strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Parlando di evoluzione con Charlize Theron

OK, se ne era accennato nei giorni passati, qui ed altrove – questo post è una spece di condensato (piuttosto semplificato) di un “numero” che faccio di solito alle conferenze sull’evoluzione che mi capita occasionalmente di tenere.
Si tratta della parte che di solito mi garantisce che ci sarà un po’ di vita nell’ultima mezz’ora, quella in cui il pubblico è invitato a fare delle domande.
Di solito ci sono fra gli astanti una manciata di persone (solitamente donne) abbastanza infuriate ed offese da volere la mia pelle, e quindi la discussione si anima.
Credetemi, il silenzio glaciale che fa seguito a “Ci sono domande?” è infinitamente peggio di una infuocata discussione con serissime madame infuriate.

L’indignazione di alcuni elementi fra il pubblico è d’altra parte comprensibile.
Si parla di evoluzione e di comportamenti quotidiani nostri e dei nostri simili.
È molto bello e divertente parlare di evoluzione, di delfini e pescecani, di celacanti e coccodrilli, di fringuelli e farfalle, di leoni e gazzelle.
Ma quando si applica il pensiero evolutivo alle persone… eh, lì cominciano i problemi. Specie quando si applica il pensiero evolutivo a quei fattori che le persone considerano soggettivi, espressioni del se, personali e legati (Dio ce ne scampi) all’anima.

Il che ci porta, per vie molto traverse, a Charlize Theron… Continua a leggere


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Dietro le quinte della fede

C’è questa storia per cui i paleontologi sarebbero nemici giurati di Dio.
Lui si manifesta come arbusto ardente a Mosè, noi tiriamo fuori un trilobite fossile e spegnamo l’arbusto.
Lui ferma il sole nel cielo, noi facciamo notare che è la terra a girare, non il suole a muoversi.
Siamo come ragazzini dispettosi allo spettacolo del prestigiatore.
Ad ogni nuova illusione, noi strilliamo a gran voce dov’è il trucco.

Si tratta di una visione estrema, naturalmente.
Poi, certo, incespico su un forum on-line su un giovane obnubilato che spara sciocchezze colossali a supporto di posizioni assurdamente creazioniste, e mi imbizzarrisco.
ma non ci vuole molto per capire dove sia, in quel caso in particolare, il problema – il giovane non capisce nulla di teoria dell’evoluzione, ha poche nozioni confuse e sbagliate, ed allora abbraccia una spiegazione più semplice, che per lui ha senso, che è in sintonia con la sua storia personale e con la comunità che frequenta.
È ok.
È molto meno ok, naturalmente, quando sputa sentenze idiote sulla base di quelle nozioni confuse e sbagliate, ammantandosi di sussiego e di superiorità fasulle.

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Civiltà è un gatto domestico

Si discuteva, giorni addietro, dell’ipotesi di una storia alternativa in cui Homo sapiens non si sia arrampicato sulla cima della catena alimentare.

Chi sarebbe, la specie dominante?
I neanderthaliani?
Gli orsi?
Le formiche?

Io, l’ho sempre detto, punto sui procioni, o orsetti lavatori.
Hanno il pollice opponibile.
Hanno il senso dell’umorismo.
E come dimostrato dalla fotografia, hanno addomesticato il gatto.

La nostra specie ha le ore contate…

Posso tenerlo?


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Cerca di sembrare felice

Ok, questo pork chop express era lì che covava da un po’ di tempo, e ora si aggancia abbastanza bene – io credo – alla discussione sui finti giovani.

Un po’ di background.
In vista di una mia partecipazione ad un evento pubblico, mi è stata richiesta una breve biografia ed una fotografia.
È nota e documentata la mia riluttanza a spargere per l’universo riproduzioni del mio faccione storto.
È una forma distorta di vanità, naturalmente – sono troppo vanitoso per mostrare in pubblico la mia faccia se non è strettamente necessario.
Ciò fa sì che io non abbia una foto pronta da spedire a far/istituzioni/organizzazioni.
Aggiungiamo alla miscela una webcam riottosa e dieci giorni di fuoco per attività diverse, e la faccenda fotografia slitta in secondo piano.
Ricevo un sollecito dalla coordinatrice del progetto, e per giustificarmi dico qualcosa del tipo

(i miei photoshoppatori stanno sudando sette camice per farmi assomigliare a George Clooney…)

Alla quale ricevo la seguente risposta

ma no, non devi parere bello, devi parere FELICE!
questo, in realtà, piace alle donne 😀

Per la serie – ma perché non ci avevo mai pensato prima?

