strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Un po’ di buone ragioni per non parlare di scrittura

Beh, che diamine, il mio vicino di cella Alex Girola ha fatto una valanga inenarrabile di hit e commenti e condivisioni con tre decaloghi sulla scrittura e l’editoria, solo un idiota non gli ruberebbe l’idea per cercare di fare un po’ di movimento sul blog, giusto?

Leggendo i post di Alex ora sappiamo perché non scrivere, perché scrivere e, grazie ad un suo guest blogger, perché non aprire una casa editrice.
Un bel panorama avvilente, e non senza una vena di schizofrenia.

Ma scendiamo più vicini all’osso, parliamo di qualcosa che toccherà una valanga di nervi scoperti là fuori e scatenerà furioso l’urlo dei troll.
Parliamo di un po’ di buoni motivi per evitare di parlare di scrittura.

Perché ammettetelo, c’è molta più gente che parla di scrittura, là fuori, di quanta sia la gente che scrive… Continua a leggere


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S.M.O.F. per tutti

Stando ad una leggenda che circola da anni nell’ambiente, esiste una organizzazione, una cupola, una combriccola di incappucciati che, nell’ombra, dominano il mondo del fandom, manipolando le menti deboli, serviti inconsapevolmente dalle orde senza volto dei nerds, dei geeks, degli otaku.
Decidono le mode e i trend.
Decretano il successo o la cancellazione di una serie Tv, di una serie a fumetti.
Creano o distruggono fenomeni letterari.
Sono comunemente noti come Secret Masters of Fandom.
S.M.O.F.

C’è chi ci scherza.
C’è chi minimizza.
C’è chi li prende sul serio.

Ma ora, per la prima volta, le semplici regole per assurgere al grado di SMOF vengono pubblicate nella nostra lingua.
Si tratta di un gesto senza precedenti e potenzialmente pericoloso per la mia incolumità, ma il mondo deve sapere.
È un pork chop express cospiratorio ed occulto, quello di questa Pasquetta 2009…

Regola numero uno – Procuratevi una presenza web.
E questo non vuol solo dire un dannato blog su WordPress, o dove più vi aggrada, ma anche un nickname accattivante e facile da ricordare.
Fate in modo che il vostro nick e l’argomento di cui vi occupate (fantasy, fantascienza, horror, anime, giochi di ruolo, Star Trek) compaia nel titolo del vostro blog.
Aggiornate con una certa regolarità il blog.
MySpace e Facebook non sono essenziali, per lo meno all’inizio, ma col tempo lo diventeranno.

Regola numero due – Incontrate gente, fate cose.
Datevi da fare su forum on-line, postate commenti sui blog altrui.
Createvi una identità riconoscibile.
Createvi un paio di argomenti tipici: i prezzi troppo alti dei libri, i pessimi doppiaggi dei telefilm, il Creative Commons, e martellate su quelli.
Un buon avatar è vivamente consigliato.

Fin qui, niente di troppo difficile.
Anche Seth Godin vi suggerirebbe lo stesso.

Regola numero tre – Sparate sulla Croce Rossa.
Una volta messo il piede nella porta, datevi da fare per generare rumore – e cosa c’è di meglio che attaccare senzaquartiere bersagli indifendibili?
Massacrate H.P. Lovecraft per la sua prosa legnosa ed ottocentesca.
Colate a picco R.E. Howard per il suo evidente razzismo, e per la misoginia.
Dite a gran voce che Star Trek V è un’indegno spreco di tempo.
Spiegate che tanto Doraemon gli occidentali non lo capiranno mai.
Scagliate i fulmini della vostra ira sulla Quarta Edizione di Dungeons & Dragons.
In caso di carenza di argomenti, attaccate il fantastico perché troppo fantastico, o troppo poco fantastico, la fantascienza perché troppo fredda o troppo incurante della scienza, l’orrore come insipido e troppo estremo…
I ragionamenti circolari sono una vera manna.

Il vostro scopo, a questo punto, è generare due effetti: da una parte, volete scatenare l’ira dei fan dei vostri bersagli (che per insultarvi, faranno traffico e quindi hit sul vostro blog) e dall’altra verrete riconosciuti come spiriti affini da tutti coloro che le vostre tesi le sostenevano da sempre, i bastian contrari e quelli che sono sempre e comunque acriticamente contrari a qualsiasi cosa.

Regola numero quattro – Siate scrupolosi al limite dell’ossessività.
Perché limitarsi a bollare Relic Hunter come una noiosa serie di quarta classe in due paragrafi, quando potete pubblicare venti pagine su ogni episodio trasmesso, esaminando scena per scena il montaggio, frase per frase il dialogo?
Coi libri e i fumetti viene meglio – per i film dovete fare un sacco di fermo-immagine.

