strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Lo squalo-folletto giapponese

… per i miei amici criptozoologi, ecco un simpatico animalino direttamente dalla baia di Tokyo.
E dopo Godzilla, non avremmo più dovuto stupirci di nulla di ciò che esce da quel tratto di mare, giusto?

Ma date un’occhiata a questo…
Occhio alla sezione al rallentatore.


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Chupacabra libre!

https://i0.wp.com/www.ghoststudy.com/new6/para_files/chupacabra02.jpgUna piccola nota per i nostri aficionados.

Il post sul Chupacabras messo on line qualche mese fa è il più visto di questo blog – lo sapevamo da tempo – ed ha appena raggiunto, tutto da solo, i 1000 visitatori.

Un bel colpo, per un canide mutante morto.

Ringraziando tutti gli appassionati di criptozoologia che sono passati da queste parte, speriamo che la fotografia qui accanto sia loro gradita, ed auguriamo loro buona caccia!


Hasta el chupacabras!


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Non esattamente Topolino…

Giorni lieti per la criptozoologia.
Dopo l’abbattimento del Chupacabras, un’altra notizia ci giunge attraverso la BBC – mica Voyager! – per fare la felicità dei criptozoologi: una spedizione in Nuova Guinea a scoperto una sacca di animali mai precedentemente descritti dai naturalisti.

Il “Mondo Perduto” – termine coniato da Conan Doyle e passato dalla fantascienza alla paleontologia ed alla zoologia – della Nuova Guinea è popolato di strani uccelli, da marsupiali nani e soprattutto da un’affare chiamato Ratto Gigante Mallomys, che pesa qualcosa come un chilo e mezzo e ha le proporzioni fisiche del caso.

Che la creatura sia in qualche modo imparentata col Ratto Gigante di Sumatra menzionato dal dottor Watson fra i casi non pubblicati del grande Sherlock Holmes?
O è forse – orrore – più vicino al Sumatran Monkey-Rat inventato anni addietro dal regista Peter Jackson?

Per il momento le coordinate della località non sono state divulgate divulgate per ovi motivi.

Il Mondo Perduto della Nuova Guinea si è anche rivelato un’isola di salvezza per specie considerate estinte – come ad esempio l’Uccello del Paradiso di Berlepsch.

Il ventesimo secolo si è crogiolato nei suoi ultimi anni nella convinzione che ormai tutto il globo fosse cartografato, catalogato e “ufficialmente scoperto”, ma a quanto pare non è così: le aree inesplorate sulla mappa sono ancora moltissime – semplicemente, sono diventate molto piccole o maledettamente difficili da raggiungere.


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Identificato il DNA del Chupacabra

CSI batte X-Files uno a zero.
Anche se l’agente Moulder non ne sarebbe convinto.

critter-1I bravi ragazzi dell’Università del Texas hanno identificato il DNA del Chupacabra, la misteriosa creatura che da anni terrorizza la popolazione al confine fra il Texas e il Messico, appunto, succhiandosi le capre – una specie di bestia-vampiro, passato dalla criptozoologia al folklore alla fama mediatica.

chupacabraIl fatto è che l’estate scorsa un esemplare della misteriosa creatura si è fatto un giro troppo vicino ad un ranch texano, finendo impallinato come da copione.

Recuperato dai ricercatori, il coso – una specie di cane coi denti troppo sviluppati, glabro e scheletrico (ma provate voi a vivere di sangue di capra) è stato opportunamente analizzato.
Non si sfugge alla profilatura del DNA.

E ne è risultato che si trata semplicemente di un coyote.

Un semplice coyote mutante.

Per cui non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Davvero.