strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


12 commenti

Ci sono domande?

Ma voi lo sapevate che l’acronimo A.M.A e la dicitura Ask Me Anything sono coperti dal copyright di Reddit?
Poi ovviamente la faccenda di chiedere ai follower di fare domande è una pratica consolidata, ma se ci piazzate quella sigla o quella dicitura esatta, Reddit potrebbe aversene a ridire.
Che strano futuro ci aspetta…

Ma la pratica, come si diceva, è consolidata, e così, mentre si chiude il primo semestre di Paura & Delirio, lo Speciale di Halloween va in postproduzione e ci avviciniamo alla fine dell’anno, ci è venuta questa idea – perché non fare un episodio speciale in cui rispondiamo alle domande dei nostri ascoltatori?

Ammesso che ci siano domande.
Che ci siano ascoltatori lo sappiamo dalle statistiche di ascolto, ma finora siete stati voi ad ascoltare noi – l’idea del podcast è quella, giusto?
Ecco, per il periodo delle feste ci piacerebbe capovolgere questa cosa.

Perciò, avete domande?
Per me, per Lucia, per entrambi come team?
Sul podcast, su singoli episodi, su varie ed eventuali?
Usate i commenti.
O commentate sulla pagina Facebook di Paura & Delirio (e magari metteteci un like, se non lo avete già fatto).
Noi raccoglieremo le domande e risponderemo.
Unica cosa, non chiamiamolo A.M.A./Ask Me Anything, che poi Reddit si arrabbia.


12 commenti

“Yo soy un profesional” – una Top Five

Qualche settimana addietro mi è capitato di sentirmi chiedere

“Ma quand’è che si diventa uno scrittore professionista?”

Ora, questa è una di quelle domande che, a seconda di chi le rivolge, con quale tono di voce, in quale luogo ed in quale circostanza, può essere una domanda e basta, o un insulto.
Io comunque ho una risposta che funziona sempre – e che in effetti non è mia, è di John D. MacDonald.The-Five-Questions1

Ma prima di arrivare alla mia risposta… ieri riflettevo sul fatto che questa è certamente una delle cinque domande che chiunque scriva si sente rivolgere periodicamente.
E che non sono Chi, Come, Dove, Quando e Perchè… anche se Perché? è sempre in agguato.

E perché non fare una Top Five, allora?

Nella mia esperienza, le domande fisse sono Continua a leggere


Lascia un commento

Diciottesimo giorno, diciassettesima lezione

looking-for-a-japanese-girlfriend-t-shirtE finalmente impariamo a dire Sì (hai) e No (iie).
Ed era davvero ora.
Nel frattempo, avendo ormai una certa dimestichezza con gli aggettivi, è il momento di impratichirsi a dire mi piace/non mi piace.
Usando l’aggettivo suki-na, possiamo costruire la forma suki desu – mi piace!
E come una noticina evidenziata si affretta a ricordarci, ringo ga suki desu vuol dire mi piacciono le mele, ed è relativamente innocuo, mentre boku wa anata ga suki desu significa ti amo (incommensurabilmente), e potrebbe cacciarci nei guai.
Seguono altri aggettivi utili come kirai-na (odiato, insopportabile, non mi piace), joozu-na & heta-na (competente & incompetente), hoshii (desiderabile), itai (doloroso).
Direi che il catalogo minimo per avviare un corteggiamento c’è tutto.


3 commenti

Giorno otto, lezione otto

3936191052_ebb96cb863Kohi o nomimasen ka?
Non ti andrebbe un caffé?
E in un colpo solo impariamo a fare le domande, e a usare i verbi in forma negativa.
Oltre ad una introduzione rapidissima al sistema scolastico giapponese – che pare alienante.
Beh, ok, più alienante del nostro.
Oramai il materiale per fare pratica è sufficiente.
Una fortuna, a questo punto, che Otooto wa Nihongo o hanashimasu.
O no?

 


Lascia un commento

Quinto giorno, quinta lezione

man_question_mark… e impariamo a dire di no.
O per lo meno a negare tutto – Iie, boku wa Makoto-kun dewa arimasen!
E a fare domande.
Kore wa nan desu ka?
Eh, sapessi.
E poco altro – dopo l’abbuffata di vocabolario della lezione 4, la 5 è quasi banale.
Un sacco di dialoghi, però – e si comincia a poter articolare una qualche minima forma di comunicazione.
Intanto, si fa anche pratica con gli hiragana.