strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


11 commenti

Scrittori ed Editor

Io ho un amico che si chiama Germano Hell Greco che fa l’editor.
Non il correttore di bozze, non il cacciatore di refusi.
Non quello che va su Facebook a raccontare stizzito quanto sono presuntuosi gli autori che edita e che neanche sanno l’italiano.
Non quello che dice che gli scrittori sono capre, e la qualità è tutta merito suo.
Non fa il pavone.
Germano fa l’editor.

editor

Che per il mercato nazionale è una figura misteriosa, ma che per chi scrive è come il confessore. È la persona alla quale affidiamo ciò che abbiamos critto, e lui lo sistema.
Trova le scemenze.
Elimina le brutture.
Suggerisce modifiche per rendere la storia più robusta, più veloce, più incisiva, migliore.
Come una canzone dei Daft Punk.

Se scriviamo, trovare un buon editor è la cosa migliore che ci possa capitare.
Io sono stato fortunato. Ho avuto degli ottimi editor.
Ne ho anche incontrati di pessimi? Certamente.
Ma quelli si lasciano alle spalle, e ci si tiene stretti quelli buoni.
Il rapporto di fiducia fra autore ed editor è assolutamente sacro.

Ma notoriamente io sono una persona senza vergogna, che scrive in pubblico davanti a tutti, per cui se ne parlava, con Germano, del fatto che la maggior parte delle persone pensa che un editor sia quello che elimina le d eufoniche e converte le miglia in chilometri, e ci si domandava come fare a far capire com’è veramente.
Quanto vale veramente.

La risposta?
Farlo in pubblico.

Per cui eccoci qui – stiamo ancora cercando una data che vada bene per entrambi, ma ciò che abbiamo in mente di fare è questo: io scriverò un racconto in una serata, usando Google Documents, e condividendo il link come ho fatto in passato, in modo che tutti possano guardare.
E poi passerò la palla a Germano, che editerà la storia, e ancora una volta il link sarà pubblico, e tutti potranno vedere cosa succede.

Per data e oram vi farò sapere quanto prima.


2 commenti

Uno scherzo della luce

broken_computerE così il mio PC è morto ed ho dovuto rimpiazzarlo, e poi recuperare tutto il materiale. Un disastro, ma meno tragico di quanto possa sembrare.
Diciamo che avrei evitato la spesa del nuovo PC, ma era ora comunque che cominciassi a mangiare un po’ meno…
Per festeggiare il ritorno in carreggiata, ho deciso di farmi un mio piccolo blog tour di me stesso, con un post su GreyWorld, un post su Karavansara e adesso un post qui.
Tre post in qualche modo collegati.

Sono partito su GreyWorld parlando della difficoltà di fare umorismo giocando, e citando Terry Pratchett.
La scrittura di Pratchett mi ha portato su Karavansara a parlare di prosa mediocre e male editata (o non editata per niente) che però viene accettata come ok, perché per il pubblico ormai “narrativa di genere” e “mediocre” sono diventati sinonimi1.
Tutto questo mi porta qui su strategie, a fare un pork chop express sull’editing. Continua a leggere


5 commenti

Vecchio Mondo Vigliacco

53f6fa8a1baf53a3957b38b99ba2a5ca

Sì, era qualcosa di simile, in termini di estetica.

Rivanghiamo il passato.
Nel 1990 scrissi un romanzo di fantascienza.
Fu il mio primo lavoro lungo scritto al computer, dopo anni di macchina per scrivere.

Si intitolava Vecchio Mondo Vigliacco*, ed era sostanzialmente un poliziesco – una indagine su un omicidio in una società che oggi derfiniremmo postumana (ma era il 1990, ricordate) che ha trasceso il concetto di morte.
L’idea era di spedirlo al premio Urania – che era stato bandito per la prima volta nell’89.

Aveva parecchi antenati illustri, il mio Vecchio Mondo Vigliacco – tra i quali certamente Dancers at the End of Time di Michael Moorcock (ma ci sono anche suggestioni prese da Jerry Cornelius), Cynnabar di Edward Bryant e, inopinatamente, Zardoz, di John Boorman.
Sì, il film con Sean Connery col pannolone.

E c’è il Principio dell’Abbondanza di Colin Greenland, nelle descrizioni, nell’ambientazione.
Lo avevo appena scopertto, nel 1990, ed era certamente una delle cose che volevo mettere alla prova con quella storia.

