strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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La ricetta e l’ambiente

Un paio di sere or sono ho avuto il piacere di trascorrere una serata col mio vicino di cella Fabrizio Borgio. Abbiamo mangiato un’eccellente (e costosissima!) pizza, ed abbiamo chiacchierato di cose, film, libri, fumetti, progetti passati e futuri. Una di quelle cose che fanno bene al cuore.

Ora, io e Fabrizio non siamo solo conterranei e colleghi- siamo anche praticamente coetanei, ed abbiamo una lunga storia come lettori di fantascienza. Ed essendo stati lettori di fantascienza nello stesso periodo, condividiamo un sacco di letture, ed i nostri gusti si sovrappongono abbastanza bene.

L’altra sera, fra un boccone di pizza e un altro, ci siamo trovati a chiacchierare dei vecchi classiconi coi quali siamo cresciuti – Vance, per dire, o Poul Anderson, o John Brunner – e di come la fantascienza nazionale sembri essersi fermata da qualche parte negli anni ’80, fatta di cyberpunk e di una venerazione abbastanza acritica di Philip Dick, che spesso scivola in una emulazione fallimentare ed imbarazzante.

Fabrizio tra l’altro ha appena pubblicato un suo romanzo di fantascienza – No Gasole – che ha una qualità molto elevata, una bella storia e delle idee interessanti, ma è anche molto molto diverso da ciò che esce mediamente nel nostro paese.
Sarebbe il classico romanzo da presentare come

è fantascienza ma non solo…

… se certi atteggiamenti non ci puzzassero lontano un miglio come sospetti e in bancarotta intellettuale.

Ma com’è, ci siamo domandati, che all’estero – e non solo nei paesi di lingua inglese – la produzione è così vivace, e con punte di qualità tanto elevata, e con una tale varietà e diversità?

Abbiamo provato a darci delle risposte, e poi da lì la discussione ha preso altre pieghe…

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Una malattia da curare il prima possibile

Segnalo con molto piacere l’uscita di una nuova Storia Fuoriserie del mio conterraneo Fabrizio Borgio, che vive qui fra le colline dell’Astigianistan, e da sempre osserva con un occhio spietato gli orrori di questi luoghi.

La Festa di Leva è un piccolo, crudele gotico rurale, che va a ricollegarsi a molti dei discorsi che spesso io e Fabrizio abbiamo fatto in passato, davanti ad una pizza o a un piatto di farinata. È un esempio, quasi un campione da laboratorio di quell’atmosfera mentale che fa delle nostre campagne un luogo in cui l’orrore reale supera senza particolari sforzi quello dell’immaginazione.
Un’atmosfera culturale che vede nella gioventù una sorta di incidente di passaggio, una malattia da curare il prima possibile, per poi consegnare il resto della propria esistenza ad un conformismo vecchio di un secolo, o forse di più – una “normalità” che è capace di annientare l’anima delle persone.

Il racconto di Fabrizio è disponibile online per il prezzo di un caffé.
Si legge rapidamente, e resta a lungo nella nostra memoria – specie se siamo così fortunati da vivere in campagna.


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Il Codice di Fabrizio Borgio

L’aggravarsi della situazione e il prolungarsi della quarantena mi ha tacitamente autorizzato a cedere alla pigrizia e ad allungare i tempi del Quarantine Quartet – il quarto volume uscirà la settimana prossima, salvo incidenti.

Ma nel frattempo potreste farvi un favore e buttare un occhio a Codice Nero, storia pandemica di Fabrizio Borgio, nonché sua prima uscita come self-publisher dopo (e durante) una brillante carriera come scrittore vero.
Nell’accogliere Fabrizio nella vasca in cui nuotiamo noi (autori) ibridi, citiamo di seguito la quarta di copertina:

Tutto il nord Italia è isolato dal resto del paese; una variante del lyssa virus, portatore della rabbia, si sta diffondendo imponendo lo stato di emergenza e obbligando misure straordinarie come quella di armare anche i soccorritori. Ad Asti, una sera, un turno di routine per un equipaggio del 112 piemontese, arriva una chiamata e inizia un incubo.

Per 99 centesimi finché dura la quarantena, non potreste chiedere di meglio.


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On the road, parte prima

Un breve post per segnalare a coloro che fossero interessati che, salvo incidenti, sarò a Torino questo venerdì sera, alla libreria Vecchi e Nuovi Mondi di via S. Francesco da Paola 41.

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Come si evince dalla locandina, non sarò solo – ci saranno anche Fabrizio Borgio, Christian Sartirana e Maurizio Cometto.
Quella che sarebbe una scala reale, se solo non ci fossi io. Così sarà probabilmente un busted flush, cosa che da estimatore di John D. MacDonald non mi dispiace affatto.

VDE-3-Pin-Schucko-Power-Cord-AL-153-Parleremo di libri, e in particolare dei libri della Acheron, ma anche di tutto quello che ci salterà in mente, immagino.
Mi si dice che verrà presentata anche una nuova corrente – e da esperto in energie rinnovabili potete immaginare il mio entusiasmo per l’idea.
Sarà divertente. Il vero motivo per cui non potete mancare.


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Ultimo esperimento del 2017

… vedere cosa succede mettendo tre scrittori di narrativa d’immaginazione (Fabrizio Borgio, Christian Sartirana e il sottoscritto) e un esperto di Jack lo Squartatore (mio fratello Alessandro) su un’automobile in viaggio fra le colline del Basso Piemonte, dopo il tramonto.

E poi, evento…

 

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… e si parlerà anche di Dark Italy.

Seguirà resoconto.


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Per attirare i turisti

Qualche mese addietro, mi sono ritrovato a parlare con un amico che è coinvolto nella promozione del territorio in cui vivo. Si parlava di come riuscire ad attirare turisti – soprattutto turisti stranieri – in queste terre dimenticate da Dio.
Ora, il fatto dovrebbe essere una di quelle cose che gli anglosassoni chiamano no brainer – il territorio è splendido, una unica espressione di coltura e cultura, di natura selvatica e di natura piegata ai disegni dell’uomo, al punto che l’UNESCO ha dichiarato queste terre patrimonio dell’umanità.
C’è del vino eccellente, il cibo è ottimo. Il paesaggio è costellato di edifici storici e artistici.
In poche parole, siamo comunque in Italia – e forse questo è il problema. Perché in Italia, ovunque basta dare un calcio a un paracarro per trovare storia, arte, buon cibo e vini tipici.
A questo punto, perché qualcuno dovrebbe venire a prendere a calci i paracarri del Monferrato, quando quelli di Firenze o di Vanezia sono molto più accessibili e più noti?
Chi diavolo sa che esiste il Monferrato, fuori dalle province di Asti e Alessandria?

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Durante quella conversazione mi venne in mente un sistema che usano soprattutto gli inglesi, per valorizzare il loro national heritage, quella gran quantità di villone palladiane, villaggi in stile Tudor e monasteri decrepiti che costellano la campagna britannica – loro contattano un autore popolare e gli chiedono di scriverci un libro.
Non un saggio, badate – un bel romanzo popolare, un bel volume da spiaggia, un giallo o un thriller, ambientato in quel posto particolare, focalizzato su quegli eventi storici, su quelle tradizioni.
Pare funzioni, e anche bene. Continua a leggere