strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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La storia di Michele

Questo è un post estemporaneo, frutto di alcune chiacchierate fatte negli ultimi giorni. Questa è la storia di Michele, che naturalmente non esiste, anche se tutti noi abbiamo conosciuto, da qualche parte, qualcuno proprio come lui.

Michele ha una cinquantina d’anni ben portati, una laurea triennale e una buona attività in proprio in un settore che non conosce crisi – anche se si lamenta spesso delle tasse, Michele non ha grossi problemi di denaro. È single, ha una bella casa e un’auto sportiva. Frequenta “i giri giusti”, e coloro che lo conoscono lo considerano una brava persona, un “gran lavoratore”, una persona di carattere, uno che “ce l’ha fatta”. Michele è una persona che al gioco della vita vince spesso, e vince forte.

Ma Michele ha un problema.

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Dietro le quinte della fede

C’è questa storia per cui i paleontologi sarebbero nemici giurati di Dio.
Lui si manifesta come arbusto ardente a Mosè, noi tiriamo fuori un trilobite fossile e spegnamo l’arbusto.
Lui ferma il sole nel cielo, noi facciamo notare che è la terra a girare, non il suole a muoversi.
Siamo come ragazzini dispettosi allo spettacolo del prestigiatore.
Ad ogni nuova illusione, noi strilliamo a gran voce dov’è il trucco.

Si tratta di una visione estrema, naturalmente.
Poi, certo, incespico su un forum on-line su un giovane obnubilato che spara sciocchezze colossali a supporto di posizioni assurdamente creazioniste, e mi imbizzarrisco.
ma non ci vuole molto per capire dove sia, in quel caso in particolare, il problema – il giovane non capisce nulla di teoria dell’evoluzione, ha poche nozioni confuse e sbagliate, ed allora abbraccia una spiegazione più semplice, che per lui ha senso, che è in sintonia con la sua storia personale e con la comunità che frequenta.
È ok.
È molto meno ok, naturalmente, quando sputa sentenze idiote sulla base di quelle nozioni confuse e sbagliate, ammantandosi di sussiego e di superiorità fasulle.

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Terraformazione vittoriana

L’isola di Ascension è un brufolo sulla superficie dell’Atlantico, un punto caldo a cavallo della dorsale medio-atlantica, un grtumo di magma rappreso.

Duecento anni or sono, Ascension era un sasso – un grosso sasso spoglio e brullo.
Peggio…

Nel 1836, gli abitanti di Sant’Elena dissero a Charles Darwin

Sappiamo di vivere su un sasso, ma i poveracci di Ascension vivono su un pezzo di scoria

Tornato in patria, Darwin discusse la cosa col suo amico Joseph Hooker – che pochi anni dopo sarebbe partito con la spedizione della Erebus e della Terror per circumnavigare l’Antartide.

Nel 1847, in rotta per l’Antartide, Hooker convinse gli ufficiali della marina inglese di stanza ad Ascension a farsi spedire alcuni alberi dai giardini botanici di Kew – dove suo padre era direttore.

Il piano diabolico – gli alberi avrebbero alterato il tasso di umidità, portato ad una riduzione dell’evaporazione e a maggiori piogge, con l’effetto di trasformare chimicamente il suolo, rendendolo più fertile.

Le piante cominciarono ad arrivare nel 1850.
Nel 1870, gli eucalipti coronavano le cime più alte della non più così brulla Ascension.
Oggi, Ascension è un’isola verdeggiante, caratterizzata da quelle che vengono chiamate “cloud forests” – le classiche isole con la giungla e sopra un bel coperchio di nuvole temporalesche.

L’intera operazione venne compiuta molto discretamente, senza troppa pubblicità… insomma, in segreto.

Gli studiosi se ne sono accorti nel 2003.

Nel 1850, Darwin e Hooker avviarono il primo esperimento di terraformazione noto all’uomo.
E fu un successo.
Quasi un secolo prima che uno scrittore di fantascienza – Jack Williamson – inventasse la parola “terraformazione”.

Questo, signori, è steampunk.

E adesso, vogliamo vedere Marte diventare verde prima, e poi blu!
Non possono più dirci che è impossibile.

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Un sospiro di sollievo.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/db/Galileo_Galilei.jpg[questo è un caso di instant-blogging]

Scopro con estremo piacere e non poco sollievo che Piergiorgio Odifreddi ha appena pubblicato un libro su Galileo Galilei – giusto in tempo per il quadricentenario.

