strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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La Leggenda di Kyla Kidd

La narrativa legata ai giochi di ruolo è spesso molto scarsa.
Diciamo che la Legge di Sturgeon si applica in maniera sconfortantemente regolare, e il 95% di tutto è da buttare.

dimenovelMolti anni or sono, quando venne lanciata la linea Deadlands, la Pinnacle Entertainment buttò sul mercato qualcosa di molto molto differente – le Dime Novels.
Si tratava di piccoli supplementi, in formato tascabile, che contenevanoun racconto ambientato nell’universo di Deadlands, e poi tutto il materiale necessario per giocare quel racconto – trama, personaggi non giocanti, mappe…
Bella idea.
Successivamente, sempre per questa ambientazione, venero prodotte anche delle vere e proprie antologie di narrativa.
La qualità è sempre stata più che buona.
Ora pare che la tradizione stia per riprendere anche con Deadlands Noir.

Quando venne presentata al mondo la seconda edizione di 50 Fathoms, la Pinnacle decise di affiancare al manuale dell’ambientazione non delle dime novels, non una antologia, ma della narrativa seriale pura.
Nacque così la trilogia di Kyla Kidd, che ora – complice un buono scucito in maniere lunghe a spiegarsi – arriva sul mio hard disk. Continua a leggere


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Deadlands Noir – finalmente!

Ultimo post dell’anno a tema ludico.
DLRThumDeadlands, il gioco della Pinnacle ambientato in un west popolato di maledizioni indiane, pistoleri zombie e scienziati pazzi steampunk, ha certamente una delle migliori ambientazioni che io conosca.
Mi procurai il manuale quando uscì la prima edizione, e se è vero che non l’ho giocato quanto avrei voluto, non c’è stata sessione di gioco che non abbia garantito un grande divertimento e qualche brivido alla squadra.
Bello.

sw1Quando uscì Deadlands Reloaded, che rimpiazzava le vecchie regole con il più agile sistema Savage Worlds, parve che il meglio fosse appena migliorato.
Successivamente, uscì una versione reloaded per Savage Worlds di Hell on Earth, il “sequel” di Deadlands, che sposta l’azione in un futuro post-apocalittico, mescolando certi elementi del weird western con gli scenari alla Mad Max.

Ora, finanziato con una poderosa campagna di Kickstarter (117.000 dollari raccolti contro una cifra preventivata di 8.000!), arriva sul mio scaffale virtuale Deadlands Noir, un esperimento che sulle prime mi convinceva pochino ma che, sfogliato con calma, pare un’eccellente aggiunta alla serie.
E già le dita prudono per una manciata di dadi.

S2P10018DLNoir600pxDi cosa stiamo parlando?
Di un manuale in formato elettronico, di 145 pagine e che pesa una dozzina di mega.
All’interno, tutto il necessario per giocare un noir sovrannaturale ambientato nella New Orleans del 1935… ma il 1935 nel continuum di Deadlands.
E se apparentemente le cose si sono normalizzate dopo la follia del weird west, beh, forse l’orrore e il mistero si sono semplicemente mimetizzati meglio.
Investigatori paranormali.
Scienziati pulp armati dei prodigi della superscienza.
Riti vudù.
Donne fatali.
Gangster non morti.
Politici corrotti.
Robot.

Deadlands Noir presenta una miscela interessante* di noir, hard boiled, horror e weird menace.
Questo è il genere di gioco in cui una donna bellissima che canta in un night gestito dalla Mano Nera ingaggia un investigatore privato per scoprire chi ha tramutato in zombie il suo anziano marito… o cose del genere.
Molto opportunamente, una ampia sezione dedicata al Master offre tutta una serie di strumenti per giocare al poliziesco ed al noir con Savage Worlds (un sistema abitualmente virato all’azione).
La città di New Orleans è descritta in maniera esaustiva e suggestiva, ed è difficile spulciare le descrizioni di The Big Easy senza ricavarne qualche buona idea per uno scenario.
Oltre all’abituale generatore di scenari presente nei manuali di savage Worlds, Deadlands Noir include una lunga campagna, Red Harvest, e quattordici scenari brevi.
Ottimo e abbondante
Il volume è completato da una galleria di personaggi non giocanti e da un certo numero di mappe – oltre che da una scheda del personaggio ad hoc.

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Nel complesso la grafica è buona, e in linea con il tema.
Il manuale si presta ad essere gestito su un tablet (stamparlo sarebbe inconcepibile), ed è organizzato in maniera logica e precisa, secondo lo schema tipico dei manuali di Savage Worlds.

DLN_Old_Absinthe_House_Blues600px-e1356568556932La Pinnacle Entertainment, sempre puntuale nel promuovere e sostenere i propri prodotti, offre gratuitamente in scarico sul proprio sito il pdf Noir Archetipes per Deadlands Noir, una collezione di nove personaggi già pronti per giocare, ed ha già pubblicato un’avventura, la promettente The Old Absynthe House Blues.
E pare ci sia molto altro in arrivo.

