strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Perduto nella traduzione?

Douglas Adams diceva che la miglior scusa per non lavorare è fare l’upgrade del computer.
Così io ieri mi ci sono messo d’impegno ed ho aggiornato il sistema a Ubuntu 11.10
Sarò disorientato per qualche giorno, ma la transizione è stata – quasi – indolore.
Lentissima, ma quasi indolore.
Odio gran parte delle innovazioni – tutte mirate a rendere il software fruibile a bonobo ubriachi – ma ci sono effettivamente dei miglioramenti.

Comunque, mentre Ubuntu si upgradava, mi sono preso qualche minuto per fare channel-surfing – in italiano per zappettare da un canale all’altro alla disperata ricerca di una traccia di vita intelligente.
E così sono andato a sbattere sul David Letterman Show, ora disponibile via Demenziale Terrestre, e sottotitolato per i non anglofoni.

Ammetto di non essere esattamente un fan di Letterman.
Ma c’era O’Riley come ospite – il noto commentatore di Fox News – ed avevo voglia di beccarmi una bella dose di neofeudalesimo diretto.

E la mia attesa non è stata delusa – O’Riley ha ovviamente descritto l’idea di tassare i più ricchi come “lotta di classe” (ma si usa ancora?) ed ha fatto presente che l’assistenza medica e le reti di sicurezza socio-economiche sono sostanzialmente nocive; c’è il 9% di drogati in America, dice O’Riley (e a sentirlo si direbbe anche qualcuno di più), e l’assistenza medica gratuita vorrebbe dire tassare gli elementi produttivi della società per pagare le dosi ai drogati.
Non fa una grinza – se siete sotto crack.

Ma è stata un’altra cosa ad attirare la mia attenzione.
I sottotitoli.
Perché quando Letterman dice whore – che si tradurrebbe puttana – i sottotitoli dicono escort?
Perché quando O’Reily dice libertarian, i sottotitoli dicono liberal?

Non ho voglia di pensare a cospirazioni malate.
Ma che diamine, scambiare un libertario per un liberal è un grosso errore classificativo politico.
Quanto ad ingentilire le puttane in escort, la storia la conosciamo bene.

Bah, torniamo a studire la nuova interfaccia grafica di Ubuntu.

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Weekend col morto

È uscita la nuova versione di Ubuntu, la 11.04.
Basta un click, ed il sistema si aggiorna direttamente dalla rete.

Piccolo inconveniente – con quella che passa per “Alta velocità” a Castelnuovo Belbo, l’update del sistema richiederà dalle dodici ore ai tre giorni.
Sperando che la pioggia non causi una caduta della linea.

Ah, le meraviglie del ventunesimo secolo.
Però i soldi per la Banda Larga ce li siamo fumati facendo il Demenziale Terestre, vero?


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Rimbambiti a puntate

Discussioni varie nelle ultime serate,e pork chop express di conseguenza.

Da dove comincio?
Un paio di sere or sono ho partecipato ad un evento culturale piuttosto pubblicizzato.
Si sarebbe chiacchierato di libri.
Si incontrano gli autori, gli editor, i traduttori, i semplici lettori assidui, i semplici presenzialisti, quelli che bighellonano per le strade del centro sotto le feste.
Si anticipava una sala gremita.https://i0.wp.com/img2.allposters.com/images/LLCPOD/DiscoGold.jpg
Risultato netto -. quattro persone, che prontamente riparano in un pub poco lontano, non appena il moderatore viene colto da una laringite galoppante e cancella l’evento sui due piedi.
Il deserto.
Non la prima volta che capita, in meno di una settimana.
Inquietante.

Dove saranno, ci si domanda – e non per la prima volta in sette giorni – gli attesi partecipanti all’evento?
Tutti assopiti al calduccio nelle rispettive baite, in attesa di affrontare le piste la mattina successiva?
Tutti in disco, a sbattersi al suono degli ultimi successi fino al sorgere del sole?
A disfarsi di mojito nel Quadrilatero Romano?

Io che notoriamente faccio una vita ritirata in fondo alla campagna, posso solo avanzare delle ipotesi alimentate da ciò che mi si racconta della vita frenetca dei cittadini…
No, mi dicono, la risposta è più semplice – sono a casa ad abbioccarsi davanti alla televisione.

Arrivano le birre e la pinta di gazzosa.
Forse ispirati dalla disponibilità di libagioni, i più mondani del nostro manipolo di coraggiosi mi fanno notare come, negli ultimi due anni, la vita si sia in un certo senso assopita.
Fino a due anni or sono, si usciva anche tre sere la settimana.
Nulla di stravagante – una serata al pub a bere e chiacchierare, un gelato nella bellastagione, quattro passi, magari un film il lunedì sera, che costa meno.
Ora si esce molto meno.
La crisi?
No, dicono.
Sono i gruppi di amici che si stanno sfaldando.
Saltano le vecchie cricche.
Persino alcune squadre di giocatori di ruolo si sono dissolte.
L’invito non è più “Vediamoci al solito posto, poi andiamo a farci una birra e a parlar male di Tolkien”, ma “Vieni a casa mia, ci beviamo qualcosa e guardiamo un paio di episodi di <inserire qui la serie che si preferisce>”.