Il sollievo deriva dal fatto che il “matematico impertinente” sia passato ad impicciarsi degli affari degli astronomi e degli astrofisici, e dalla conseguente speranza che, passato il centenario darwiniano, torni a lasciare ai paleontologi ed ai biologi lo studio dell’evoluzione.

Sul fatto che lasci in pace i preti ci sono invece poche speranze – fingersi Richard Dawkins evidentemente gli piace.

Vediamo di non pensarci.
Un po’ di musica: Indigo Girls, Galileo.
Live.
Jackson Browne fa la terza voce.

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Darwin, banane, serpenti, nazisti…

Scopro attraverso il sempre dilettevole blog di David Brin una di quelle notizie che da sole riescono a rovinarmi la giornata…
Pork chop express?
Potete scommetterci.

Il 19 novembre 2009, Kirk Cameron e Ray Comfort distribuiranno 50.000 copie de L’Origine della Specie di Charles Darwin nelle università degli Stati Uniti. Con un piccolo extra – ciascun volume conterrà infatti una prefazione di una cinquantina di pagine nella quale viene spiegato in dettaglio come la teoria di Darwin non sia mai stata provata, e come il lavoro di Darwin abbia ispirato il Nazismo e l’Olocausto.

Kirk Cameron, per chi se lo fosse perso, era uno dei protagonisti della sit-com Genitori in Blue Jeans, oltre ad aver recitato in una quantità di film anni ’80 nella parte dell’adolescente furbetto di turno; messa da parte la carriera artistica, Cameron si è convertito alla fede battista, diventando ministro di culto e fervente propugnatore delle teorie creazioniste.

Ray Comfort, l’originario sostenitore della teoria che basti la banana a dimostrare che Dio ha creato il mondo in sette giorni e che l’Evoluzione è una panzana, è un avengelizzatore d’assalto neozelandese ed autore di bestseller (ammettetelo… questa da solo non sarei mai riuscito ad inventarmela) che da alcuni anni è calato sugli Stati Uniti come uno sparviero, catechizzando le folle attraverso una trasmissione televisiva, The Way of the Master (che non è, nonostante il titolo, una serie sulle arti marziali) – della quale Kirk Cameron è protagonista e regista.
Hanno anche un canale dedicato su YouTube…

Eh?
Convinti?

The Way of the Master (perché continua a venirmi inmente David Carradine?) è anche il nome della particolare varietà di cristianesimo fondamentalista che Comfort offre ai suoi seguaci.
Comfort, le cui conferenze viaggiano sui 10.000 dollari a botta (ma lui dice di dare i quattrini in beneficienza) è anche l’uomo che ha accusato Amazon.com di essere parte di una vasta cospirazione atea, dopo che alcuni suoi testi (tutti bestseller) sono risultati molto popolari presso i lettori atei di Amazon, che tuttavia li schedano come “umorismo”.

Detto ciò sui perpetretori dell’Operazione Darwin del 19/11 prossimo, solo due rapide notarelle – qualora fossero necessarie – sulle ipotesi presentate nella loro prefazione a L’Origine della Specie…

Che l’evoluzione attraverso la selezione naturale non sia ancora stata provata è una balla.
Abbiamo i fossili.
Abbiamo le osservazioni naturalistiche.
Abbiamo le sequenze genetiche.
Al momento, non esiste un modello che spieghi tutte queste osservazioni e che sia migliore della teoria dell’evoluzione attraverso la selezione naturale.
Si tratta dell’unico modello, in altre parole, che renda conto razionalmente di tutte le osservazioni, e che permetta di fare delle previsioni che poi siano verificate nei fatti.

Sul fatto che i Nazisti abbiano tratto ispirazione dal libro di Darwin, a parte l’osservazione lapidaria e definitiva di David Brin…

The Nazis burned Darwin’s Origin of Species!

… resta da osservare che le teorie di Darwin negano sostanzialmente le basi della teoria nazista.
E a ben guardare, il nazismo ha più i tratti di una fede, che non di una filosofia basata sul materialismo.

L’ipotesi generalmente avanzata dai fondamentalisti, che una cultura atea e fondata sul pensiero scientifico o illuminista induca un progressivo ed inesorabile decadimento morale (ponendo quindi Dio – o la sua Chiesa… una delle sue chiese… – nella posizione di garante della morale), è disattesa dai dati statistici relativi agli ultimi 4000 anni.
O per essere brevi e scortesi, finora nessun “illuminista” si è scagliato con aerei contro grattacieli, o ha convertito a fil di spada un intero continente.

