strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Intervista Imperfetta

Stando alle ultime notizie, nel tardo pomeriggio di lunedì 22, che sarebbe poi tre tre giorni, prenderò parte a Interviste Imperfette, una iniziativa di Liberi di Scrivere e di Giulietta Iannone che da anni cura questo blog letterario.

L’idea è semplice e malevola – sul gruppo Facebook del blog ospitante, a partire dalle 18.30 di lunedì, risponderò in diretta alle domande del pubblico, che così avrà modo di constatare quanti errori di battitura io faccia quando scrivo in fretta (ma chi segue strategie ha già un’idea a riguardo).

Per il momento, l’annuncio della mia partecipazione ha suscitato un livello di interesse pari a quello di una festival di poesia dell’Abkhazia, il che mi porta a pensare che lunedì su Facebook ci saremo solo io, Giulietta perché deve, ed i cespugli che rotolano. Però chissà… potrebbe essere una buona occasione per mettermi in imbarazzo.

Nel caso, sapete dove trovarmi…


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Prossimamente su Paura & Delirio

Questo post va online mentre io e la mia complice Lucia Patrizi stiamo registrando l’episodio di oggi, nel quale discuteremo di DUE film (contateli, due!), uno uscito nel 1960 ed uno uscito nel 2001, ed entrambi intitolati 13 (o Thirteen) Ghosts.
Gli allibratori sostengono che questa potrebbe essere la volta che finiamo col litigare.

Ma nel frattempo il podcast sta crescendo. Ora abbiamo una Pagina Facebook, che potreste aver voglia di seguire, magari mettendoci un like. La useremo per condividere i podcast quando escono, ma anche – grazie ai preziosi consigli dei nostri ascoltatori – per annunciare con una settimana di anticipo di quale film ci occuperemo nel prossimo episodio.
In questo modo, chi è interessato potrà guardarsi il film prima di sentirci chiacchierare.

E già che ci siamo, perché non fare un anticipo, qui di seguito, riguardo all’episodio della settimana prossima?

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Una goccia nel mare

Sto attraversando un periodo generalmente positivo.
Così positivo che dovrò smettere di dormire da qui a settembre per coprire tutti i contratti che ho firmato. Sto seriamente pensando di adotare un sistema di dettatura per sveltire il lavoro.
Le mie storie vendono ragionevolmente.
Il mio Patreon cresce, lento ma inesorabile.
Non sono al verde. Non navigo nell’oro, ma posso sperare in un paio di mesi senza attacchi d’ansia.

E in sette giorni esatti compirò 52 anni.
La boa non l’abbiamo solo doppiata, ma ce la siamo lasciata ormai per sempre alle spalle, e ora si procede, come sempre, senza una mappa.

È per tutte queste ragioni che quando Facebook mi ha sparato il pop-up per propormi di fare una raccolta fondi per il mio compleanno, mi sono detto, perché no?
Non posso donare granché, ma ho un sacco di amici, di lettori, di follower.
Ai quali non posso chiedere dei soldi.
Non posso, davvero.
Questepersone già comprano i miei libri, mi sostengono su Patreon…
Non posso chiedere soldi.

Ma non c’è nulla di male a gettare un sasso in uno stagno, e a vedere se le onde causano qualche effetto interessante.

Perciò ho deciso di avviare una raccolta di fondi per The Ocean Cleanup, una non profit che si occupa di sviluppare tecnologie per ripulire gli oceani dalla plastica.

I motivi sono molteplici – sono un oceanografo mancato, da sempre il mare mi affascina, e ho scritto di quando in quando delle storie ambientate sopra e sotto il mare.
E, anche, ciò di cui si occupa The Ocean Cleanup è un problema globale, che ci riguarda tutti – e io ho contatti ovunque nel mondo.

Perciò, a cavallo del mio compleanno, cercherò di mettere assieme 200 euro per The Ocean Cleanup.
Una cifra irrisoria, me ne rendo conto.
Una goccia nel mare.
Ma come diceva quel tale, il mare non è dopotutto fatto di gocce?

Vi farò sapere come evolve la cosa.
Voi se avete voglia, spargete la voce.


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Varietà & Sorprese

Questa sarà una settimana anomala – nel senso che farò un po’ di post per recensire e segnalare un po’ di libri, e si tratterà sempre di libri di persone che conosco.
Di amici.
Amici-amici, non amici di Facebook.

