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Cover letter, questa sconosciuta

cover_letter_writingVoi la fate la cover letter, quando presentate una vostra storia a un potenziale editore?
O ad un concorso letterario?

Quando partecipavo alle selezioni dei racconti per un concorso letterario torinese, spesso arrivavano manoscritti che avevano come accompagnamento lettere più lunghe della storia che accompagnavano.
Oppure c’era il manoscritto nudo in una busta.
Bella dimostrazione di fiducia nella propria storia, certo, ma almeno sapere come rintracciare chi l’aveva spedita…

Io onestamente questa faccenda della cover letter l’ho scoperta quando ho cominciato a spedire cose agli editori stranieri.
Perché loro, nelle linee guida per concorsi, collaborazioni e richieste di materiale, la cover letter la citano esplicitamente.
E quindi, tocca imparare come farla.

La cover letter sarebbe la lettera di presentazione in cui voi dite al destinatario (editore, organizzatore di concorso, editor) che gli state mandando un racconto, chye vi farebbe piacere se gli desse un’occhiata, epoi vi facesse sapere.

Nel mondo 2.0 in cui le storie si spediscono via mail, la cover letter può essere
. l’email che accompagna il file
. la prima pagina del file
. entrambe

Dal secondo dei tre punti qui sopra si evince che la cover letter deve stare in una sola pagina.
Cosa ci mettiamo, in questa pagina?

. Saluti
Formali, cordiali, non ingessati ma neanche troppo amichevoli.
Noi italiani tendiamo a dare del dottore a tutti quelli che ci capitano a tiro, il che può generare episodi molto divertenti (in retrospettiva): quando io diedi del dottore a Michael Moorcock, lui mi rispose che, avendo lasciato gli studi a diciassette anni, l’appellativo lo faceva un po’ ridere.
Un anno dopo lo nominarono baronetto, per cui ora dovrei chiamarlo Sir…

Notate che la lettera è diretta a una persona.
Non “Dear Weird Tales Magazine” quindi, e non “Hi, Farnsworth!” ma piuttosto “Esteemed Mr Wright”.
Se non sapete chi sia l’editor, informatevi (di solito da qualche parte questa informazione la forniscono – colophon, sito web, submission guidelines…)

. la Polpa

accludo una storia di … parole,
intitolata … ,
che parla di …

L’idea è che l’editor debba passare il suo tempo a leggere la nostra storia, non la nostra lettera introduttiva.
Ma la lettera deve invogliarlo a leggerla, la storia!

. Biografia
Quelli in gamba dicono non più di 100 parole.
Ed evitare i deliri.
Quelli in gamba vanno sempre ascoltati.

. Chiusura

Grazie per il vostro tempo
Firma

Includiamo anche
. indirizzo email (anche se c’è già)
. indirizzo analogico (magari un giorno ci vorranno spedire un assegno)
. telefono

Non è una garanzia di pubblicazione.
Ma è un modo come un altro per dare un’impressione di professionalità.
E le impressioni contano.