Ammetto che la diffidenza iniziale ha lasciato il posto a un certo entusiasmo.
Sicuro, Deadlands Noir richiede un certo equilibrio, ed una certa classe.
Non è né la tempesta di piombo e stregoneria indiana di Deadlands né l’ottovolante di devastazione e ultraviolenza di Hell on Earth.
È piuttosto un baraccone di cazzotti e ombre assassine.
Ci vuole classe, per gestirlo.
È ora di tirare fuori i vecchi dischi di jazz, mettersi una cravatta, e riunire la squadra.

È finalmente arrivato il gioco che permette di giocare come si deve il grande, meraviglioso Cast a Deadly Spell

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worldofbloodshadows* Pochi ricordano Bloodshadows, gioco anni ’90 con una splendida copertina di Dalmazio Frau, che prometteva ma ahimé non manteneva affatto proprio la stessa miscela che Deadlands Noir ci serve con tanta classe, e più recentemente il gioco The Edge of Midnight, che tuttavia alla prova dei fatti finiva per perdersi eccessivamente in un complicato metaplot.
Questa sembra essere la volta buona.
E poi gira con Savage Worlds…


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Mutanti cannibali della desolazione deserta

Deadlands è uno dei setting ai quali sono maggiormnente affezionato, pur avendolo giocato meno di frequente di quando non avrei voluto.
Per chi se lo fosse perduto, Deadlands è quello strano mix di western, horror e steampunk nel quale pistoleri non morti, sciamani pellirosse e scienziati armati di lanciafiamme affrontano orrori sovrannaturali di vario genere.
Ormai alla sua terza incarnazione (Deadlands: Reloaded), il setting è ben definito, i supplementi ed il materiale abbondano, ed il pubblico pare apprezzare.

E visto il successo della versione Reloaded di Deadlands, la Pinnacle ha deciso che c’era molta polpa, in quell’universo, ed ha perciò lanciato la versione Reloaded di Deadlands: Hell on Earth.

L’ambientazione, scopriamo nell’introduzione di Shane Hensley, nacque come piano B al lancio dell’originario Deadlands – se il gioco fosse stato un fiasco, come prevedevano in molti, la Pinnacle aveva già pronto un backup: un gioco diverso, ambientato due secoli dopo.

Ma Deadlands fu un successone, e quindi Hell on Earth uscì più tardi, come spin-off ufficiale.

Siamo nel 2078, e dopo un conflitto nucleare innescato da eventi i germi dei quali si trovano in Deadlands, il Weird West è diventato il Wasted West.
Una distesa desolata popolata di mutanti assassini, gang di biker ed altri orrori, spazzata da tempeste cariche di energia mistica, percorso da lunghi convogli che trasportano provviste da un avamposto isolato all’altro, patugliato da sceriffi solitari e cavalieri templari in motocicletta.

Hell on Earth è sempre stato, per sua natura, il cugino povero di Deadlands.
Oh, buon supporto generale, bei supplementi, anche un paio di buone idee, ma ha sempre faticato a uscire dall’ombra del più popolare Weird Wester.

Ora forse la nuova edizione porterà qualche nuovo giocatore in questa ambientazione che, per la sua natura di patchwork di diverse influenze, se non altro è estremamente originale.

Un mix di Mad Max, western e Fallout, con strizzate d’occhio ai fumetti di Heavy Metal e alla fantascienza anni ’50, citazioni da Un Cantico per Leibowitz e The Postman, da Tremors all’apocalisse zombie, ed una colonna sonora ideale popolata di Allman Brothers, ZZ Top ed altre meraviglie, Hell on Earth è un setting semplice da mettere sul tavolo e divertente da giocare.
Pistoleri mutanti, suore motocicliste in latex, scienziati che creano macchine improbabili ripristinando i rottami… ai giocatori viene offerta una buona scelta di personaggi, equipaggiamento di classe (immancabili la motosega e i fucili a pompa), un baraccone di creature e culti molto sopra le righe.
Sotto al cofano, il motore rimane il sempre affidabile Savage Worlds, con una manciata di vantaggi e svantaggi in più.

Il tutto in un bel volume da 200 pagine, disponibile in formato pdf dai soliti rivenditori online.
Non so se lo infliggerò mai ai miei giocatori, ma resta un bel leggere, e suggerisce parecchie buone idee.
Il mix di western e post-apocalittico funziona, c’è una buona scelta di supplementi e ampio materiale prodotto dai fan e disponibile in rete.
Dal classico zombie-movie a intrighi più complessi, persino con vaghi elementi cyberpunk, le possibilità per avventure brevi e per campagne più articolate non mancano.
Ora tocca solo pazientare un poco per l’uscita della versione Reloaded di Lost Colony – l’incursione nel planetary romance dell’universo di Deadlands – e il preannunciato – e finanziato su kickstarter – Deadlands Noir.
Che attendo con non poca curiosità.