strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


Lascia un commento

Ventottesimo giorno – ventiseiesima e ventisettesima lezione.

lDoppio spettacolo.
Nella lezione 26, impariamo a esprimer e desideri e condizioni.
Per dire voglio…, si trasforma il verbo in masu, facendolo diventare in -tai desu.
Ringo o tabemasu. Mangio la mela.
Ringo ga tabetai desu. Voglio mangiare la mela.
Ma anche, Ringo ga tabetaku nai desuNon voglio mangiare la mela.
Oppure, Ringo ga tabetakatta desuvolevo mangiare la mela.
O, volendo buttarla sul biblico, Ringo ga tabetaku nakatta desu.
Non volevo mangiare la mela.

E poi, nella lezione 27, le cose si fanno veramente complicate – e ci occupiamo di proposizioni relative.
Se metto un -tai in coda a un verbo, questo assume il significato di ciò che voglio/vorrei
Tabetai ringola mela che voglio mangiare.
Che pare semplice, ma diventa molto confuso nelle frasi più lunghe e complesse: Boku wa tabetai kudamono o kaimasu, Compro la frutta che voglio mangiare.
E poiché il tempo è poco, e la lingua complessa, chiudiamo con gli aggettivi in -i e in -na, al passato.
Whew.


21 commenti

Se non fosse una questione di soldi…?

Cominciamo la settimana con una bella lezione di Alan Watts, studioso di religioni comparate, divulgatore, filosofo.

Ribadiamo la domanda.

Se non fosse una questione di soldi, voi cosa fareste?

Per girarla in una maniera diversa, per eliminare i soldi dal centro dell’immagine e darvi la possibilità di ragionare più chiaramente…

Se l’unica cosa che doveste spendere fosse il tempo che vi resta, come vorreste spenderlo?

monkey meditatingE il trucco non è dirmi che fareste qualcosa che sapete nella vita normale non porta soldi, ma dirmi quello che vi piacerebbe davvero.
Magari qui sotto, nei commenti.
Ma anche no, se non avete voglia  – perché come con tutti gli esperimenti zen, l’importante è la risposta che date a voi stessi, non quella che date a me, o ad Alan Watts.

E magari siete fortunati, e lo state già facendo.
Nel qual caso, che diamine, ditecelo nei commenti!
Ma se siete come me, e non è così…

L’importante è che riusciate a darvi una risposta.
Una risposta che non sia mutuata da un film, o dalla pubblicità di uno shampoo.

Cosa vi piacerebbe fare?

Il che, naturalmente, porterebbe alla domanda successiva.

Perché non lo state facendo?

Ma quella la lasciamo per la prossima volta, ok?

Quanto a me…
Mi piacerebbe insegnare.
E viaggiare, per incontrare persone, per vedere posti.
Muovendomi con la dovuta lentezza, sulle strade secondarie.
E poi sì, poter insegnare.

E prima che qualcuno mi dica ma come, non vorresti fare lo scrittore?, mi permetto di rispondere che lo scrittore non ho bisogno di farlo, perché già lo sono.

Quanto al resto, al viaggiare ed all’insegnare, perché non lo sto facendo?
Eh…