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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Delta Green: Extraordinary Renditions

156628Ieri avete visto la copertina, oggi qualche dettaglio in più.

Sono davvero felice di annunciare che Extraordinary Renditions, la nuova raccolta di racconti ambientati nell’universo di Delta Green è uscita ed è disponibile su RPGNow.
Il volume editato da Shane Ivey e da Adam Scott Glancy, e pubblicato da ArcDream, raccoglie diciotto racconti che delineano la storia dell’organizzazione nota come Delta Green, dalle origini ai giorni nostri.
L’indice, per chi fosse interessato…

“The Color of Dust” di Laurel Halbany.
“PAPERCLIP” di Kenneth Hite.
“A Spider With Barbed-Wire Legs” di Davide Mana.
“Le Pain Maudit” di Jeff C. Carter.
“Cracks in the Door” di Jason Mical.
“Ganzfeld Gate” di Cody Goodfellow.
“Utopia” di David Farnell.
“The Perplexing Demise of Stooge Wilson” di David J. Fielding.
“Dark” di Daniel Harms.
“Morning in America” di James Lowder.
“Boxes Inside Boxes” e “The Mirror Maze” di Dennis Detwiller.
“A Question of Memory” di Greg Stolze.
“Pluperfect” di Ray Winninger.
“Friendly Advice” di Gareth Ryder-Hanrahan.
“Passing the Torch” di Adam Scott Glancy.
“The Lucky Ones” di John Scott Tynes.
“Syndemic” e una introduzione di Shane Ivey.

51nQ9Q7rWWL._SX322_BO1,204,203,200_I racconti inclusi nell’antologia sono gli stretch-goal per il Kickstarter del volume precedente, Tales from Failed Anatomies, di Dennis Detwiller.

Sono estremamente orgoglioso di far parte di questa squadra.
Per molti versi, è come tornare a casa: la mia prima vendita professionale nel campo del gioco di ruolo è stata con Delta Green: Countdown.
È stato sulla mailing list di Delta Green che ho cominciato a scrivere storie in inglese, superando la paura del buttarmi in una lingua che non è la mia.
Extraordinary Renditions include un gran numero di vecchi amici ed alcuni idoli personali. È un piacere essere in squadra con tanti eccellenti autori. Si tratta di una grande soddisfazione, e di un buon auspicio per il futuro.

Buona lettura a tutti1.


  1. e prima che qualcuno me lo chieda, no, la mia storia non sarà disponibile in italiano in un prossimo futuro. 


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Un ragno con le zampe di filo spinato

Il post di oggi va online in ritardo rispetto al mio solito orario per il semplice fatto che ho aspettato, a pubblicarlo, che il contatore del Kickstarter per Tales from Failed Anatomies superasse la fatidica quota 20.000 – cosa che è accaduta poco dopo le undici di stamattina, ora italiana.

Screenshot from 2014-03-05 11:20:36

Con il superamento dei 20.000 dollari di fondi raccolti, è ora ufficiale che il mio racconto, A Spider with Barbed-Wire Legs, verrà pubblicato e distribuito ai finanziatori del progetto. Continua a leggere


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Stretch Goal

6f9ec28476403c194efccace00633381_largeOggi una pubblicità progresso.
I ragazzi della Arc Dream hanno lanciato un Kickstarter per finanziare la prossima collezione di racconti di Dennis Detwiller, Tales from Failed Anatomies.
Il volume di Detwiller raccoglie una serie di racconti ambientati nell’universo di Delta Green, dove l’orrore lovecraftiano incontra lo spionaggio e la cospirazione.

Il progetto è eccellente, ed ha raggiunto il target di 3000 dollari in dodici ore dall’avvio della campagna.

Ora rimangono otto giorni alla chiusura del kickstarter – siamo arrivati nei dintorni dei 18.000 dollari, il che significa che i finanziatori si beccheranno un secondo volume di storie, e una serie di racconti appositamente scritti da un certo numero di autori, come ricompensa.

Se arriveremo a 20.000 dollari, l’ultimo stretch goal, l’ultima storia appositamente scritta per premiare i finanziatori sarà A Spider with Barbed Wire Legs.
Una mia storia, ambientata nell’universo di Delta Green.

Quindi sì, questo post non è solo per pubblicizzare un progetto straordinario di un autore eccellente – è anche per spingere un progetto del quale io sono veramente orgoglioso di essere parte.

Fateci un pensierino.
Vale la pena.
Vale maledettamente la pena.

