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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Perché il Barbera non sarà mai come il Bordeax

Mi piacerebbe fare una conferenza. Mi trovo nella splendida posizione di essere la persona giusta nelposto giusto, quindi perché non dovrei?
La mia conferenza si intitolerebbe

Perché il Barbera non sarà mai come il Bordeaux

Qui dove sono seduto in questo momento, dopotutto, sone le Terre del Barbera, quale posto migliore?
Nizza Monferrato sarebbe la sede ideale – il cuore del territorio del Barbera di Nizza, circondato da una costellazione di aziende vitivinicole e cantine sociali, con una nascente industria del turismo enogastronomico…

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Non servirebbero grandi cose – una sala con un po’ di sedie, a voler esagerare un proiettore per poter mostrare qualche slide.
Si tratterebbe di una cosa leggera, della durata di un’oretta, per parlare del territorio, della storia geologica, dei criteri attraverso i quali si definisce il terroir, del perché il Bodeaux sia il Bordeaux e il Barbera sia il Barbera.
Proprio a voler fare le cose per bene, si potrebbe cercare un complice, fra i vignaioli locali, o nelle cantine sociali del territorio, per fornire anche una degustazione del vino che rappresenta il terroir di Nizza.

L’ideale una cosa del genere sarebbe naturalmente farla a pagamento, ma come recita il mantra nazionale, non ci sono soldi per la cultura, quindi potremmo anche farla gratis, con la scusa di ottenere un poco di visibilità1, e per restituire al territorio un po’ di ciò che mi ha dato in tutti questi anni.

terroir cover smallSarebbe anche una buona occasione per spingere un poco il mio libriccino, Terroir: il Sapore della Terra, che è uscito da poco e non pare abbia destato tutto questo grande interesse2.
Se ne potrebbero stampare una trentina di copie, da vendere a fine conferenza.

Non sarebbe difficile, non credete?
Vediamo cosa ne viene fuori?

Oh, sì, è vero – a parlarne così in pubblico, sul mio blog, il rischio è che in capo a un paio d’ore qualcuno si fiondi a fare il tour delle cantine sociali e in una settimana metta in piedi Perché il Barbera non sarà mai come il Bordeaux, senza averne le competenze ma sulla scorta di una grande simpatia e di un paio di amicizie giuste.
Ma è un rischio che sono disposto a correre.
Anche perché quando (non se, quando) la conferenza verrà annunciata – che sia io a tenerla, o qualcun altro – non mancherò di segnalarlo qui sul mio blog, così ne potremo riparlare.


  1. certo, aiuterebbe se il giornale locale non sbagliasse a scrivere il mio nome (in effetti complicatissimo) come è già accaduto in tre occasioni precedenti. 
  2. ma ha una recensione a cinque stelle, della quale sono grato e orgoglioso. 
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Due nuove conferenze pubbliche

Due nuove conferenze, l’occasionedi rendere qualcosa alla comunità ed al territorio in cui vivo, e perché no, l’occasione per riordinare le idee e mettere giù un po’ di materiale che finirà prima o poi nel mio Storia Naturale della Valle Belbo (per il momento fermo ad una novantina di pagine – e li resterà fino alla chiusura della tesi*).

L’opportunità mi viene offerta dal comune di Incisa Scapaccino (Asti), che organizza per i propri cittadini (e per chiunque altro, in effetti), un ciclo di conferenze pubbliche gratuite, a formare un programma di una ideale Università.

A dicembre, i cittadini di queste colline saranno invitati a sfidare il freddo e l’oscurità per venire a sentire le mie chiacchiere.

DICEMBRE
. Martedì 4: “Eventi geologici che hanno portato alla formazione del territorio”
Docente: Davide Mana

. Martedì 11: “5 miliardi di anni di crisi globale”
Docente: Davide Mana

Che non paiono neanche male, come conferenze, no?
Se siete in zona, passate a trovarci.

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* ma mi piacerebbe averlo pronto per poterlo mettere in circolazione per la primavera.


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Campare di chiacchiere

Ah… un po’ di Cat Blog.
Ho un sacco di cose di cui scrivere, un sacco di libri da raccontare, un sacco di idee rubate ad altri blog da sviluppare, ma oggi no.
Mezzo metro di neve, la corrente elettrica che va e viene, esistono forse delle alternative a starsene al caldo, la teiera a pieno regime, a leggere alla luce della lanterna da campeggio?
Beh, sì…

il 2013

Il 2012 (un mese è ormai andato) sarà un anno anomalo – se il resto del paese affronta la crisi, io mi ritrovo sull’orlo della fine del dottorato di ricerca e oltre quell’orlo si estende la vasta oscurità dell’incertezza assoluta.
È vero, un mio vecchio amico è sopravvissuto per anni dormendo in un furgone e svolgendo lavori occasionali, ma io ho sempre pensato che non riuscirei a farcela.
Urge trovare delle stratege alternative. Continua a leggere


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L’Estetica dell’Etere

Wow.

