strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Scrittore per scommessa

Questo post nasce da un paio di osservazioni occasionali fatte chiacchierando con l’amico Alessandro Girola.
Si parlava di tasse.
Ma andiamo con ordine.

Uno dei migliori romanzi d’avventura che io abbia avuto occasione di leggere, e che sta molto molto in alto nella mia personale classifica di gradimento è un esile volumetto intitolato Plunder of the Sun, scritto nel 1949 dall’americano David Dodge.
Avventura di un espatriato americano in centro America coinvolto in una caccia al tesoro precolombiano con extra di omicidi e tradimenti, si tratta di una curiosa miscela di noir e di avventura esotica, con una narrazione tesa,  con una delle scene più terrificanti e claustrofobiche che io abbia mai letto, e venne anche trasformato in film (I Saccheggiatori del Sole, in italiano), nel 1953, con Glen Ford nel ruolo del protagonista.

Prima di imbattermi nella ristampa Hard Case di Plunder, conoscevo Dodge solo per un suo altro romanzo – To Catch a Thief, del ’52, che tre anni dopo Alfred Hitchcock trasformò in Caccia al Ladro, adattamento piuttosto fedele con Cary Grant e Grace Kelly.
Ancora un espatriato americano – questa volta in Europa – ancora una caccia, ancora gioielli e delitti.
Ma la storia, naturalmente, la conoscete.
Tesa, ironica, non priva di un certo cinismo.
Ed il romanzo è di tutto rispetto, abbastanza da fissarmi in memoria il nome dell’autore – l’opera omnia del quale risultava tuttavia fuori stampa da strani eoni.
Dovevo rassegnarmi.

Ma chi era, David F. Dodge? Continua a leggere


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Due sere col Maschio Alfa – sera numero due

Si sarebbe portati a pensare che il 1954 sia stato chiaramente un anno impegnativo per Charlton Heston, che reduce da The Naked Jungle si ritrovò sugli altopiani andini per girare Secret of the Incas.
Ma Heston aveva in effetti girato quattro film l’anno precedente, e ne avrebbe girati tre il successivo, per poi arrivare, nel 1956, all’età di 33 anni, a girare I Dieci Comandamenti, avendo come comprimari il faraone, Dio e il Popolo d’Israele.

Non male.

Il Segreto degli Incas è un film leggero, ed esistono oggi pochi motivi per volerlo rivedere.

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