Resta il fatto che l’ex idolo dele adolescenti anni ’80 ed il suo compare kiwi metteranno in circolazione 50.000 volumi sostanzialmente “drogati”.
Resta da capire dove trovino i quattrini per certe cose.
Ma se esistono gruppi disposti a pagare 10.000 dollari Ray Comfort per assistere ad una delle sue conferenze sulla banana creazionista, evidentemente tutto è possibile.

Quanto al promo qui sopra, alla storia dell’aereo che precipita, e della bestia velenosa che vuole azzannarvi la mano…

Amen.

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Fede & Malafede

Ci pensa il blog di Vittorio Catani, questa mattina, a mettermi la voglia di emigrare in Papua-Nuova Guinea, e in fretta.
O al limite mi fornisce munizioni per un buon pork chop express.

Sempre attento alle fregature che tentano di colpirci passando sotto al nostro radar, Vittorio segnala una “interessante iniziativa” della quale nessuno ci ha detto nulla…

Anche il Papa ovviamente ha fatto una sua strepitosa annessione: Darwin si può conciliare con la dottrina Cattolica!!

Un salto sulla pagina del convegno “L’evoluzione biologica: fatti e teorie – una valutazione critica 150 anni dopo L’Origine della Specie” (100 euro quota di partecipazione, studenti metà prezzo), tenutosi alla Pontificia Università Gregoriana dal 3 al 7 marzo 2009 è una buona occasione per approfondire il concetto di Fede.
E soprattutto di Malafede.

In particolare, nell’ambito della complessa e multiforme questione del rapporto tra Scienza e Fede, questo evento si concentra sulla possibilità di riconciliare in una stessa posizione filosofica il pensiero “creazionista” e quello “evoluzionista”, evitando sia che il primo pretenda di assurgere a teoria scientifica sia che il secondo venga considerato un dogma.

La “complessa e multiforme questione del rapporto fra Scienza e Fede” sarebbe poi sintetizzabile in: noi abbiamo le prove sperimentali, voi no.
E le prove sperimentali sono poi la chiave di tutta l’intera faccenda.
Infatti (citiamo Wikipedia):

Il termine dogma (o domma) è utilizzato generalmente per definire le opinioni formulate dai filosofi come base alle loro dottrine ed i principi fondamentali di una religione, da non potersi mettere in dubbio da parte dei fedeli. Il termine può essere applicato in senso estensivo a discipline diverse da quelle religiose.

Ma attenzione.
Il termine dogma, esattamente come il termine teoria, ha significati diversi a seconda degli ambiti incui si utilizza.
E se “teoria” nel linguaggio della scienza non significa – come nell’italiano colloquiale – idea sui fatti priva di un fondamento (ma casomai proprio il contrario) così “dogma”, se applicato in ambito scientifico, non ha lo stesso significato che gli si attribuisce nel linguaggio della fede.

Malgrado le apparenti similitudini con quelli religiosi, i dogmi usati dalla matematica e dalle scienze che si appoggiano ad essa (come la fisica) sono concettualmente molto diversi. Mentre i primi sono verità assolute da accettare per fede, i secondi hanno solo lo scopo di porre le basi per una teoria. Gli assiomi, postulati o dogmi della scienza sono, per definizione, enunciati di cui si ipotizza la verità

Da cui si intuisce che Scienza e Fede già partono col piede sbagliato, nel loro idillio, giacché utilizzano le stesse parole per indicare concetti opposti.
Il fatto che un convegno internazionale si riduca a giocare su queste ambiguità per giustificare la propria esistenza è di per se una prima dimostrazione di Malafede.
Ma andiamo avanti.

A questo livello, è essenziale considerare la teoria neo-darwiniana così come è, una teoria scientifica che evolve sempre, cercando di integrare sempre più elementi. Come ogni altra teoria scientifica, va sottomessa a critica e discussione. Per tale ragione, non va considerata né come una verità definitiva, che ne farebbe un’ideologia – proprio il contrario della scienza –, né come il suo opposto, come se fosse direttamente contrapposta ad una verità d’ordine religioso, per esempio.

Ma se la ricerca scientifica porta a definire una verità – una verità in evoluzione, ma coerente e dimostrabile sulla base degli strumenti a nostra disposizione, perché dovrei avere dei pudori a sostenere che, sì, è proprio la verità?

Ma alla Pontificia Università Gregoriana si giocano altre carte

Si può, inoltre, discutere la questione di eventuali presupposti metodologici, quali il meccanicismo o un riduzionismo radicale, che forse potrebbero avere contaminato detta teoria in un senso più filosofico che non prettamente scientifico.

