strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Un sospiro di sollievo.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/db/Galileo_Galilei.jpg[questo è un caso di instant-blogging]

Scopro con estremo piacere e non poco sollievo che Piergiorgio Odifreddi ha appena pubblicato un libro su Galileo Galilei – giusto in tempo per il quadricentenario.

Il sollievo deriva dal fatto che il “matematico impertinente” sia passato ad impicciarsi degli affari degli astronomi e degli astrofisici, e dalla conseguente speranza che, passato il centenario darwiniano, torni a lasciare ai paleontologi ed ai biologi lo studio dell’evoluzione.

Sul fatto che lasci in pace i preti ci sono invece poche speranze – fingersi Richard Dawkins evidentemente gli piace.

Vediamo di non pensarci.
Un po’ di musica: Indigo Girls, Galileo.
Live.
Jackson Browne fa la terza voce.

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sesso x tecnologia = il futuro

Il titolo di questo post è una formula ideata da J.G. Ballard.https://i0.wp.com/ecx.images-amazon.com/images/I/51T2DMTaDrL.jpg
Si trova all’interno di uno strano libro che mi è appena cascato (si fa per dire) sulla scrivania, complice un rivenditore web che me ne ha procurata una copia di seconda mano.

Pubblicato da Thames & Hudson, solidi editori nel settore dell’arte, dell’architettura e dell’archeologia, il volume si intitola Formulas for Now, ed è curato da Hans Ulrich Obrist.
Ha una spaventosa costola fuchsia, copertine di catone da imballaggio heavy-duty foderate di carta color acquamarina (l’immagine qui di fianco falsa i colori riducendo l’orrore) e se l’esterno ricorda un incubo anni ’80, l’interno è, visivamente, molto molto più complicato ed entusiasmante.
L’idea è semplice – ilcuratore del volume ha chiesto ad un certo numero di scienziati, scrittori ed artisti di fornire una formula fondamentale, al fine di compilare un massiccio prontuario al quale l’uomo del ventunesimo secolo (che sarei io, che sareste voi) possa rivolgersi per trovare delle risposte.
O al limite delle nuove domande.
Il risultato è divertente e, come dicevo, complicato.
J.G. Ballard fornisce la formula del futuro.
Mike Moorcock le formule per lastesura di Mother London e dei romanzi del ciclo del colonnello Pyat.
Richard Dawkins la formula per calcolare la potenza delle teorie scientifiche
Stewart Brand la formula strutturale della civiltà.
Enzo Mari il diagramma per i livelli di realtà.
Loris Greaud la formula per fare fuochi d’artificio silenziosi.
Ryoji Ikeda la formula e la teoria dell’irriducibilità.
Marina Abramovic presenta la formula del genio (che si trova anche sulla copertina, epotete leggere qui di fianco).

E così via, per cento e rotti esempi – schegge di scienza fin troppo avanzata, saggezza spicciola, paradossi, umorismo.
Anche il Gatto di Schrodinger fà una comparsata.
Il tutto condito da fotografie, schizzi, disegni (imperdibile il disegno-formula del curriculum vitae in forma di corda tesa da acrobata).
Un libro strano, difficilmente classificabile, a volte irritante, ma che promette di fornire un sacco di materiale per le mie prossime imprese.
Diurne e notturne.


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Toccare con mano

https://i0.wp.com/newhumanist.org.uk/images/0701-dawkins-jacket.jpgSono piuttosto sorpreso.
Ho sempre considerato l’atteggiamento di Richard Dawkins nei confronti della religione una forma di blando estremismo, giustificata da un uguale (se non maggiore) estremismo contrarioda parte di integralisti religiosi e creazionisti.
Sì, dicevo di solito, Dawkins ci va giù pesante ma bisogna capirlo… in fondo ha a che fare con atteggiamenti tipici del mondo anglosassone e americano in particolare, che da noi non ci sono e che quindi fatichiamo a comprendere.

In fondo, continuavo a ripetere, qui da noi la gente ha cose più urgenti da fare che stare a negare la validità della teoria dell’evoluzione attraverso la selezione naturale.

Sbagliavo.
Un primo scambio di battute con un allegro sostenitore dell’impossibilità dell’evoluzione mi ha tolto ogni romanticismo.

Primo errore – “sono pochi, disorganizzati e ignoranti”
Come diceva Meat Loaf, due su tre non è poi male.
L’ignoranza è nutrita di testi che sull’ignoranza fanno leva per
incuilcare versioni rimaneggiate del pensiero scientifico, al fine di
dimostrare che “lòa scienza stessa nega il pensiero di Darwin”.
Testi e DVDvengono distribuiti capillarmente e recensiti on-line.
Gli aderenti si contano nell’ordine delle decine di migliaia.

Secondo errore – “qui da noi non c’è animosità”.
Sbagliato anche questo punto.
L’opposizione è radicale e inflessibile.

Terzo errore – “in fondo sono persone in buona fede”.
Sbagliavo, e questo è l’errore peggiore.
Sono ormai convinto che i vocali sostenitori e propugnatori
dell’anti-evoluzionismo siano persone in malafede, pronte a negare le
proprie premesse al fine di sostenere l’insostenibile.
Ora comincio davvero ad avere paura.
Anche perché, avendo ancora comunque una certa fiducia nell’intelligenza delle persone, non posso fare a meno di credere che alcuni, possibilmente molti di questi vocali e intransigenti sostenitori della Creazione attraverso la capziosità e la presentazione di false teorie sappiano, e bene, di essere di fondo dei mentitori.
Sanno di applicare teorie erronee.
Sanno di ignorare l’evidenza.
Sanni di falsificare i dati aproprio vantaggio.
Ecco, il fatto che una persona decida coscientemente di mentire al fine di sostenere ciò che crede essere la verità mi pare una cosa mostruosa.

Nota – effetto collaterale del recente incontro con gli antidarwinisti nazionali significa che non mi libererò più della mia copia de “L’Illusione di Dio” di Dawkins.
Mi spiace, Elv!