strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Libri, link, idee, cose da provare

Qualche giorno addietro parlavo con una lettrice di lungo corso di questo blog che è anche una mia supporter su Patreon (è bello essere miei supporter su Patreon, lo sapete, vero?), e ne ho ricavato due interessanti consigli.

E io ascolto e seguo (quasi) sempre i consigli dei miei sostenitori su Patreon.

Consiglio numero uno: perché non mettere i link commerciali ai libri che normalmente segnalo e suggerisco su questo blog, in modo che i miei affezionati lettori possano acquistarli senza dover perdere tempo a fare una ricerca su Amazon, e io al contempo ne ricavi qualche centesimo?
Perché, ho spiegato, statisticamente i miei affezionati lettori non cliccano sui miei link commerciali.
Ma ci possiamo comunque provare – male non fa.

Consiglio numero due: perché non aprire una rubrica su questo blog che funzioni come un club dei lettori, nel quale consiglio libri, e poi magari se ne chiacchiera e se ne discute?
E qui mi sono detto… perché no?

E allora cominciamo con qualche idea e poi con un esperimento.

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Non oscurità, ma ignoranza

Madman, thou errest. I say, there is no darkness but ignorance, in which thou art more puzzled than the Egyptians in their fog.
(William Shakespeare, Twelfth Night, Atto II, scena IV, pagina 3)

Ho appena letto un lungo, interessante articolo che descrivevsa internet come la distopia terminale – il trionfo, in termini cyberpunk, delle megacorporazioni, la riduzione dell’individuo a utente, consumatore di servizi, produttore di dati, entità infinitamente manipolabile.

L’articolo, se vi interessa, lo trovate qui, ed è molto ben scritto, molto ben argomentato.
Ed è, a mio parere e tutto questo genere di cose, un elemento perfettamente integrato di quella situazione che va a descrivere – un vettore memetico, se volete, della distopia che ci presenta.

Il segnale, sempre a mio parere, si ritrova proprio nel riferimento al cyberpunk.
E davvero è indubbio che noi si stia vivendo una fase molto molto simile ad una versione molto molto squallida dei peggiori incubi del cyberpunk. Leggo quotidianamente sul giornale notizie che sono trascrizioni quasi letterali delle partite giocate a Cyberpunk 2020 negli anni ’90.

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Ma…
Lo sapevate che stava per arrivare un “Ma”, vero? Continua a leggere


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Ernesto e la Fiaccola

memories-of-tomorrow_1Ernesto, Ernesto…
Importante, essere Ernesto.
Una persona all’opinione della quale tengo molto ha utilizzato l’espressione “earnest” per descrivere la mia presunzione di avere un atteggiamento quanto più positivista e rivolto al futuro, quando possibile, e in particolar modo quando scrivo.

La cosa ha preso una piega curiosa dal momento che mi sono impegnato – nonostante la mia più volte reiterata decisione di scrivere narrativa soltanto più in inglese – a partecipare* al concorso Distopie Impure indetto dal mio vicino di cella Alessandro Girola.

Ed essere positivisti e rivolti al futuro quando si scrive una distopia non è proprio che sia così immediato, come progetto.

Dice Wikipedia

Il termine, da pronunciarsi “distopìa”, è stato coniato come opposto di utopia ed è soprattutto utilizzato in riferimento alla rappresentazione di una società fittizia (spesso ambientata in un futuro prossimo) nella quale le tendenze sociali sono portate a estremi apocalittici.

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