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Night of the Jailbait

Sembra una perversità, dopo tanto parlare di inglese e citazioni nei blog, fare un post con un titolo in inglese che include un termine gergale intraducibile in italiano.
Eppure, è proprio quel termine intraducibile a rendere necessario l’uso dell’inglese per il titolo.

Jailbait.

n.

(sl) minorenne f. provocante e pericolosa (perché potrebbe fare incorrere in reato chi ha rapporti sessuali con lei).

Poiché ovviamente jailprigione, baitesca.

Ma veniamo ai fatti…

Estate.
Nizza Monferrato – non esattamente il centro luminoso della galassia.
Bar Sociale – dove si serve il miglior frappé nella Valle Belbo.

Ad un tavolo del dehors siede una famiglia di… Olandesi? Danesi?…
Padre e madre, attorno alla quarantina, due figlie tra i quattordici ed i sedici anni, un figlio dodici-tredicenne.
Tutti biondi.
Tutti informa.
Tutti casual.
Tutti belli.

Le due figlie in particolare…
La più grande indossa un abitino di cotone bianco e ciabatte da spiaggia, ed ha i capelli spettinati che le nascondono il viso.
Vediamo solo le gambe, abbronzate, snelle, coscia… ginocchio… polpaccio… caviglia… piede.
La più piccola siede dritta, e la canotta rossa ed i calzoncini blu lasciano esposti alcuni ettari di pelle abbronzatissima, di un color biscotto che contrasta drasticamente coi capelli quasi bianchi.
Chiacchiera e intanto mangia un gelato.
Una coppetta piccola.
Una, due, tre cucchiaiate di gelato.
Poi, lentamente, continuando a chiacchierare coi familiari, porta i polpastrelli alle labbra e lentamente con la punta della lingua ripulisce ciascun dito.
Indice.
Medio.
Anulare.
Mignolo.
Per ultimo il pollice.
Poi torna al cucchiaino.

Ray Davies, che è sempre stato un acuto osservatore del genere umano, ha scritto una canzone intitolata Art Lover il cui succo è – ammettiamolo, siamo tutti vecchi sporcaccioni, siamo tutti guardoni, siamo tutti… reprensibili.
Anche se in realtà siamo solo amanti della bellezza.

I’m not a flasher in a rain coat,
I’m not a dirty old man,
I’m not gonna snatch you from your mother,
I’m an art lover. (1)

Il tipo che gravita tra la porta del Sociale ed il dehors, invece, è un autentico vecchio zozzone.
Country style.
Le due ragazzine hanno, sommandone le età, meno della metà dei suoi anni, ma lui continua a saltellare qua e là, a fermare i conoscenti di passaggio, ad indicare le ragazzine, a fare commenti di una grevità e rozzezza inesprimibili.

Dopo una decina di minuti (beh, dopo una decina di minuti da che noi siamo lì), finalmente arremba un conoscente ad un tavolo vicino, si siede di fronte a lui e si dispone a consumare con gli occhi le due silfidi.
Prima però, con una voce leggermente arrochita, consiglia al perplesso compagno di tavolo

Non voltarti, ma guarda che due pezzi di figa ci sono seduti dietro di te

Ed il poveretto cerca, in effetti, di guardare alle proprie spalle senza voltarsi, in una breve sequenza di una comicità agghiacciante.
Il rischio di inalare il frappé anziché sorbirlo attraverso la cannuccia si fa incombente.
L’anziano guardone intanto chiede all’anchilosato compagno di tavolo di spostare la terza sedia, in modo che lo schiedale non gli impedisca la contemplazione delle cosce delle due ragazzine.

Ce ne andiamo, mentre lui continua a borbottare a mezzavoce commenti lascivi sulle grazie delle due minorenni.

Un’ultima occhiata alle nostre spalle.
lui guarda, intento, immobile.
Il suo socio continua a cercare di voltarsi senza voltarsi.
E lei, lentamente, continuando a chiacchierare coi familiari, porta i polpastrelli alle labbra…

E qui ci vuole Billy Idol

Nota

(1) Non sono un esibizionista con l’impermeabile, non sono un vecchio sporcaccione, non ti porterò via dalla tua mamma, sono un amante dell’arte.

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