Finita la preparazione della presentazione Impress per la conferenza di mercoledì (Accademia Albertina di Torino, Via Accademia Albertina numero 6, a Torino, si comincia alle 17.00), la seconda delle cinque programmate per i mercoledì di Marzo, e dal misterioso titolo di L’Estetica dell’Etere.

140 slide da presentare in meno di 90 minuti.
Un file da 40 mega e rotti.
Inclusi circa dieci minuti di filmati (e speriamo che la tecnologia non ci abbandoni).

Sarà da ridere.
Le prossime due notti si passano col timer del forno…
E magari si tagliano una decina di slide.
(Tra l’altro, confermo che Garr Reynolds aveva ragione – ci vuole un’ora per ogni minuto di presentazione, se si vuole fare un buon lavoro)

Ho comunque preferito eliminare l’ovvio (tagliare la slide con Babbage è stato un breve istante di trionfo… ma resistere alla tentazione di rimettercela è una tortura) e dedicarmi soprattutto agli aspetti visivi –  dopotutto sono ospite dell’Accademia di Belle Arti – e sulla natura culturale del revival vittoriano/retrofuturista/steampunk.

L’idea è quella di stimolare l’interesse dei ragazzi dell’accademia per il genere e le sue potenzialità – oltre a dimostrare come una frazione in fondo marginale del bacino del “fantastico” stia lentamente debordando nel mainstream, spesso attraverso canali insospetatti.

Incidentalmente – concentrandomi sul vittorianesimo, mi avanzano circa 100 slide sul revival dell’hard-boiled/pulp/dieselpunk…
Se qualcuno è interessato a una conferenza…


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Due giorni e si comincia

Il baraccone di IMAGINARE, il ciclo di conferenze su fantastico, arte e letteratura ospitate dall’Accademia di Bellearti di Torino si mette in movimento il 2 di marzo alle diciassette.

Ormai, ci diciamo fra congiurati, non ci fermano più.

È stata una procedura lenta e zeppa di ostacoli – fra impegni personali, cattiva salute, tagli alla cultura, sponsor latitanti, e mille altri impicci.

Ma ora ci siamo.

Comincia Massimo Soumaré, mercoledì alle 17.00 con un intervento dal titolo impegnativo…

Rapporto simbiotico tra letteratura e arte nel Giappone di ieri e di oggi. Dai romanzi fiume di Kyokutei Bakin alle light novels
Nel periodo Edo (1603-1868) si assiste al fiorire in Giappone della letteratura popolare. Grande successo hanno le opere di scrittori quali Santô Kyôden e Kyokutei Bakin illustrate da artisti noti anche in Occidente come, ad esempio, Hokusai. Si sviluppa quindi un profondo rapporto tra arte e letteratura teso ad esprimere in entrambe un alto livello artistico e capace di dar vita ad una vasta diffusione di libri. Curiosamente, il medesimo stretto legame lo vediamo ripresentarsi nel Sol Levante dopo più di un secolo, nel 1980, quando nei romanzi di genere (letteratura fantastica, fantascienza, horror, avventura, polizieschi) si incominciano ad inserire con sempre maggiore frequenza illustrazioni di famosi disegnatori dando vita all’odierno fenomeno delle light novels – libri per ragazzi illustrati con disegni in stile manga o anime – che sono i romanzi più venduti nel mercato giapponese e che rappresentano la fusione dei talenti di uno scrittore e di un artista.

Buon divertimento a tutti i partecipanti e in bocca al lupo ganbatte kudasai al relatore.


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Cinque Pezzi Facili (il ritorno delle MGG)

Ciclo di conferenze all’Accademia Albertina di Torino febbraio-marzo 2011

Nelle arti figurative come in letteratura – e poi nel cinema – il Fantastico svela il sedimentare di miti, inquietudini e sogni estremamente connotanti le rispettive epoche e società: qualcosa che riguarda più un modo di descrivere e di vedere che un contenuto o un genere. Un linguaggio, ancora, in cui le distinzioni troppo rigide tra cultura “alta” e “bassa” (con tutte le virgolette del caso) possono sfumare o conoscere ridefinizioni: come già emerso nel rapporto tra le raffinate fantasie dell’ukiyo-e e il fumetto popolare del Giappone contemporaneo nell’ambito della Mostra sulla grande grafica nipponica organizzata qui in Accademia Albertina all’inizio del 2010, e nel Convegno Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone che l’accompagnava. Un’ottica che in questo secondo ciclo di incontri proviamo a condurre dall’Estremo Oriente a immagini e miti del Fantastico occidentale. Continua a leggere