Vecchio Mondo Vigliacco fu il romanzo che mise fine alla mia attività di narratore per circa cinque anni. Continua a leggere


13 commenti

La leggenda dell’autore solitario

Ok, ieri accennavo al fatto che tutto il lavoro sul mio prossimo ebook è finito (in nottata farò la conversione in mobi prima di caricarlo sul Kindle store), e che dovrei raccontarvi com’è la procedura, perché è interessante.
E allora facciamolo.

Qui ci metto il mio solito disclaimer – sto per raccontarvi quel’è il processo che io seguo per fare il lavoro.
È possibile… no, è probabile, che voi usiate un metodo diverso.
Fantastico.
Questo è il sistema che, al momento, funziona per me – voi avete certamente un sistema che funziona per voi.

Quindi, per me come funziona…

Stories-rule-231x300Si scrive una storia.
Questa è la parte soggettiva e disordinata in cui ciascuno segue le regole che vuole, infrange le regole che vuole, ed in generale usa ed abusa della propria personale scatola degli attrezzi.
Sapete come la penso.
Io, l’ho già detto, butto giù una prima stesura in Gedit, la salvo come .txt, e poi la riverso in LibreOffice Writer, per la prima massiccia riscrittura e revisione. In generale formatto il testo in Courier 10Pitch, 12 punti, interlinea 1,5, pagine formato B5.
Il testo definitivo userà un font diverso, ma la formattazione qui sopra, per me, è la migliore per revisionare.

Nel momento in cui il testo è, per così dire, provvisoriamente definitivo, attacco lo spellchecker, rendo visibili i non-printing-characters, e revisiono.
Revisionando riscrivo.
Non posso farne a meno.

Ora, ai vecchi tempi – che sarebbe poi solo fino ad un annetto fa – davo una bella revisionata al testo, lo lasciavo riposare un mesetto, e poi lo revisionavo un’ultima volta e lo pubblicavo.
Bello liscio.

Il fatto è che poi sorgevano dei problemi.
Sempre.
Col passare del tempo – e complici una serie di eventi imbarazzanti e un paio di buoni manuali – la mia procedura è cambiata.
Si è fatta più lunga e complicata, ma ora va più o meno così. Continua a leggere


16 commenti

Scrittura creativa e tempi stretti

broke-writer-2Mentre scrivo queste righe, un mio racconto di circa 4500 parole sta riposando sul mio desktop.
Mancano ancora due scene, che sono solo delineate, e una chiusura che mi fornisca un possibile gancio per dei sequel.
La scadenza dell’editore è il giorno quindici di questo mese.
Mi piacerebbe riuscire a spedire il lavoro finito martedì.
Scrivo questo post per cambiare marcia, e per lasciare che le idee sedimentino prima di riprendere in mano la storia.

Quello che segue, è un making of di sorta – una specie di diario dei lavori, con alcune considerazioni sui diversi passaggi.
Nessuna pretesa di autorevolezza o di definizione di un metodo – questo è semplicemente come ho scritto… come sto scrivendo, in effetti, Bride of the Tentacled One.

La nostra storia comincia tre settimane or sono, quando vengo a sapere che un editore americano cerca racconti di sword & sorcery con elementi lovecraftiani, per una antologia che uscirà più avanti quest’anno.

La notizia mi arriva quasi esattamente in concomitanza con l’apertura del mio blog in inglese, e con la decisione – a lungo dibattuta e solo parzialmente realizzata – di cominciare a spedire storie a potenziali editori di lingua inglese.
Impossibile non approfittarne – il genere mi stimola, la possibilità di pubblicare con un editore che rispetto mi titilla, la coincidenza di tempi solletica una certa superstizione di fondo.

Perciò – al lavoro.
Se siete interessati a sapere come si sviluppa la facenda, continuate a leggere… Continua a leggere


46 commenti

Critica, recensione ed editing

Prendo l’avvio da una osservazione fatta ieri, e dal post di Black Gate Magazine Blog di qualche giorno addietro, per mettere giù una rapida serie di idee sfuse.
Poi da domani si torna a parlare di buoni libri ed altre amenità…

Cito me stesso e dico

io credo che sia crollata la distinzione fra critica, recensione ed editing

Credo di sì – per lo meno a un certo livello, per lo meno nella blogsfera (ma anche sul cartaceo cominciano a vedersi i segnali del crollo, e non da ieri).

Facciamo un po’ di chiarezza Continua a leggere