Ora, ammettiamolo: è sostanzialmente idiota affrontare in questo modo l’analisi di una narrativa, a meno che non si stia scrivendo una tesi sulla struttura narrativa, o sul montaggio, o sulla sceneggiatura.
Ma le menti deboli sono facilmente impressionabili, e scambiano frequentemente l’overkill per competenza e l’aggressività per forza.

Regola numero cinque – Trollate i vostri simili
È giunto il momento di tornare sui forum e sui blog frequentati con regolarità, per rendersi fondamentalmente insopportabili.
Radicalizzate le vostre posizioni.
Siate genericamente offensivi.
Non mancate di ricorrere all’insulto personale.
Ricordatevi – sta a loro dimostrare la correttezza delle proprie tesi, non a voi di dimostrare la correttezza delle vostre.
Pregate che vi bannino.

?!
Farsi bannare?
Certo – non solo in questo modo potrete accusare di totalitarismo i vostri interlocutori (suscitando la simpatia del pubblico) ma in questo modo, ogni possibile contraddittorio viene annullato.
Se vi bannano e poi vengono a commentare il vostro blog, potete dileggiarli.
E se invece vi ignorano, nessunopotrà sottolineare le falle dei vostri argomenti e in generale le cazzate che ammanirete ai vostri fan.

Regola numero sei – Siate populisti.
Il populismo, quando si ha a che fare con un pubblico ignorante, funziona sempre.
In fondo, chi è che decide quali sono i classici e quali no?
Chi ha eletto i critici?
Se piace a tanta gente, dev’essere una valanga di pattume.
Ma se piace a tanta gente e a voi, allora è chiaro che la gente ha ragione.

Regola numero sei bisNegate le Verità Acquisite.
L’Ispirazione.
La Creatività, la Libertà Artistica, il Controllo Autorale.
Ma anche il Duro Lavoro, la Pratica, l’Esperienza.
La Licenza Poetica.
Il Sense of Wonder.
La Sacrosanta Fuga del Prigioniero.
Tutti bersagli eccellenti per un po’ di propaganda populista.
Affermate che chiunque può fare qualsiasi cosa desideri fare – tranne coloro che non godono della vostra approvazione, naturalmente.
Quelli sbagliano sempre – e voi siete lì per farlo sapere a tutti.

Regola numero otto – Statisticolate.
OK; lo sappiamo, avete delle statistiche precise su quanti visitatori passano ogni giorno per il vostro blog.
Ma un po’ di mano libera non guasta.
Trenta commenti all’ultimo post?
Segno evidente che almeno duecento persone hanno letto le vostre parole.
Che gli altri si dannino coi loro web-counter e i loro sistemi di rilevamento delle presenze.
E poi, gli altri chi?

Regola numero nove – Delegittimate l’opposizione.
A questo punto, dovreste esservi creati attorno un vuoto colmato solo da quelli che di fatto credono a ciò che scrivete, più quelli che si sono avvicinati alla vostra persona on-line perché gli schiamazzi e la maleducazione li divertivano, e non si sono ancora stufati.
Ma per andare sul sicuro, è arrivato il momento di delegittimare non solo coloro che non la pensano come voi, ma anche tutti coloro che potrebbero pensarla diversamente da voi.
Attaccate chi usa termini come società, metafora, allegoria, postqualcosa, transqualcosaltro eccetera.
Accusateli di essere pseudointellettuali.
Toccherà ancora una volta a loro l’onere di dimostrare il contrario.

Regola numero dieci – Cominciate a pensare al Livello Successivo.
Se come la gran parte dei dittatori siete artisti frustrati, è ragionevole immaginare che abbiate qualche prodotto del vostro ingegno nel cassetto – un romanzo, una raccolta di versi, dei disegni…
Cominciate a considerare le strategie necessarie per distribuirlo fra i vostri accoliti.
Si potrebbe cominciare con un campione gratis (tanto per fare un po’ di numeri, opportunamente gonfiati come da Regola 8, da mostrare ad un eventuale editore, che tanto ve lo farà riscrivere/ridisegnare/ricomporre).
La folla lo adorerà comunque.
E se qualcuno volesse provarsi a criticarlo negativamente, lo sappiamo già che fine farebbe, vero?

E ora, ascoltatevi i 10cc

goebbels

Regola numero sette – la Regola Perduta
Quando troverete questa pagina, e vi riconoscerete, premuratevi di linkare questo post al vostro blog, al fine di dileggiare l’autore di questerighe e di dimostrare (qualora ce ne fosse ancora bisogno) quanto siano malvagi quei dannati pseudointellettuali.
Potreste anche dimostrare che la presenza di questo post è, in fondo, una dimostrazione di quanto voi siate importanti – come diceva Joseph Goebbles, la propaganda è un’arte, non importa se questa racconti la verità.
O forse, voi a questo punto potreste preferire John Milton: meglio primi all’inferno che secondi in paradiso.

Che è poi il nome di questa regola.

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