strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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La leggenda dell’autore solitario

Ok, ieri accennavo al fatto che tutto il lavoro sul mio prossimo ebook è finito (in nottata farò la conversione in mobi prima di caricarlo sul Kindle store), e che dovrei raccontarvi com’è la procedura, perché è interessante.
E allora facciamolo.

Qui ci metto il mio solito disclaimer – sto per raccontarvi quel’è il processo che io seguo per fare il lavoro.
È possibile… no, è probabile, che voi usiate un metodo diverso.
Fantastico.
Questo è il sistema che, al momento, funziona per me – voi avete certamente un sistema che funziona per voi.

Quindi, per me come funziona…

Stories-rule-231x300Si scrive una storia.
Questa è la parte soggettiva e disordinata in cui ciascuno segue le regole che vuole, infrange le regole che vuole, ed in generale usa ed abusa della propria personale scatola degli attrezzi.
Sapete come la penso.
Io, l’ho già detto, butto giù una prima stesura in Gedit, la salvo come .txt, e poi la riverso in LibreOffice Writer, per la prima massiccia riscrittura e revisione. In generale formatto il testo in Courier 10Pitch, 12 punti, interlinea 1,5, pagine formato B5.
Il testo definitivo userà un font diverso, ma la formattazione qui sopra, per me, è la migliore per revisionare.

Nel momento in cui il testo è, per così dire, provvisoriamente definitivo, attacco lo spellchecker, rendo visibili i non-printing-characters, e revisiono.
Revisionando riscrivo.
Non posso farne a meno.

Ora, ai vecchi tempi – che sarebbe poi solo fino ad un annetto fa – davo una bella revisionata al testo, lo lasciavo riposare un mesetto, e poi lo revisionavo un’ultima volta e lo pubblicavo.
Bello liscio.

Il fatto è che poi sorgevano dei problemi.
Sempre.
Col passare del tempo – e complici una serie di eventi imbarazzanti e un paio di buoni manuali – la mia procedura è cambiata.
Si è fatta più lunga e complicata, ma ora va più o meno così. Continua a leggere


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Ma c’è chi ci prova

Però, come si diceva poi ieri nei commenti al post precedente, c’è anche chi ci riesce.

Ho parlato in passato di Beasts & Barbarians, il setting sword & sorcery per Savage Worlds creato da Umberto Pignatelli e pubblicato da Gramel.
È noto che sono un fan di Savage Wolds, che mi piace la sword & sorcery e che Umberto è un commentatore frequente di queste pagine.
Quindi, ok, probabilmente non sono imparziale.

Come rovescio della medaglia, c’è il fatto che le collezioni di creature per GDR non è che mi entusiasmino.
E il progetto che Umberto e Gramel stanno finanziando su Indiegogo è appunto un manuale dei mostri per B&B.

Il motivo della mia disaffezione per i compendi di creature deriva forse dai capitali spesi, nel cesolo scorso, per le continue uscite del Monstruous Compendium di AD&D 2nd Edition.
Alla fine, l’impressione è che il mondo di gioco si vada affollando di creature, per cui non si può più rivoltare un sasso senza che salti fuori il tarrasque*.

D’altra parte, Beasts of the Dominions pare una cosa diversa.
Solo dieci mostri.
E dieci scenari che li sfruttano al meglio, fornendo anche un gancio per espandere la trama.
Semplice e in linea con la natura essenziale del manuale base.
E la grafica è notevole.

 

Il progetto, come si diceva, è crowdfunded tramite Indiegogo.
A diverse classi di contrbuto si associano diverse ricompense – dal piacere di aver contribuito, su su fino alla possibilità di diventare co-creatore, contribuendo con un NPC.

Al momento della chiusura del progetto mancano 39 giorni, e si è superata la metà della cifra.
Il che pare una prospettiva se non rosea, per lo meno sana di successo.

la presenza dell’autore fra i lettori di questa pagina mi frena dal tentare di entrare nella testa di chi ha creato la campagna di crowdsourcing e fare ipotesi su aspettative e strategie.
Certo, così come viene presentato, il progetto dimostra di aver identificato abbastanza bene la fascia di pubblico interessata, offrendo delle ricompense adatte a titillare il potenziale finanziatore.

Il progetto è piccolo, finanziato con una cifra in fondo modesta, e mirato con estrema precisione ad un certo pubblico.
L’augurio è che vada in porto, anche come esempio di cosa sia possibile lavorando in maniera molto focalizzata.

C’è un rovescio dela medaglia?
Beh, sì – parliamo comunque di un progetto in inglese, presso un editore polacco.
L’Italia – Mastro Pignatelli e i suoi minions a parte – continua a restare indietro.

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* Perché non c’è possibilità di fuga – se mettete il Tarrasque fra le opzioni possibili, il master di AD&D prima o poi ve lo farà incontrare.
Se giocaste a call of Cthulhu, ovviamente, varrebbe lo stesso per Big C.