strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Dodicesimo giorno, dodicesima lezione

-hiki o -wa?Ambigui conigli nipponici.

-hiki o -wa?
Ambigui conigli nipponici.

E se conosciamo i numeri, possiamo anche chiedere che ore sono, giusto?
Ima wa nanji desu ka?
(non vale rispondere tokei o kaite – anche perché l’imperativo non l’abbiamo ancora fatto).
Ore e minuti, quindi, e parlando di minuti non si può che finire a parlare di uno degli aspetti più snervanti del giapponese – i contatori.
Perché i numeri si dicono diversamente che uno parli di cani, conigli, fogli di carta, matite, persone o sassi.
O minuti.
Ciascuna categoria ha un contatore – sanpun, tre (minuti), sannin, tre (persone), sanhiki, tre (piccoli animali, diciamo tre conigli) (ma i conigli sono per loro natura ambigui ed inaffidabili, ed hanno due contatori – -hiki e -wa).
Come al solito, tocca impararseli a memoria.
E per chiudere, qualche cenno sui quattro stili di cortesia – dalla piaggeria alla scortesia standard.


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Quinto giorno, quinta lezione

man_question_mark… e impariamo a dire di no.
O per lo meno a negare tutto – Iie, boku wa Makoto-kun dewa arimasen!
E a fare domande.
Kore wa nan desu ka?
Eh, sapessi.
E poco altro – dopo l’abbuffata di vocabolario della lezione 4, la 5 è quasi banale.
Un sacco di dialoghi, però – e si comincia a poter articolare una qualche minima forma di comunicazione.
Intanto, si fa anche pratica con gli hiragana.