Enhanced by Zemanta


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Mezzo secolo (abbondante) di terrore

La seconda guerra mondiale infuria.
Un uomo della sezione più segreta della macchina nazista – la fantomatica Karotechia, che si dice sia addirittura al di sopra di Himmler – defeziona e si consegna nelle mani di Delta Green, l’agenzia americana che dal tempo del raid a Innsmouth si occupa di mettere un freno alle incursioni del sovrannaturale nella nostra realtà.
L’uomo della Karotechia ha un regalo per Delta Green – la Thule, il paradiso ariano che dominava il mondo in epoca preistorica.
Uno dei miti sui quali è fondato il Reich.
La Thule esiste.
Ci sono una mappa, delle coordinate.
I nazisti la vogliono conquistare.
Delta Green la vuole distruggere.
Ed i signori della Thule hanno i propri progetti… e non sono affatto piacevoli.

Delta Green: Denied to the Enemy è un buon romanzo di spionaggio ed orrore sovrannaturale, con un buon background storico e scritto con stile e spirito da Dennis Detwiller, uno degli originari sviluppatori dell’universo di Delta Green.
È duro, cattivo e colpisce in profondità.
È Delta Green.
[e DrivethruRPG.com lo lascia in offerta a 72 centesimi di euro, formato ePub!]

E poi…

Nel 1971, durante l’invasione di Cipro, qualcosa uscì dal mare e fece carne morta di greci e turchi senza fare distinzioni, finché non venne messa k.o. con un bombardamento e rinchiusa da qualche parte fuori vista…

Nel 1988, una rock band che stava facendo delle riprese su una città abbandonata su un’isola allargo del Giappone scomparve senza lasciare tracce…

Nel 1991, una unità americana in Iraq venne attaccata da un’entità invisibile e a prova di proiettile…

È ora di mettere insieme tutti i pezzi e risolvere il mistero.

Il secondo romanzo in questa abbuffata di lovecraftianerie apocrife è Mask of the Other.
Su questo, Detwiller ha fatto solo la copertina, lasciando al suo compare Greg Stolze il ruolo di narratore.
E se dalle premesse non vi viene voglia di leggerlo, allora siete sul blog sbagliato.
[e anche questo, che è uscito da una settimana, potete scaricarlo per la cifra vertiginosa di tre euro e mezzo dal solito DrivethruRPG, in doppio formato ePub e PDF]

E per finire…

Nel 2001, un ragazzino morto da anni ricompare vivo e vegeto, non invecchiato di un giorno, sano come un pesce e senza alcuna traccia residua della malattia che lo ha ucciso.
La famiglia parla di miracolo.
Gli agenti Cyrus e Charlie non credono ai miracoli.
Un sacco di cose sono cambiate, dai tempi della guerra – Delta Green è stata sbandata e si è riformata come cospirazione illegale infrattata nel sistema amministrativo americano, e da decenni il Majestic 12 è sulle sue tracce per distruggerla.
Cyrus e Charlie sono professionisti.
Ma questa volta potrebbe esserci sotto qualcosa di molto più grande.
Potrebbe esserci sotto La Fine.

Ancora fiction targata Delta Green pr questa fine d’anno, ancora orrore e spionaggio, ancora opera del sempre bravissimo Detwiller.
Delta Green: Through a Glass Darkly è stato prodotto tramite Kickstarter – ed il volume (bello solido e chiaramente antiproiettile) ha un’appendice con i nomi di tutti coloro che hanno contribuito.
Ci sono anch’io.
Subito dopo The Man in Black.
Non male, eh?

[per questo DrivethroughRPG vuole quasi dieci dollari… che ci volete fare, è appena uscito]


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Il Vetro Scuro di Dennis Detwiller

Delta Green rappresenta una fetta importante della mia vita.
Quelli fighi là fuori possono ridere – se sono ciò che sono lo devo anche a Delta Green.
Nessuno di noi è più stato lo stesso dopo Delta Green.
Il progetto nacque circa uin anno prima del primo episodio di X-Files, e Chris Carter ancora ci deve delle spiegazioni.

Domanda: se l’orrore in agguato di H.P. Lovecraft è là fuori, perché non lo vediamo in TV quotidianamente?
Risposta: perché esiste una cospirazione all’opera affinché il pubblico non sappia.

Integrandosi perfettamente con la visione e la narrativa del gentiluomo di Providence, Delta Green costruisce un mondo contemporaneo nel quale una vasta e malandata cospirazione combatte ogni giorno affinché la Verità non trapeli, e la Fine dei Tempi venga rimandata di qualche ora.

Delta Green è una linea di supplementi per giochi di ruolo.
È una comunità online.
È la fonte di ispirazione per molti autori.
È un universo mediatico al quale fanno capo videogiochi, fumetti, racconti e romanzi.

Delta Green è certamente la più dinamica comunità alla quale abbia partecipato.
Vi ho conosciuto amici veri, non virtuali, e mi sono fatto un sacco di risate.
E mi ha ridato la voglia di scrivere dopo gli anni aridi dell’università.

