccolta è poi occupato da “collaborazioni postume” fra Howard e De Camp – che si lasciano leggere, ma non sono esattamente memorabili.
Ma i maligni tendono a far notare sghignazzando che Castle of Terror, scritta a quattro mani da De Camp e Carter, sembra molto di più una cosa scritta da un vivo e un morto di quanto non lo siano le collaborazioni postume con Howard.
Ma sarebbe poco caritatevole infierire.

Nel complesso, il secondo volume cronologico delle avventure del Cimmero è una lettura piacevole, con almeno un picco straordinario di qualità.
I lettori della Fantacollana potevano dirsi soddisfatti, alimentati da una stabile dieta di sword & sorcery classica.
Ma da lì a poco, avrebbero avuto una sorpresa inaspettata…

Sciocco dettaglio personale – WordPress odia Conan di Cimmeria, avendo cancellato due volte questo post.
Ed è ironico che io abbia dovuto riscrivere tre volte l’articolo su uno dei volumi che io considero meno affascinanti, della prima parte della storia della Fantacollana.