E sì, lo so, ci hanno detto e ripetuto che dobbiamo recensire solo sconosciuti, e possibilmente sconosciuti che odiamo.

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Cominciamo perciò al primo titolo della settimana. Continua a leggere


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Dialoghi

OK, l’avete visto in giro, probabilmente ne avete sentito parlare in rete: Amazon si appresta ad attivare una funzione che permetterà di commentare le recensioni.

Io ho già detto la mia altrove, e la riassumo qui: no.
Le recensioni esistono per chi legge, non per chi scrive.
Quando ci si riesce, si ringrazia sempre pubblicamente chi ci recensisce – anche quando è ostile – ma non si commentano le recensioni.
Vi piacciono le regole della scrittura?
Beh, questa è una regola1: non si commentano le recensioni.

La discussione sul nuovo servizio Amazon ha tuttavia portato in luce un’altra faccenda complicata.
Molti autori infatti hanno visto nella possibilità di commentare le recensioni una opportunità per avviare un dialogo con i miei lettori2.

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Davvero? Continua a leggere


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Pizza, Cinese o Kebab (5) – Alessandro Girola

Intervistare un blogger non ha molto senso – dopotutto, per sapere cosa gli piace, cosa gli interessa, come si pone nei confronti dei grandi quesiti dell’universo, basta leggere il suo blog, giusto?

E allora proviamo a fare qualcosa di diverso – proviamo a chiedere ai blogger quelle cose che nessuno gli chiede, quelle cose delle quali non necessariamente parlano sui propri blog.
Proviamo a fare qualcosa di divertente.

Alessandro Girola è un blogger e autore indipendente – gestisce il blog Plutonia Experiment e ha appena lanciato Quantum Marketing.
Non siamo i primi ad intervistarlo, certo non saremo gli ultimi, ma dannazione, nessuno è mai riuscito o riuscirà  a chiedergli le cose che gli chiederemo noi. Continua a leggere


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Qualche nota sui launch parties virtuali

Le feste per il lancio dei libri si sono sempre fatte – in piccolo, organizzate a casa dell’autore per bersi un bicchiere con gli amici e fare festa perché sì, alla fine il libro è uscito, o in grande, a Cannes, a spese dell’editore, che ha anche ingaggiato una band emergente e un po’ di glitterati, e preparato un press-kit di lusso.

Da questi due estremi – la festa casereccia e l’evento sociale ultra-strutturato – emergono i due obiettivi principali di un launch party.
E che sia un launch party virtuale cambia poco le cose.

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Ora, quando io ero un ragazzino e andavo alle elementari, c’erano questi tizi, fuori dalle scuole, che distribuivano biglietti gratis per il cinema.
Ricordo una volta – la possibilità di andare in due a vedere gratis L’Isola Misteriosa e il Capitano Nemo, il film del ’73.
Ci andai, e vidi metà del film.
Perché nell’intervallo fra il primo e il secondo tempo un tizio salì sul palco antistante lo schermo, e per due ore – non dico unnumero a caso, due ore d’orologio – cercò di convincere i genitori che avevano accompagnato noi ragazzi ad acquistare una enciclopedia.
Finito il malaugurato e sfortunatissimo tentativo di vendita, ci venne detto che il cinema doveva chiudere – niente secondo tempo.
Racconto questo aneddoto perché capisco la diffidenza del pubblico nazionale davanti a una iniziativa come un launch party virtuale – che non è che si faccia tutto i giorni.
Eccolo qui, questo vuole venderci i suoi libri!

Ma l’idea non è questa.

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Il chiodo che sporge viene martellato

In questi giorni è successa una cosa curiosa.
Come forse avrete notato, stiamo organizzando – con alcuni complici – una festa online per il lancio di The Hand of Isfet.

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Abbiamo fatto un po’ di pubblicità, e ci stiamo attrezzando – ci sarà la possibilita di chiacchierare, metteremo un po’ di musica (temo che Walk Like an Egyptian ci toccherà d’ufficio, a meno che io non disinneschi il DJ), ci saranno ricchi premi e cotillion… nei limiti consentiti (per i giveaway la legge Italiana si rifà al codice di Hammurabi). Continua a leggere