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Il mio corso di Linux – come è andata a finire

Il mio corso su Linux, che avevo annunciato su queste pagine qualche settimana addietro, si è chiuso ieri sera, alle nove e trenta.
La prima e ultima lezione ha avuto inizio alle nove.
Quando dopo mezz’ora è stato evidente che nessuno si sarebbe presentato, abbiamo staccato il computer, spento il proiettore, e ammesso la sconfitta.
Nessuno, fra la popolazione dei sei paesi nel raggio di 25 chilometri in cui avevamo sparso i nostri volantini, nessuno fra coloro che hanno visto l’annuncio del corso su una manciata di siti web, su Facebook, o sui giornali locali, ha ritenuto il corso abbastanza interessante per venire a dare un’occhiata.
Nessuno.

tumbleweed

A Luglio, mi era stato chiesto di spostare il corso a Settembre, per favorire alcune persone interessate. Che evidentemente nei due mesi intercorsi, hanno perduto l’interesse1.

Non è la prima volta che una mia iniziativa qui a Castelnuovo Belbo fallisce per l’assoluta mancanza di partecipazione da parte degli indigeni2.
Ma credo che sarà l’ultima.
Adesso basta dare fastidio alla brava gente che dorme fra queste colline.


  1. e d’altra parte, come sperare che qualcuno abbia un interesse per i computer in un posto in cui trasferire un file di 15 mega su Dropbox è possibile solo spezzandolo in 15 file, facendo uno zip multivolume (come ai tempi dei floppy disk)? 
  2. come dimenticare quella volta che il presidente della Pro Loco venne a una mia conferenza e passò la serata seduto in sala, dandomi le spalle? O la presentazione che venne disertata persino dal moderatore?