strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Eddi Reader

Post finesettimanale in ritardo.
Ho menzionato Eddi Reader in un commento ad un post su di un altro blog – che complicazione – e mi è venuta voglia di riascoltarla.
Cominciando col vecchio album – rigorosamente su vinile – dei Fairground Attraction, gruppo scoperto un paio di decenni fa.

http://it.youtube.com/watch?v=_OWzDP5cnE0

Quel disco rimane una delle mie scelte primarie per i giorni di pioggia.

Da allora la Reader ha fatto molta strada, ha ricevuto un cavalierato, ha inciso un fondamentale album con le canzoni di Robert Burns.

http://it.youtube.com/watch?v=oUs-5dHFksw

Ha partecipato alle conferenze TED.

Nel corso degli anni l’ho vista classificare in un sacco di modi diversi – cantante folk, cantante neotradizionale, cantante pop.
Sarà colpa della chitarra acustica, che spesso disorienta i critici.

Mi sono ritrovato a parlare di lei facendo un discorso sulla microcelebrità.
L’idea che non sia necessario avere milioni di fan per riuscire a vivere, e bene, della propria arte.
Eddie Reader non è certo un’artista popolare – ma ha una platea di ascoltatori fedeli e attenti, che non si lasciano scappare le sue uscite, incluse le frequenti incisioni quasi in tempo reale delle sue uscite dal vivo.
Mille fan che spendano per un artista 100 euro all’anno ciascuno,portano nelle tasche dell’artista 100.000 euro.
Molto meno, ovviamente, se l’artista non autoproduce le proprie uscite.
Ma per un artista autoprodotto, 1000 fan nell’epoca di internet non sono poi molti.

Al di là delle considerazioni economico-sociologiche, la voce di Eddi Reader è splendida.
Le sue canzoni sonos pesso malinconiche, e possono risultare un po’ troppo in un pomeriggio ventoso di primavera.
Però è piacevole, per un po’, lasciarsi cullare da Dame Eddi Reader e dalle sue canzoni.
Consigliato, l’album Candyfloss & Medicine.

http://it.youtube.com/watch?v=QyDc-MxB9Rs