strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


16 commenti

Tutti i diritti ma nessuno dei doveri

La notizia del giorno – o quasi, i segnali sono partiti ieri – riguarda l’attuale battaglia legale condotta da Alan Dean Foster contro la Disney, che si rifiuta di pagare le royalties maturate dall’autore con i suoi libri della serie di Guerre Stellari.

Alan Dean Foster, che ha un impressionante catalogo di romanzi a proprio nome (la serie del Commonwealth, il ciclo di Pip & Flinx, la serie fantasy Spellsinger), è anche famoso – o famigerato – come autore di novelizations e tie-in, i libri basati sulle sceneggiature di popolari film o che ne rappresentano un seguito.
Sono di Alan Dean Foster il romanzo di Guerre Stellari a suo tempo uscito a nome di Lucas (che qui da noi uscì negli Oscar Mondadori), e le novelization di film diversi quanto Alien e Krull.
Recentemente, con alcuni amici, ci domandavamo se Foster scriverà anche la novelization di Dune.
Ed esistono almeno un paio di casi in cui il romanzo di Alan Dean Foster è meglio del film.

Ma ora sorgono dei problemi.

Continua a leggere


6 commenti

Preoccupazioni

Questa sera terrò una breve presentazione riguardo alla nuova legge sul copyright che avrebbero dovuto votare ieri al Parlamento Europeo, ma poi per non rendere la mia presentazione superflua, il Parlamento Europeo ha deciso di rimandare.
Io non sono un guru su queste cose, mi sono semplicemente informato, e ci avevo fatto un post un paio di settimane addietro. All’epoca non ne stava parlando nessuno, qui da noi.
Per cui quando i responsabili della Biblioteca di Vaglio Serra hanno dovuto trovare uno che potesse spiegare la cosa al pubblico, hanno chiamato me.

E a dire il vero ero abbastanza preoccupato, riguardo a questa presentazione, perché col baccano che è venuto fuori dopo l’oscuramento di Wikipedia, tutti hanno sentito parlare dell’intera faccenda.

Finirò col parlare a una platea che ne sa più di me

Mi dicevo.
Poi, fortunatamente, la Repubblica mi ha rincuorato. Continua a leggere


11 commenti

Filtri e Tasse

Sin-títuloL’Unione Europea sta per cambiare la legge sul copyright.
Ve lo hanno detto?
La nuova regolamentazione andrà in vigore fra due anni, nel 2020 – e i vecchi giocatori di Cyberpunk potrebbero provare un brivido crudele. Perché la nuova regolamentazione è decisamente una serie di brutte notizie.
Sono suonati un po’ di campanelli d’allarme, e poiché non mi è parso di sentirne nei nostri boschi (ma probabilmente sono io che sono distratto), ho pensato di farci un breve (spero) post.
Così, perché per ora c’è ancora tempo per protestare, e magari cambiare le cose.
Protestare per cosa? Cambiare cosa?
Due punti della nuova legge dovrebbero preoccuparci: si chiamano upload filter e link tax. Continua a leggere


4 commenti

La memoria dell’elefante

170px-Copyright.svgAllora, proviamo qualcosa di differente.
È tutto in inglese, mi dispiace, ma usando Google Translate dovreste riuscire a farcela anche se l’inglese non è la vostra lingua preferita.

Il giochino funziona così.
Questo è un articolo sul copyright, uscito su WIRED (quello vero) nel 2012.
Riguarda la decisione della Corte Suprema degli Statio Uniti di rendere possibile il re-copyright di prodotti dell’ingegno umano già decaduti nel dominio pubblico.

E poi questo, preso dal sito della Baen Books:  è una storia intitolata Melancholy Elephants (Elefanti Malinconici quando uscì in Italia).
Una storia di Spider Robinson che venne pubblicata nel 1982 – trent’anni prima della decisione citata nell’articolo qui sopra. Vinse anche il Premio Hugo nel 1983.

Provate a dare un’occhiata e a scovare le differenze, come sulla Settimana Enigmistica.
Seguirà dibattito?
Forse.