Ora, un attimo di pausa – continuo a sostenere (e ci ho fatto anche delle conferenze pubbliche) che la componente istintiva-biologica spingerà sempre e comunque le donne a prediligere il maschio coi denti bianchi (sano, no carenze di calcio), la pelle abbronzata ed un buon tono muscolare (vita all’aperto, buon cacciatore), e la barba di due giorni (che dimostra maturità sessuale ma non indica vecchiaia) – tutti fattori che, insieme con un culo sodo (buon corridore) segnalano il partner ideale dai tempi del neolitico.

E concordo con Batman (e ne ho parlato nelle mie conferenze) quando sostiene che, comunque, le donne giudicano sulla base dell’automobile.

E c’è poi la solita questione dei bastardi – ma com’è che quelli che le usano, le trattano male, le fanno soffrire, non sono stati eliminati dal pool genetico?
Voglio dire, se sono anche solo bastardi la metà di quello che mi è stato raccontato più e più volte, durante infinite cene a due in cui avremmo dovuto parlare di noi e invece siamo finiti aparlare del loro ex, com’è che ‘sti tizi trovano donne fertili con le quali riprodursi?
E la risposta è che – poiché il tipo maledetto piacicchia – almeno un’opportunità riproduttiva, prima che vengano le lacrime e le recriminazione, viene loro concessa con una certa facilità.

Ma pur considerando tutto questo – chi ce l’aveva mai detto di sembrare felici?

Non era che tirava il tipo bello e dannato?
Non era che le più carine si mettevano sempre coi trogloditi?

E poi, come si fa, a sembrare felici?
Meditazione trascendentale, superalcoolici, sostanze illegali, sesso tantrico stile Sting…?
O semplicemente essere abbastanza a proprio agio con se stessi che, come diceva il Tao di Steve, si trascende ogni forma di impacciataggine, e le cose semplicemente funzionano?

Un bel problema.
Ma visto che la mia valutazione di mercato, sulle savane del neolitico, sarebbe bassina, che la mia auto è un vecchio catorcio senza personalità e che appaio bello e dannato quasi quanto un uistitì, forse forse buttarla sulla felicità potrebbe essere una utile strategia riproduttiva.
O per lo meno un buon modo per trovare qualcuno con cui fare quattro chiacchiere intelligenti.
Potrebbe convenire cominciare a fare un po’ d’esercizio.

Tanto poi si finisce aparlare di quei bastardi dei loro ex…

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Un po’ di rivoluzione

Mentre non ci sono, lascio il posto dietro al bancone ad un supplente di lusso – Sir Ken Robinson.
Quest’uomo è Dio nel su ambito di attività.
E lo dedico a tutti i miei amici intrappolati nel sistema accademico.
Questo è il suo pork chop express…

Lo so, lo so, è in inglese.
Rassegnatevi.

In breve?
Il modo in cui è congegnato il nostro sistema di istruzione è sbagliato.
Non solo danneggia il sistema, eliminando preziose risorse umane – ma rende la maggioranza delle persone infelici riguardo alla propria vita.
Forse sarebbe ora di cambiare.


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Darwin, banane, serpenti, nazisti…

Scopro attraverso il sempre dilettevole blog di David Brin una di quelle notizie che da sole riescono a rovinarmi la giornata…
Pork chop express?
Potete scommetterci.

Il 19 novembre 2009, Kirk Cameron e Ray Comfort distribuiranno 50.000 copie de L’Origine della Specie di Charles Darwin nelle università degli Stati Uniti. Con un piccolo extra – ciascun volume conterrà infatti una prefazione di una cinquantina di pagine nella quale viene spiegato in dettaglio come la teoria di Darwin non sia mai stata provata, e come il lavoro di Darwin abbia ispirato il Nazismo e l’Olocausto.

Kirk Cameron, per chi se lo fosse perso, era uno dei protagonisti della sit-com Genitori in Blue Jeans, oltre ad aver recitato in una quantità di film anni ’80 nella parte dell’adolescente furbetto di turno; messa da parte la carriera artistica, Cameron si è convertito alla fede battista, diventando ministro di culto e fervente propugnatore delle teorie creazioniste.

Ray Comfort, l’originario sostenitore della teoria che basti la banana a dimostrare che Dio ha creato il mondo in sette giorni e che l’Evoluzione è una panzana, è un avengelizzatore d’assalto neozelandese ed autore di bestseller (ammettetelo… questa da solo non sarei mai riuscito ad inventarmela) che da alcuni anni è calato sugli Stati Uniti come uno sparviero, catechizzando le folle attraverso una trasmissione televisiva, The Way of the Master (che non è, nonostante il titolo, una serie sulle arti marziali) – della quale Kirk Cameron è protagonista e regista.
Hanno anche un canale dedicato su YouTube…

Eh?
Convinti?