Sono i telefilm.
Difficile interagire con i colleghi se non si è aggiornati sugli sviluppi di Weeds.
Difficile entrare nella chiacchierata fra amici la sera se non si è a conoscenza di cosa ci si debba aspettare dalla prossima stagione di Supernatural.
Senza un bel pacco di DVD di Dr House, The Mentalist o The L Word, senza Scrubs o Lost o Stargate (ma perché non traducono più i titoli?!), da poter scambiare, duplicare, contrattare si è tagliati fuori.
Ci vediamo domani sera così io ti do la quarta stagione di Battlestar Galactica e tu mi passi i due film di Babylon Five e i primi cinque episodi dell’ultima stagione di Sex and the City

Ora, c’è stato un tempo in cui lamentavamo l’inaccessibilità dei nostri telefilm preferiti.
La labilità della memoria, l’impossibilità di avere una copia de Il Prigioniero, o di Arsenio Lupin, o di Belfagor.
Alcuni trafficavano con scatoloni zeppi di videocassette.
Oggi quei titoli sono disponibili.
Li ho qui sul mio scaffale.
E se Georges Descriers rimane assolutamente straordinario nei panni del ladro gentiluono, i telefilm della vecchia serie richiedono una pazienza alla quale non siamo più abituati.
Belfagor, che mi causò notti insonni durante l’infanzia non mi terrorizza più – ne apprezzo altri aspetti, ma è lento, e verboso.
Lo stesso posso dire per Il Segno del Comando, altra pietra miliare del mio immaginario televisivo della giovinezza, oggi irrimediabilmente lento e noioso.
Solo Il Prigioniero è invecchiato bene.

Si tratta di pezzetti del mio passato.https://i0.wp.com/www.splashmovies.de/images/dvd_video_cover/2005b/jason_king_cover_klein.jpg
Credo che in futuro mi procurerò i DVD di Jason King – semplicemente perché ricordo con divertimento il personaggio ma non saprei delineare neppure molto alla larga la trama di un singolo episodio.
Sono curioso – e mi aspetto il peggio
Ma… Procurarmi tutti i DVD di Numb3rs?
Per quanto io abbia amato la serie, e me ne sia perso una fetta per impegni e sostanzialmente perché ho una vita al di fuori della TV, non significa che io senta il bisogno di possedere, scambiare, dibattere, sezionare e citare a memoria gli episodi del serial.
Ma conosco persone che lo fanno.

Guardano solo telefilm.
Parlano solo di telefilm.
Duplicano, scambiano, condividono solo telefilm.

E mi viene forte il dubbio – conoscendo e stimando queste persone – che con i telefilm e con il demenziale terrestre si sia riusciti a rincoppare l’ultima fetta di pubblico ancora vigile.
Dopo quelli che vivono di reality show.
Dopo quelli che vivono di partite di calcio.
Dopo quelli che vivono di documentari sull’Impero Romano, le Piramidi, i templari, i Maya e i leoni del Serengeti…

Spegnete la televisione.
Staccate la spina, accendete la luce, e cominciate a leggere un libro.

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UbuntuWinTv

E così ieri mi si sono spenti tutti i televisori.
Solo più trentacinque diversi effetti neve, 24 ore su 24, su tutti i canali.
Naturalmente, il Piemonte passa al demenziale terrestre, e la cronaca si fa immediatamente interessante.

Mi viene in soccorso, per la mia dose di news nazionali e per vedere Blob, un simpatico programmino chiamato UbuntWinTV – attualmente disponibile alla sua versione 0.5.

Si tratta di un applet per Gnome – vale a dire uno di quei piccoli programmi che si possono lanciare direttamente dalla barra di Ubuntu.
Il software si accrocchia su VLC – fondamentale, potentissimo media player – e permette l’accesso a canali televisivi e radiofonici, oltre a fornire alcune altre opzioni.
Include una buona selezione di canali in streaming – se avete una connessione abbastanza veloce alla rete, non noterete la differenza – e non pesa esageratamente sulal memoria (potete ascoltare la radio sistemando le vostre slide in Impress…).

Per vedere che effetto fa, c’è anche un video…

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E se invece della TV…

[questo post compare sia sul mio blog principale che sul mio blog campagnolo]

E se invece della TV io all’altro capo del cavo di antenna ci attaccassi un vecchio PC con un adattatore da due lire, un nuovo hard disk bello capiente, una porta WiFi, e sopra ci facessi girare Ubuntu 8.04 (inaffondabile) con MythTV?
O addirittura utilizzare direttamente Mythbuntu

Per chi se lo fosse perso, MythTV è un videoregistratore digitale con manie di grandezza.
Gratuito, open-source e relativamente cross-platform, allo stato attuale, MythTVhttps://i0.wp.com/img.tomshardware.com/us/2006/09/15/mythtv/mythtv_converge.jpg

  • consente di guardare e registrare segnali TV analogici e/o digitali, incluso lo standard HDTV
  • fornisce le funzioni di stop e rewind in tempo reale (possiamo rivedere il segnale live appena passato)
  • uccide in automatico le pause pubblicitarie
  • è programmabile per registrazioni multiple
  • offre un filtro per l’infanzia in modo da impedire ai ragazzini di guardare Star Trek
  • visualizza e archivia DVD
  • suona CD e file musicali in vario formato
  • offre una architettura client-server che ci permette di avere una sola macchina connessa all’antenna e trasmettere più segnali in streaming su più video separatamente (tramite LAN e WiFi, per dire)
  • si può programmare a distanza dal browser

Per maggiori dettagli, segue video…

Devo ammettere che la tentazione è forte.
Se poi sullo stesso server si riuscisse anche ad attivare e condividere Miro (piazzando istanze dello stesso software sui client, oppure utilizzando XBMC dai client per accedere alla cache di Miro sul server?), avremmo a disposizione il meglio dei due mondi.

Per chi fosse interessato, Tom’s Hardware propone una serie di articoli su MythTV, le sue applicazioni, gli accessori, e che effetto fa. Materiale ulteriore si trova su Bright Hub.
Non esattamente una cosa da mettere in piedi in un weekend, ma poi, perché no….?