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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Dave Duncan, 1933-2018

30279Novembre comincia malissimo.
Ho appena saputo cheil 29 di Ottobre se ne è andato Dave Duncan, certamente uno dei miei autori preferiti.
Aveva ottantacinque anni.
Canadese, era stato un geologo del petrolio ed era quindi “un collega” – iniziò a pubblicare nel 1986, all’età di 53 anni. Due settimane prima era stato lasciato a casa per via della contrazione del mercato petrolifero, e perciò si inventò un altro mestiere.
Nei trentadue anni successivi pubblicò una sessantina di volumi, prevalentemente fantasy, con qualche sporadica incursione nella fantascienza.

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Un uomo di parola

Ancora su Dave Duncan, in un piano bar del fantastico in cui per una volta mi chiedo io un pezzo e me lo suono.

Ho definito spesso – l’ultima volta non più di un paio d’ore or sono – i romanzi di Dave Duncan “una boccata d’aria”.
Duncan, classe 1933, ha uno stile di scrittura estremamente piano e senza particolari ornamentazioni.
Una bella prosa diretta e senza troppe sofisticherie.
Ha chiaramente dei forti riferimenti letterari – Shakespeare, ma anche Swinburne e molti poeti tardoromantici, più una solida frequentazione dei classici dell’avventura.

Since long before the coming of Gods and mortals, the great rock of Krasnegar had stood amid the storms and ice of the Winter Ocean, resolute and eternal. Throughout long arctic nights it glimmered under the haunted dance of aurora and the rays of the cold, sad moon, while the icepack ground in useless anger around its base. In summer sun its yellow angularity stood on the shining white and blue of the sea like a slice of giants‘ cheese on fine china. Weather and season came and went and the rock endured unchanging, heeding them no more than it heeded the flitting generations of mankind.

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Un po’ di cliché utili

Oggi ho citato Dave Duncan, autore canadese che ho sempre stimato molto (il fatto che abbia smesso di fare il geologo per mettersi a scrivere fantasy è significativo), su un blog qui vicino.

Lasciamo perdere per ora il fatto che voi Dave Duncan non lo conoscete.
Capita.
Mi dispiace molto per voi.
Di fatto, gli editori nazionali non hanno aiutato.

No, la cosa che mi interessa è che sul suo blog, Duncan si è recentemente occupato di scrittura (ma tu guarda) e fra le altre cose ha postato una lista di sviluppi possibili minimi, di cliché, di storie-base.
Di high concept, se volete.
Ed è una valanga di risate (non che mi aspettassi nulla di meno)…

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