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Scrittura e paura

Esco da una giornata trascorsa in compagnia degli studenti di una scuola di scrittura di Milano, coi quali abbiamo parlato (beh, io ho parlato per la maggior parte del tempo) di fantascienza. È stato divertente, ed è stato bello incontrare – anche se solo virtualmente – i membri della mia tribù.

E durante l’esercizio di scrittura che ha chiuso la mia lezione – perché se si vuole essere scrittori, bisogna scrivere – mi sono trovato a ripetere l’esortazione a non avere paura.

Non avere paura delle idee che sembrano stupide o già viste.

Non avere paura della prima stesura che è orribile.

Non avere paura del giudizio di quelli che guardano, e commentano dall’alto del loro non aver mai fatto nulla.

Scrivere è un atto che richiede coraggio.
Così come richiede coraggio spedire il manoscritto a un editor, affrontarne il giudizio, e poi affrontare, con un po’ di fortuna, i lettori.

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No, grazie.

2008.
https://i0.wp.com/img2.libreriauniversitaria.it/BIT/189/9788804551898g.jpgAncora una volta, nel ruoline delle candidature al cavalierato della corona britannica non figura il nome di Stephen Hawking.
Hanno cavalierato Roger Daltrey e Elton John, ed al povero Hawking nulla.
E sì che lui mica è soltanto comparso in un paio di episodi di Star Trek.
No – ha fatto della fisica di punta.
ha pubblicato libri eccellenti – che molti hanno acquistato ed alcuni letto.
In particolare ha pubblicato L’Universo in un Guscio di Noce, che è semplicemente meraviglioso.
Eppure, niente cavalierato.
Lo hanno dato a Judi Dench ma a lui no.

O no?

Dalla sua sedia a rotelle, Hawking ha svelato la verità.
Glielo avevano offerto dieci anni or sono, il cavalierato.
E lui lo ha rifiutato.
Non come Winston Ono Lennon, che prima lo ha preso e poi lo ha restituito.
No, lui ha proprio risposto picche.
Alla Regina.

https://i0.wp.com/www.punto-informatico.it/punto/20080423/hawking.jpgIl motivo?
Il modo barbino con cui il governo britannico gestisce i fondi per la ricerca, con notevoli tagli ai fondi per i giovani ricercatori.

These grants are the lifeblood of our research effort; cutting them will hurt young researchers and cause enormous damage to British science and our international reputation. They could well lead to several physics departments closing.

E quindi, niente.
Lui il cavalierato gli ha detto di infilarselo dove non batte il sole.
Magari in maniera un po’ più delicata.

Questa allora è per Stephen Hawking.
Che è un grande.