strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il male minore

Qualche giorno addietro mi hanno detto che “non possiamo permettere a soli ventimila morti di bloccare l’economia” – le aziende devono riaprire, così come i negozi, e la gente deve riprendere a circolare, e a spendere, perché l’economia, altrimenti, rischia di fermarsi. E se si ferma l’economia…

L’idea è stata ripresa poche ore fa da un signore che si chiama Trey Hollingsworth, un membro del Congresso degli Stati Uniti che ha invitato i suoi colleghi a “comportarsi da adulti” e smetterla di pensare che sia preferibile salvare la vita degli americani e non lo stile di vita degli americani. Bisogna riaprire, tornare in fabbrica e nelle chiese, ha detto Hollingsworth, e scegliere il male minore. Non possiamo lasciare che il virus fermi l’economia.

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Così perfetto da essere ingiocabile

A cavallo del millennio, la canadese Guardians of Order fece il salto da conventicola di appassionati a seria casa editrice di giochi di ruolo.
Il loro Big Eyes, Small Mouth (BESM), leggero e flessibile a sufficienza per simulare in maniera efficace qualsiasi storia d’azione, aveva un discreto successo nella comunità di appassionati di animazione giapponese come base per costruire giochi di ruolo fatti in casa a partire da serie TV, fumetti, OAV.

In capo a pochi anni, la ora leggermente più seriosa Guardians of Order mise sul mercato una serie di giochi basati su serie e prodotti d’animazione molto popolari, e presentati come RPG and Resource Book:

  • Sailor Moon
  • Dominion: Tank Police
  • Demon City Shinjuku
  • El Hazard

https://i1.wp.com/www.theescapist.com/ypal/cover-BESM.jpgE poi, il vertice massimo della loro produzione: Tenchi Muyo!
A quel punto, BESM era stato ristampato – passando da 94 pagine in bianco e nero a 280 pagine interamente a colori su carta patinata – e l’ingresso a pieno titolo di David Pulver nel team creativo portò una serie di drastici cambiamenti nella produzione della GoO.
BESM divenne lentamente una versione number-light di GURPS (altro gioco che risentì massicciamente dell’influenza di Pulver), le collane di RPG and Resource Book vennero lentamente passate in secondo piano.
Guardians abbracciò la filosofia della Open Gaming Licence, cominciando a sfornare supplementi per D20 (adattamenti di Hellsing, TriGun, Slayers…), ed infine acquistò i diritti di Tekumel – storicamente il gioco che ha portato al fallimento più case editrici nella storia del nostro hobby.
Oggi la Guardians of Order non esiste più.

Eppure, le uscite della collana RPG and Resource Book avevano un loro perché, se non altro sulla base dei titoli che riuscii ad accapararmi prima del crash.https://i0.wp.com/ecx.images-amazon.com/images/I/512EKFAD36L._SL500_AA240_.jpg

Demon City Shinjuku, basato sull’anime e sui romanzi annessi, è un solido gioco di ruolo horror con una ambientazione urbana e surreale, con forte componente onirica, e l’aggiunta di elementi shintoisti e legati alla mistica delle arti marziali, e non sfigura affatto sullo scaffale che ospita anche Chill e Call of Cthulhu e Army of Darkness.
Certo apprezzato dai fan del film originale, il gioco è pure particolarmente valido da scatenare contro una squadra di ignari roleplayer che non ne sappiano assolutamente nulla – e che ne rimarranno abbondantemente spiazzati.
Senza contare il bonus di poter utilizzare il film originale come hand-out e ispirazione qualora il gioco tendesse ad ammosciarsi.

https://i0.wp.com/www.pen-paper.net/images/rpgdb/goo04001.jpgDominion: Tank Police, basato sulla prima serie a fumetti creata da Masamune Shirow e sugli OAV derivanti, è l’ideale antidoto fracassone e anfetaminico a qualsiasi campagna cyberpunk che si sia incuneata in una visione troppo cuipa e depressa del futuro post-industriale. Pochi futuri post-industriali sono più cupi e depressi di quello immaginato da Shirow (basti ricordare il dettaglio degli ospedali che ricoverano le persone sane, ormai incapaci di tollerare l’inquinamento), però è il genere di cupezza e depressione contro la quale il giocatore può ribellarsi.
Usando mezzi blindati e quantità smodate di munizioni esplosive.

E poi viene Tenchi.
Fino a qualche tempo fa, Tenchi Muyo! RPG and Resource Guide scuciva prezzi oltre i cento dollari su Amazon – a trovarne una copia.https://i0.wp.com/www.pen-paper.net/images/rpgdb/goo07001.jpg
Ora, fortunatamente, i magazzini si stanno liberando delle copie sopravvissute del volume (che dopotutto ha quasi dieci anni) e se ne può trovare una copia in condizioni eccelse per meno di dieci euro.
E li vale tutti.
L’idea dietro al concetto di RPG and Resource Guide sta nel voler riunire fra le due copertine non solo un set di regole per poter giocare una certa ambientazione, ma tutto los cibile umano riguardo a quella ambientazione – di modo che, se anche non siete giocatori, ma solo fan della serie animata/fumetto/film, voi il volume dovete averlo.
Non male, come trovata commerciale.
E il gioco di Tenchi Muyo!, con le sue oltre duecento pagine patinatissime e illustrate da urlo con tavole a colori tratte dall’enorme bacino di grafica del franchise di Tenchi, riesce davvero a catturare tutto l’universo della prima serie di 13 OAV.
E quindi risulta pressocché ingiocabile.tenchi-1.jpg Tenchi Muyo image by kikyo12970_2007
Se infatti Demon City o Dominion non richiedono una conoscenza dell’ambientazione,e sono giochi in cui possiamo far cascare personaggi assolutamente generici per vedere che effetto possa fare, il successo e l’efficacia di Tenchi Muyo! (come storia ancor prima che come gioco) nasce proprio dall’interazione fitta fra protagonisti e universo.

Chi non conosce la serie se ne troverà assolutamente disorientato, afflitto da data-dump continui e con l’orrore di essere intrappolato in un gioco umoristico nel quale non capisce l’umorismo, mentre gli appassionati rischieranno di cedere alla tentazione e rigiocare insulse varianti di storie già viste, perdendosi in interminabili diatribe su minutaglia presa da questo o quell’episodio.
La ricetta del fallimento.
Ilpeggio in assoluto?
Una squadra mista, che allinei giocatori standard e un paio di otaku.
Aggiungiamo il fatto che da noi la serie non ebbe mai la risonanza dela quale godette nei paesi anglosassoni, e il panorama si fa desolante.

Peccato, perché si tratta di un libro bellissimo, basato su una serie divertente (ah, già – la trama: un liceale eredita un tempio shintoista e inavvertitamente libera il demone che vi è imprigionato; che però non è un demone – è una piratessa spaziale che si innamora di lui… vi basta?) e con un potenziale colossale.
Per tempo il sacro graal del gioco di ruolo anime-based, ora finalmente ne ho una copia – e non so che farmene …
(no, mento, lo so benissimo… ma richiederà un sacco di lavoro)

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