Attaccare il metodo quando non si possonoattaccare i risultati è un semplice espediente utilizzato da secoli.
Sostenere che i risultati di un ricercatore non sono affidabili perché quel ricercatore la pensa in un certo modo, oltre ad essere offensivo, è anche la dimostrazione che non si hanno argomenti o prove concreti di una cattiva pratica o di errori fattuali.
Un esempio classico – attaccare il ricercatore che sostiene che il fumare causa il cancro sostenendo che si tratta, in fondo, di un non-fumatore.
O attaccare un evoluzionista perché è ateo.

Ma attenzione, una porta rimane aperta.
Nella loro infinita bontà, i signori riunitisi alla Pontificia Università Gregoriana, ci concedono che…

Un cristiano può credere nel disegno provvidenziale di Dio nella Creazione, senza farne una “teoria scientifica” concorrente ad un’altra: stiamo decisamente su un altro piano d’interpretazione. Questo però suppone, reciprocamente, che nessuna teoria scientifica si voglia erigere a spiegazione ultima della realtà, ciò che ne farebbe o una pseudo-metafisica, o una pseudo-religione – in ogni caso, il contrario della scienza.

Vediamo se ho capito.
Posso studiare la realtà.
Posso fare test ed esperimenti.
Posso costruire e verificare teorie.
Posso raggiungere conclusioni.
Ma non posso usare quelle conclusioni per interpretare la realtà?

Siamo al ridicolo.
Siamo alla Malafede.

Ma concediamoci dieci minuti di lucidità.
Perché montare tutto questo baraccone?
Solo per trovarsi a Roma per una settimana,a  smangiazzare, sbevazzare, condurre relazioni extraconiugali/extracurricolari, e magari spazzolare qualche assegno di ricerca?

Io credo che, leggendo fra le righe del materiale documentario fornito dal sito del congresso sia possibile giungere ad una conclusione piuttosto semplice; la vera preoccupazione non è la teoria di Darwin, o le sue successive espasioni o applicazioni, bensì l’Intelligent Design, e l’intero congresso è costruito soprattutto affinché la Chiesa Cattolica possa prendere le distanze da un corpus di baggianate imbarazzanti.
Il fatto che l’Intelligent Design tiri acqua al mulino di gruppi più o meno eterodossi di ceppo evangelico e carismatico – gruppi che spesso sono vocalmente avversi al Cattolicesimo – costituisce una ulteriore aggravante.
Insomma, una manovra di politica interna – meno drastice dell’inviare sul posto un manipolo di inquisitori con fiaccole e forconi, più politically correct, con ilbonus di dare (visto da lontano) l’impressione di un atteggiamento aperto, cosmopolita e moderno.

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Per il compleanno di Charlie e del suo libro

charles_darwin_lBicentenario di Charles Darwin.
Centocinquantenario de L’Origine della Specie.

Per festeggiare il vecchio Charlie (ma anche Alfred Russell Wallace), per sentirci tutti un po’ più primati di prima e per andare contropelo ai creazionisti, il 16 Marzo prossimo venturo, presso la Società di Mutuo Soccorso d’ambo i sessi De Amicis, (Corso Casale 134, Torino), si terrà una serata dal titolo

Qualcosa che non capita solo agli altri
Il lungo cammino dell’evoluzione

Ancora una volta, novello William Buckland (speriamo di no, Buckland morì pazzo) sarà mio piacere intrattenere le folle con un paio d’ore di chicchiere e diapositive sul tema dell’evoluzione.

Antecedenti.
Successori.
Amici.
Nemici.
Semplici conoscenti.

Si alza il sipario alle 20.45.
Partecipate, come si suol dire, numerosi.


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Pericoloso relativismo

Triste vedere la Chiesa Anglicana arrancare ancora una volta ben dietro la Chiesa Cattolica: ben oltre un decennio dopo le scuse presentate dal Vaticano alla buonanima di Galileo Galilei, tocca ora alla Chiesa d’Inghilterra fare marcia indietro e chiedere scusa a Charles Darwin.
Il testo della dichiarazione sarà il seguente:

Charles Darwin: 200 years from your birth, the Church of England owes you an apology for misunderstanding you and, by getting our first reaction wrong, encouraging others to misunderstand you still. We try to practise the old virtues of ‘faith seeking understanding’ and hope that makes some amends.

La mossa farà probabilmente infuriare i Creazionisti, ma lascerà, crediamo, piuttosto indifferente Charles Darwin.

[immagine dal post di John Scalzi sul blog della Tor]