strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Diciottesimo giorno, diciassettesima lezione

looking-for-a-japanese-girlfriend-t-shirtE finalmente impariamo a dire Sì (hai) e No (iie).
Ed era davvero ora.
Nel frattempo, avendo ormai una certa dimestichezza con gli aggettivi, è il momento di impratichirsi a dire mi piace/non mi piace.
Usando l’aggettivo suki-na, possiamo costruire la forma suki desu – mi piace!
E come una noticina evidenziata si affretta a ricordarci, ringo ga suki desu vuol dire mi piacciono le mele, ed è relativamente innocuo, mentre boku wa anata ga suki desu significa ti amo (incommensurabilmente), e potrebbe cacciarci nei guai.
Seguono altri aggettivi utili come kirai-na (odiato, insopportabile, non mi piace), joozu-na & heta-na (competente & incompetente), hoshii (desiderabile), itai (doloroso).
Direi che il catalogo minimo per avviare un corteggiamento c’è tutto.


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Superati i 40…

Un pork chop express amaramente divertito, questa notte…

Parlavo col mio amico Fabrizio, un paio di giorni addietro.
Non ci sentiamo spesso, e fra una novità e l’altra, cascavano le solite osservazioni che ci scambiamo da ormai quasi vent’anni.

Del tipo – ti accorgi che stai invecchiando perché le persone con le quali sei cresciuto se ne vanno.
Emigrano all’altro capo del mondo.
O più semplicemente muoiono.
Di fatto, prima erano lì, e tu eri giovane, ora non ci sono più, e tu sei vecchio.

Ma ci sono altri segnali, del fatto che l’età avanza.
E se alcuni sono abbastanza tristi, e ti lasciano una certa malinconia, altri sono semplcemente una valanga di risate.
Del tipo…

Sto chiacchierando con un amico più giovane di me.
Il discorso scivola sul genere femminile, e lui butta lì qualche commento giovanile.
Troppe donne in posti diversi.
Ci scappa la risata.
E io dico – ed è una battuta barbina – che ormai è un anno che mi sono trasferito qui in Monferrato, è ora che mi trovi una fidanzata qui in campagna.
E lui mi risponde

Beh, nel caso io conosco parecchie divorziate…

Ecco.
Ti rendi conto di essere vecchio quando i tuoi amici, all’idea di procurarti una ragazza, pensano alla categoria “divorziate”.
Niente carne fresca per te, vecchio rottame.
Puoi piuttosto orientarti sull’usato garantito…

Il che non vuol dire, naturalmente, che io abbia nulla contro la categoria.
Ma come dicevo già in un vecchio post, trovo un po’ scema l’idea (così radicata nella nostra zoocetà), che esistano cose che si possono fare solo in una certa fascia di età, e che poi si debba passare a fare qualcosa di diverso – o fingersi qualcosa che non si è più.
È la filosofia che porta all’increscioso fenomeno dei finti giovani, e ad altre brutture di quel genere.

Eppure quell’osservazione, buttata là senza pensare (e quindi sincera, non artefatta), lascia la sua cicatrice.
Gli anni passano.
E comportano agli occhi del prossimo certe scelte, certi accorgimenti necessari.
Non si corrono più i cento metri, non si suona più il rock’n’roll, non si corteggiano più le donne nubili…

Ma io continuo a pensare che i criteri debbano essere altri.
E per me certamente lo sono.

Se poi è divorziata, beh, non sarò certo io a lamentarmi…