strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il marchio di Kane

Oggi, un post del piano bar del fantastico su un autore scomparso prematuramente e sulla sua creazione più durevole.
Perché noi valiamo.

KarlEdwardWagner2Karl Edward Wagner morì nel 1994, all’età di quarantanove anni, dopo una carriera folgorante e segnata dagli eccessi – dall’alcoolismo (che fu probabilmente la causa ultima della sua dipartita) all’abuso di sostanze.
Fisicamente una specie di orco che pareva uscito da una convention di bikers, Wagner era un intellettuale raffinato che indossava una maschera per cogliere di sorpresa il suo pubblico.
Con una breve carriera da psichiatra alle spalle ed una venerazione per la violenza stilizzata di registi come Sam Peckinpah, Wagner – che sosteneva di avere un parente di nome Richard, che scriveva opere liriche – era rispettatissimo come editor e come autore, ma sul piano umano fu spesso al centro di confronti piuttosto frizzanti.
Sarebbe lui l’autore di fantasy al quale un serafico Michael Moorcock suggerì di arruolarsi nei marines, se proprio la violenza gli piaceva tanto.

Eppure, pochi autori di narrativa fantastica degli anni ’70/’80 hanno fatto tanto per il genere. Continua a leggere