strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


13 commenti

Titillami*

Titolo orribile, vero?
Beh, ok.
Quasi esattamente un anno fa – il 20 novembre 2011 – postai su questo blog un pezzo sui miei personali problemi con lo scrivere narrativa erotica a comando.
Nonostante lo stimolo di un bell’assegno croccante.
Se ve lo siete persi, potete buttarci un occhio.
Io aspetto.
Non ho fretta.

Wickedly Sexy? Moi?

Fatto?
Bene.
Un anno dopo, la storia è stata scritta (direttamente in inglese), è stata editata sommariamente in una prima stesura “pre-definitiva”, è stata fatta girare, ed ora è tornata alla base, dopo essere passata per le mani di un discreto numero di lettori e lettrici, incassando commenti decisamente lusinghieri, ed un verdetto di bocciatura per ciò che riguarda l’ipotetica vendita.
Oh, non posso davvero lamentarmi, badate!
La mia storia è hot, mi dicono, è fun, è wickedly sexy (questo me lo faccio mettere sui biglietti da visita), ma non soddisfa i parametri dell’editore.
Nel senso che c’è un sacco di sesso (io credo addirittura un po’ troppo), ma quanto a violenza ancora non ci siamo, e io credo non ci saremo mai.
Il che alla fine per un certo verso mi rassicura, perché, come dicevo in quel post un anno addietro,

l’accoppiata sesso e violenza, nel senso di sesso violento, non mi attira granché.
Anzi, non mi attira per niente.

Ma in quel post parlavo anche e soprattutto del mio interesse per l’offerta ricevuta, in termini di opportunità di apprendimento.
Perciò, vediamo… cosa ho imparato?

Continua a leggere


6 commenti

Sesso a vapore

Non sono un assiduo frequentatore della letteratura erotica.
Anzi.
A parte forse la vecchia ma inaffondabiole antologia curata da Fiona Pitt-Kethley per l’Università di Oxford, il genere mi rattrista per la sua frequente, abituale mancanza di allegria.
Da bravo collezionista, ho una manciata di (deludenti) romanzi di fantascienza e fantasy a tema erotico – che se possibile concentrano ed amplificano i principali difetti del genere.
Un tale scrisse molti anni addietro (facciamo settanta) una lettera all’editor di Astounding, “leggo fantascienza proprio perché voglio evitare certe scene e certe situazioni.”
Beata innocenza.

Ma ora il nuovo genere che tira è lo steampunk, e quindi era naturale che venissero sfornate un po’ di antologie a tema steampunk e orientate alla narrativa erotica.
Che poi, sembrerebbe il mix ideale, no?
L’epoca vittoriana, con le sue pruderie ed il suo perbenismo ipocrita, e la rivoluzione industriale impazzita…
Le premesse sono molto buone.

E quindi, accanto alle antologie di Jeff Vandermeer ed ai romanzi della Snow Books, piazziamo questo Carnal Machines, antologia editata da D.L. King, che ha un buon catalogo di antologie erotiche a tema curate negli anni in passato.

Di sicuro la copertina pare promettente.

Continua a leggere