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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Sconcezze e tesi incontrollate

E così ho scoperto che il 14 c’è lo sciopero dei blogger.
Nel senso che per protesta verso il Decreto Alfano, i blogger non aggiorneranno i loro blog.
Sull’iniziativa esporrò più avanti la mia opinione.

No, il fatto è che ho scoperto che ci sarà lo sciopero da un lieve, equilibrato ed assennato articolo pubblicato dal giornale Il Giornale, a firma di Filippo Facci.

Che cosa vogliono costoro? È semplicissimo: vogliono che la rete resti porto franco e che permanga cioè quella sorta di irresponsabile e anarchica allegria che era propria di una fase pionieristica di internet e che era precedente a quando «la rete» non era ancora divenuta ciò che è ora: un media rivoluzionario, ma pur sempre un media, dunque la propaggine di altri media anche tradizionali che sono regolati dalla legge come tutto lo è.

Per estensione del ragionamento, poiché il mio soggiorno è un’estensione dell’ingresso, e l’ingresso del marciapiede antistante, dovrei applicare al mio soggiorno le regole che governano la circolazione stradale.
Ma anche, a ben pensarci, la circolazione marittima.
Strane cose, le contiguità.

E poi siamo sicuri che la blogsfera sia un’estensione dei media?
Il fatto che giornali e telegiornali alla canna del gas saccheggino la rete in cerca di contenuti, trasforma automaticamente la blogsfera in una estensione dei media tradizionali?
Non ne sono sicuro.
Ma d’altra parte

i blogger o sono ragazzini o sono ragazzini dentro, spesso scelgono di non filtrare nulla e di non moderare il proprio blog e di fottersene insomma del codice civile e penale che riguarda quella retroguardia che è il resto del mondo.

Sarà.
Qui si renderebbe necessario un lungo discorso sul concetto di SOMBUNAL.

Resta il problema del 14 del mese.
Postare o non postare?
Una serrata dei blog ha poco senso, io credo – poiché in fondo danneggia solo chi i blog li utilizza.https://i0.wp.com/www.reubenland.com/wp-content/uploads/2009/06/nerd-300x240.jpg
Chi non percepisce il problema legato al Decreto Alfano non percepirà neppure la serrata.

Sarebbe più efficace, io credo, se tutti i blog postassero contenuti palesemente illegali, cortocircuitando l’applicabilità della legge, diomostrando l’impossibilità di regolamentare la rete senza far ricorso a sistemi Tibetano-Iraniani.
Ma avrebbe un senso?
O fornirebbe solo ulteriori munizioni ai fabbricanti di frustini per calesse come Facci, ed alla loro crescente frustrazione verso l’affermarsi del motore a scoppio?

Credo che la tattica preferibile sia quella dello sciopero bianco – protestare, entro i limiti del buon gusto e della legalità, continuando a fare ciò che facciamo di solito.
Senza essere pagati – a differenza di coloro che vogliono che noi si seguano le stesse regole.

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