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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Paura & Delirio: La Maschera della Morte Rossa (1964)

In occasione del compleanno di Vincent Price e della Festa delle Ombre Lunghe, rivolgiamo il nostro sguardo e le nostre chiacchiere su La Maschera della Morte Rossa, il film del 1964 che fa parte del ciclo dedicato ad Edgar Allan Poe dal regista e produttore Roger Corman.
Girato in Inghilterra, ambientato in Italia, fotografato da Nicholas Roeg e scritto da Charles Beaumont, questo è uno dei momenti più alti della carriera pluri-decennale di Corman, ed un classico del cinema horror.

E noi ne approfitteremo per parlare di Poe e di Bergman, di detto e non detto, di corruzione e violenza, di economia narrativa e di scollature vertiginose, di eleganza e di drive-in.
Arriveremo persino a definire Roger Corman un regista di classe.
Accade l’incredibile, su Paura & Delirio.
Ed in apertura, la Posta del Cuore.


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Persone orribili che facevano cose esecrabili

wfawardImmagino abbiate letto della faccenda del World Fantasy Award, che d’ora in poi non sarà più rappresentato dalla caricatura di H.P. Lovecraft.
Conosco persone che hanno salutato questa decisione come l’alba di un nuovo giorno, la promessa che il razzismo (di cui H.P. Lovecraft a quanto pare fu un portavoce di punta) verrà eliminato dal fantasy.

Quando ho smesso di ridere, mi è tornato in mente un vecchio romanzo del compianto P.J. Farmer.
Il romanzo si intitola Traitor to the Living, e ha una trama un po’ intricata che comunque non serve riassumere.
Basti sapere che viene creata una machina che permette di entrare in contatto con le anime (diciamo così) dei trapassati.
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Il Fantasma di Baker Street

cover72774-mediumNel 1932, il canadese Singleton e l’americano Trelawney, non avendo battuto chiodo come investigatori negli USA, si trasferiscono a Londra.
E dopo sei mesi a girarsi i pollici, arriva finalmente il primo lavoro per i due giovani di belle speranze.
Il cliente è nientemeno che Lady Conan Doyle, vedova dell’autore di Sherlock Holmes.
L’oggetto dell’indagine, la strana infestazione del 221b di Baker Street.
Intanto, un misterioso serial killer scatena la propria furia omicida nell’East End.

Da qui, le cose si fanno molto più strane.

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Per un immaginario consapevole

16115379Quasi a farlo apposta, mi arriva una copia di The Treasury of the Fantastic, di David Sandner e Jacob Weisman, pubblicato l’estate passata dalla benemerita Tachyon Books.

Quasi a farlo apposta, perché questo volume splendido, con una bellissima copertina, è praticamente la confutazione definitiva di qualunque discorso sullo status di serie B della narrativa fantastica.
Il volume curato da Sandner e Weisman allinea infatti una selezione straordinaria di testi fondanti dell’immaginario occidentale, pubblicati nel diciannovesimo secolo.
Quasi la base perfetta per un ipotetico corso sulle radici della narrativa d’immaginazione, sia in forma narrativa che in forma poetica.

Vale la pena di proporre l’indice completo del volume: Continua a leggere


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Un improbabile monumento a Corman

Si parlava di Roger Corman, la settimana passata, con la mia amica Lucia.
Ora, per chi se lo fosse perso, Corman è il padrino del cinema indipendente, l’uomo che afferma di non aver mai perso un dollaro facendo film, uno che ha scoperto fior d’attori (Jack Nicholson?) e di registi (Peter Bogdanovich? Jonathan Demme?), e che in linea di massima si è divertito un sacco a fare ciò che faceva.
Roger-Corman-House-Of-Usher-poster-1-400x298Ricordo ai tempi delle medie (quando i dinosauri dominavano la terra) una rassegna a ora tardissima in cui un qualche critico cinematografico – non ricordo chi – presentò al pubblico ignaro il ciclo di film che Corman aveva tratto dalle opere di Edgar Allan Poe.
Che poi “tratto dalle opere di Edgar Allan Poe” è un po’ fuorviante, come definizione, considerando che per lo meno una pellicola (The Haunted Palace) era tratta da Lovecraft, ed una (The Raven) doveva a Poe solo il titolo e un breve stralcio di poesia usato in apertura.
Piccoli capolavori in technicolor, i Poe-movies di Corman.
Gioielli creati con un budget risicato, riciclando scenografie, costumi, attori, girando di notte…

Ora, fra i fan dei Poe-movies di Corman figura anche Cassandra Peterson, che il pubblico conosce più probabilmente per il suo personaggio di Elvira, Mistress of the Dark, e che – dopo aver conosciuto Elvis ed essere stata ballerina di fila a Las Vegas ed aver recitato per Fellini – divenne popolarissima negli anni ’80 presentando una rassegna di film horror intitolata Movie Macabre.

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