3 commenti

Leggere in treno

Alla fine va sempre così – ho un sacco di cose da fare,e me ne trovo altre da aggiungere.
Oggi, ad esempio, mentre voi state leggendo queste righe, io sono o in treno diretto a Casale Monferrato, per visitare una mostra, o in treno di ritorno da Casale Monferrato, dopo aver visitato la mostra.

casale

Oppure sono da qualche parte in transito o in permanenza verso/a/in/da l’inaugurazione di una nuova libreria.
Mi hanno invitato, c’è anche il buffet, chi sono io per rifiutare? Continua a leggere


67 commenti

Un vicolo cieco creativo

Action_Comics_1È agli atti la mia opinione riguardo alla fanfiction – un buon esercizio di scrittura, che di solito cessa di avere una qualche utilità pratica attorno ai quattordici anni.
Dopo i quattordici anni è un vicolo cieco creativo.

Ora, mi viene segnalato un post nel quale viene presentata la seguente tesi

“La fan fiction è un modo in cui la cultura ripara i danni causati in un sistema in cui i miti contemporanei appartengono ad aziende invece che al popolo” (“Fan fiction is a way of the culture repairing the damage done in a system where contemporary myths are owned by corporations instead of by the folk.”)

Il post – che è breve, e trovate qui – è di una “persona che non sopporta le beghe idiote di copyright hollywoodiane su chi possiede cosa del costume di Superman“.

Ecco, è la cosa di Superman, che mi ricorda un dettaglio interessante.
Interessante abbastanza da farci un pork chop express.
Continua a leggere


10 commenti

Non tradurre, dopotutto

Quando si dice la sfortuna.
O l’eccessiva onestà.

Qualche settimna addietro avevo annunciato al mondo – beh, ok… – il ritrovamento di una allegra e scollacciata guida alla Parigi dell’Oriente.
E mi ero domandato se fosse il caso di tradurre o meno quel testo scandaloso.

Pare che il destino abbia deciso per me – una casa editrice di Hong Kong, in collaborazione con due dotte università americane, ha appena ridato alle stampe il volume maledetto, aggiungendovi un bel po’ di metatesto ed una sontuosa rilegatura rigida, e quel che è più importante, rinnovando il copyright sul materiale.

Ed estendendolo – per cui non solo non posso riutilizzare il materiale così com’è ma – faccenda che mi avvilisce un tantinello, visto che arriva da due università – neppure per preparare materiale derivato.
L’idea di una traduzione annotata, anche parziale, va a carte quarantotto.

Ora sto verificando se la clausola sul fair use mi lasci un minimo di margine – per remixare, diciamo così, il lavoro che avevo in mente di fare, trattando il volumetto dannato non come base per traduzione, ma come risorsa per la ricerca.
Ma la faccenda è nebulosa, ed il mio progetto originario è sospeso a tempo indeterminato.

Ci inventeremo qualcos’altro.

=-=-=-=-=
Powered by Blogilo


14 commenti

Non dire Tolkien…

Troppo gustosa per non postarla.

Lo scrittore americano Stephen Hilliard ha pubblicato un roanzo intitolato Mirkwood – nel quale si immagina che J.R.R. Tolkien metta le mani su alcuni antichi documenti che il Male farebbe qualsiasi cosa pur di ottenere.
Da cui la solita caccia all’uomo, con uno spaesato Tolkien a New York, orrore, paura, inseguimenti.

Potrebbe anche non essere male.
È vero, abbiamo già visto le stesse cose fatte con Lovecraft, ma perché negare al povero professor Tolkien un po’ di azione alla Indiana Jones, con tanto di graziosa giovane donna al seguito?

Beh, perché gli eredi di Tolkien hanno messo il copyright su “Tolkien” – e quindi l’opera di Hillard è attualmente soggetto di una causa per infrazione della proprietà intellettuale della Tolkien Estate.
La notizia è del 18 febbraio, ed arrivaattraverso Ansible.

Hillard si è appellato al Primo Emendamento – ma vistio che a quanto pare Amazon ha un po’ di copie del volume, potrebbe essere il caso di ordinarne un paio prima che l’intera tiratura vada al macero…
Così, come investimento.

(no, ok, è improbabile che mandino al macero i libri, al peggio non li distribuiranno in Gran Bretagna – ma ammettiamolo, è dai tempi che la LucasArts aveva messo il copyright su “Nazista”, che non si leggevano notizie tanto succose)