Ora, esce Through a Glass Darkly, romanzo cospirativo e orrifico di Dennis Detwiller, uno dei cervelli del progetto.
E c’è più di un motivo per tenerlo d’occhio.

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Cospirazione

Ah, il piacere della cospirazione!
Segreti e inganni, doppi giochi, verità inconfessabili, oscuri burattinai, corruzione, ricatto, incontri con individui disdicevoli e alla fine di tutto, una bella pensione calibro nove.

Ci fu un tempo in cui la cospirazione era cosa per pochi.
Leggevamo strani articoli, ci scambiavamo libri improbabili.
JFK.
Area 51.
I Maya.
L’Opus Dei.

Poi arrivarono gli X-Files, e la cospirazione divene una cosa da indossare – meno imbarazzante del pigiamino di Star Trek, meno ridicola di un costume da Sailor Moon.
Chissà che fine hanno fatto, tutti i fan degli X-Files, dopo che la serie si è afflosciata sotto al proprio peso ed è morta rantolando?

E naturalmente, dieci anni dopo, arrivò il Codice DaVinci, a trasformare anche l’ultima delle massaie in una esperta di cospirazioni.
Catari.
Templari.
Reyne-le-Chateau.
Il Mostro di Loch Ness.

E ci fu un periodo, sospeso fra l’esplosione degli X-File e le baracconate di Dan Brown, in cui la cospirazione si trasformò in qualcosa che si poteva anche giocare.

Il primo, naturalmente, fu Dark Conspiracy, gioco sfortunato ed ormai dimenticato dai più, ma che ancora ha un posto nel cuore dei fortunati che poterono utilizzare quel colossale manualone illustrato da Tim Bradstreet per affrontare l’orrore sovrannaturale e ultradimensionale a colpi di AK47.
Ah, i bei tempi ingenui della giovinezza…

Poi venne, ovviamente, Delta Green – con un anno buono di anticipo sul primo episodio degli X-Files e tutto l’arsenale lovecraftiano ai propri comandi.
Ma di Delta Green non posso parlare – o dopo dovrei uccidervi.

Meno conosciuto e tuttavia non spiacevole, venne poi, al picco della X-Files-mania, Conspiracy X, una copia del quale mi arriva sullo scaffale, ereditata dallo scaffale dei giochi di mio fratello – io gli ho lasciato Nyambé, lui mi ha dato ConX 2nd.

Il gioco non è affatto male, tutto considerato – ed ha il bonus aggiuntivo di stare tutto in un solo libro rilegato rigido e ben illustrato, di formato ridotto e quindi facilmente portatile.
Poi, ok, si possono riciclare tutti i supplementi della prima edizione, ma anche così, col solo manuale base, le prospettive sono buone.

Di cosa parla ConX.
Di una unità segreta vagamente connessa col governo americano (AEGIS), che da anni si occupa di tamponare e insabbiare gli eventi “anomali” che minacciano la civiltà umana e lo status quo.
Lavorare per AEGIS significa avere a disposizione fondi neri, armi non contrassegnate, installazioni di ricerca ufficialmente “abbandonate”, sezioni della NASA mai rivelate al pubblico, fondazioni private dedite alla caccia al criptide, persino certi elementi “ereditati” dalla ex-URSS come il Programma Rasputin (suona delizioso, vero?) o l’accesso privilegiato ad una rete di occultisti piuttosto sinistri.
Lavorare con AEGIS significa anche avere una vita piuttosto stressante, e di solito abbastanza breve – gli avversari includono il Black Book (nostri simili che si sono venduti agli alieni), i Grigi di tanto folklore ufologico, ma anche i misteriosi Nordici (o Atlanteani) e i decisamente ostili alieni rettiliani. Più tutto un campionario da incubo che va dal Diavolo del Jersey a Mokele Mbembwe passando per Mothman…

Il sistema di regole Unisistem adottato nella seconda edizione è semplice, rapido, pulito. Un tocco di classe è l’uso delle carte Zener per simulare i test sulla psionica e i poteri paranormali.
Il sistema modulare di costruzione della squadra e delle risorse ad essa disponibile rende la creazione dei personaggi, di per se, già parte del gioco – e piuttosto divertente.

Per il resto, tale e tanto è il folklore cospirativo disponibile, che basta un giro in rete per avere un’idea o due su cosa scaraventare addosso ai giocatori.
Qualcosa di ispiratoa Dark Skies, magari.

Buono, quindi, portatile e facile da mettere in piedi.
Non è Delta Green, non diventerà probabilmente il mio gioco di riferimento nei prossimi dieci anni, ma è una solida aggiunta allo scaffale dei giochi poco noti e molto soddisfacenti.