The Way of the Master (perché continua a venirmi inmente David Carradine?) è anche il nome della particolare varietà di cristianesimo fondamentalista che Comfort offre ai suoi seguaci.
Comfort, le cui conferenze viaggiano sui 10.000 dollari a botta (ma lui dice di dare i quattrini in beneficienza) è anche l’uomo che ha accusato Amazon.com di essere parte di una vasta cospirazione atea, dopo che alcuni suoi testi (tutti bestseller) sono risultati molto popolari presso i lettori atei di Amazon, che tuttavia li schedano come “umorismo”.

Detto ciò sui perpetretori dell’Operazione Darwin del 19/11 prossimo, solo due rapide notarelle – qualora fossero necessarie – sulle ipotesi presentate nella loro prefazione a L’Origine della Specie…

Che l’evoluzione attraverso la selezione naturale non sia ancora stata provata è una balla.
Abbiamo i fossili.
Abbiamo le osservazioni naturalistiche.
Abbiamo le sequenze genetiche.
Al momento, non esiste un modello che spieghi tutte queste osservazioni e che sia migliore della teoria dell’evoluzione attraverso la selezione naturale.
Si tratta dell’unico modello, in altre parole, che renda conto razionalmente di tutte le osservazioni, e che permetta di fare delle previsioni che poi siano verificate nei fatti.

Sul fatto che i Nazisti abbiano tratto ispirazione dal libro di Darwin, a parte l’osservazione lapidaria e definitiva di David Brin…

The Nazis burned Darwin’s Origin of Species!

… resta da osservare che le teorie di Darwin negano sostanzialmente le basi della teoria nazista.
E a ben guardare, il nazismo ha più i tratti di una fede, che non di una filosofia basata sul materialismo.

L’ipotesi generalmente avanzata dai fondamentalisti, che una cultura atea e fondata sul pensiero scientifico o illuminista induca un progressivo ed inesorabile decadimento morale (ponendo quindi Dio – o la sua Chiesa… una delle sue chiese… – nella posizione di garante della morale), è disattesa dai dati statistici relativi agli ultimi 4000 anni.
O per essere brevi e scortesi, finora nessun “illuminista” si è scagliato con aerei contro grattacieli, o ha convertito a fil di spada un intero continente.

Resta il fatto che l’ex idolo dele adolescenti anni ’80 ed il suo compare kiwi metteranno in circolazione 50.000 volumi sostanzialmente “drogati”.
Resta da capire dove trovino i quattrini per certe cose.
Ma se esistono gruppi disposti a pagare 10.000 dollari Ray Comfort per assistere ad una delle sue conferenze sulla banana creazionista, evidentemente tutto è possibile.

Quanto al promo qui sopra, alla storia dell’aereo che precipita, e della bestia velenosa che vuole azzannarvi la mano…

Amen.

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L’estinzione delle brutte

Una volta, durante il periodo estivo, quella che i giornalisti americani chiamano la silly season, quando anche politici e malfattori sono in vacanza, i giornali si riempivano di UFO, yeti, avvistamenti del mostro di Loch Ness.
Oggi, complice una sottile ma innegabile campagna contro la scienza, si evoca lo scienziato come giullare.

La Repubblica di ieri decide quindi di buttarsi sull’evoluzione, e pubblica una mezza pagina assolutamente inutile, che Vittorio Catani mi segnala (ben sapendo che io su queste cose divento una bestia).

Scherzi dell’ evoluzione. Che ama le donne, selezionando le più belle mentre tra gli uomini tende a premiare i meno attraenti facendoli riprodurre di più.

Prime due righe, prima grossa sciocchezza.
Si tratta l’evoluzione come un attore, come un qualcosa che compie un’azione.
L’evoluzione è il prodotto di una serie di fattori, non una forza coerente e personificabile.

Il solito misconosciuto ricercatore (in che ramo? Con quali fondi? Finanziato da chi? Non è dato sapere) pare abbia scoperto che le donne brutte sarebbero destinate ad estinguersi.

L’articolo è scientificamente dubbio e impreciso.
Scopriamo che…

Seguendo nel corso di 40 anni la vita riproduttiva di 1.244 donne e 997 uomini statunitensi, Jokela ha osservato che le madri classificate come “attraenti” hanno in media il 16 per cento di figli in più rispetto alle “brutte”. Le “molto attraenti” a loro volta hanno il 6 per cento di figli in più rispetto alle “attraenti”. E la probabilità che queste super-donne diano alla luce bimbe di sesso femminile per qualche arcano motivo che Jokela non chiarisce – è del 36 per cento più alta rispetto alla probabilità di far nascere un bimbo maschio.

