strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Ventottesimo giorno – ventiseiesima e ventisettesima lezione.

lDoppio spettacolo.
Nella lezione 26, impariamo a esprimer e desideri e condizioni.
Per dire voglio…, si trasforma il verbo in masu, facendolo diventare in -tai desu.
Ringo o tabemasu. Mangio la mela.
Ringo ga tabetai desu. Voglio mangiare la mela.
Ma anche, Ringo ga tabetaku nai desuNon voglio mangiare la mela.
Oppure, Ringo ga tabetakatta desuvolevo mangiare la mela.
O, volendo buttarla sul biblico, Ringo ga tabetaku nakatta desu.
Non volevo mangiare la mela.

E poi, nella lezione 27, le cose si fanno veramente complicate – e ci occupiamo di proposizioni relative.
Se metto un -tai in coda a un verbo, questo assume il significato di ciò che voglio/vorrei
Tabetai ringola mela che voglio mangiare.
Che pare semplice, ma diventa molto confuso nelle frasi più lunghe e complesse: Boku wa tabetai kudamono o kaimasu, Compro la frutta che voglio mangiare.
E poiché il tempo è poco, e la lingua complessa, chiudiamo con gli aggettivi in -i e in -na, al passato.
Whew.


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Ventiquattresimo giorno, ventitreesima lezione

futureisjapanIl futuro è noioso.
Nel senso che – come in italiano – per i verbi in –masu il futuro è come il presente.
L’anno prossimo andrò a Tokyo = l’anno prossimo vado a Tokyo = Rainen Tokyo e kimasu.
Le cose si complicano appena appena col verbo desu – essere nel senso di identità – che per il futuro diventa ni narimasu.
Fine.
Beh, no, ok, ci sarebbe un sacco di altra roba, ma di fatto questo corso offre una grammatica semplificata, per cui può bastare questo.
Tanto che per portare la lezione al numero standard di pagine, ci sciroppiamo due paginette sulle credenze religione giapponesi e una breve introduzione al Natale e Capodanno.