Lo stesso ricercatore, citato nell’articolo, sostiene che.

«È noto che la bellezza colpisce più gli uomini che non le donne – spiega Jokela in un’ intervista a Forbes – perché è un indicatore di fecondità e offre informazioni importanti sulla salute della futura madre. Un segnale su cui i maschi fanno molto affidamento quando scelgono una partner».

Ah, beh… se è noto…
Vediamo di mettere un po’ d’ordine.
Ma prima, un momento di nostalgia: quando servivo nell’Aeronatica, alle pareti del centralino erano appesi 5 nudi integrali ricavati da una serie – probabilmente un calendario – pubblicato dalla rivista Max.
Alle nuove reclute veniva chiesto di sceglierne una, come test attitudinale, il primo giorno di servizio come centralinista.
Cinque diverse donne sane e certamente attraenti, completamente nude.
Col tempo si scoprì cheil principale fattore nella decisione di ciascun aviere era… [la risposta in fondo al post]

Ordine, si diceva…
Primo.
L’evoluzione è l’effetto della selezione naturale (il testo di Darwin si intitola infatti The Origin of Species by means of Natural Selection).
La selezione naturale risente di fenomeni contingenti non prevedibili – e in questo senso l’evoluzione è l’effetto non casuale di eventi casuali.
Prevedere in quale direzione evolverà una specie – fatto salvo il caso di sistemi chiusi, sui quali abbiamo il controllo assoluto (o quasi) – è un’illusione.
Non possiamo perciò dire “Scompariranno le racchie” più di quanto non possiamo affermare con sicurezza TUTTI i risultati di 10.000 roulette che girino contemporaneamente.
Qualsiasi affermazione sulla evoluzione futura della nostra specie appartiene perciò all’ambito dellla fantascienza, non della ricerca scientifica.

Secondo.eva-green.jpg
Sull’effetto della bellezza sulla riproduzione, i testi di riferimento sono Perché lo facciamo di Niles Eldredge (già socio di S.J. Gould) e Survival of the Prettiest, di Nancy Etcoff.
Il Gene Egoista di Richard Dawkins racconta la storia da un diverso punto di vista, ed è anch’esso consigliato per approfondire la discussione.
Il discorso bellezza/riproduzione è un po’ più complicato dell’affermazione che solo gli uomini sono colpiti dalla bellezza.
Più correttamente, uomini e donne hanno parametri differenti nel costruire quel set di funzioni che definiamo bellezza.
L’uomo cerca indici di salute, fertilità ed elevata resistenza fisica.
La donna cerca indici della capacità del maschio di provvedere alla compagna ed alla prole nel lungo periodo della gestazione e dello svezzamento.
È per questo che gli uomini guardano tette & culo, mentre le donne guardano l’automobile.

In altre parole, non è vero che la bellezza colpisce più gli uomini che non le donne, è vero in effetti che fattori diversi costituiscono i componenti sulla base dei quali un uomo o una donna giudicheranno “bello” o “brutto” un membro del sesso opposto.
Il rapporto causa-effetto è esattamente capovolto.

Terzo.
Così come viene descritta, l’analisi statistica ha un po’ poco significato.
La bellezza non è un fattore misurabile – e senza numeri la statistica è dannatamente difficile.
A meno che, naturalmente non definiamo

attraente = gradito a più dell’75% degli osservatori
molto attraente = gradito a più dell’90% degli osservatori

Ma anche così…

Quarto.
È sbagliato pensare che evoluzione significhi miglioramento.
Significa solo cambiamento.
Così come la selezione naturale non ha finora eliminato dal pool genetico malattie e afflizioni diverse, così come l’evoluzione della specie non ci ha ancora liberati dagli sciocchi, difficilmente ci libererà dalle donne brutte.

E poi, quali sono i parametri stabili, definiti dall’hardwiring neurologico, di ciò che definiamo bellezza, e quali quelli culturali?
Questo è di solito il punto in cui le donne di Rubens vengono tirate in ballo, come esempio di ciò che era bello e non lo è più, eterne perdenti in un confronto con la bella di turno – Marylin, Angelina, Megan…

Ma le dinamiche riproduttive si reggono su meccanismi labili.mkcj003yi

Ah, già… il test del Centralino.
Cinque diverse donne sane e certamente attraenti, completamente nude.
Scoprimmo infine che nella maggior parte dei casi, il giudizio veniva espresso sulla base delle scarpe – unico capo d’abbigliamento presente nelle fotografie.

Mai dare nulla per scontato.

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