strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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I guardiani del canone

Avete mai l’impressione che manchi qualcosa? Come quando c’è una parola che proprio non vi viene, ce l’avete sulla punta della lingua ma no, niente, e vi viene il dubbio che siano i primi sintomi dell’Alzheimer? Per me è statocosì nelle ultime settimane, dopo aver letto alcune interessanti discussioni su scrittura, pubblicazione, marketing, e alcune ipotesi abbastanza discutibili sul rapporto tra qualità della scrittura, narrativa di genere e intento autorale. C’era qualcoisa che mancava, in tutta la discussione, ma cosa?
L’illuminazione è venuta nelle prime ore di questo 15 Febbraio 2019, e così ho pensato di mettere giù io qualche idea. Non posso garantire che questo sarà un post coerente – il discorso è piuttostocomplicato.
Posso garantirvi però che sarà lungo. Consideratevi avvisati.

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Visite in cambio di insulti – Goodkind vs Martin

o.1436Ieri sera ho avuto una semplice idea geniale.

Perché non scrivere, mi sono detto, un post non troppo lungo e non troppo approfondito – diciamo 440 parole secche – nel quale sostenere che Legend of the Seeker, la serie TV basata su La Spada della Verità di Terry Goodkind, è sostanzialmente meglio – per me – di The Game of Thrones, la serie TV basata su Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, di George R.R. Martin.

LotS_logoFare un post così, non perché io sia convinto della sua validità (per quanto potrei anche esserlo, in fondo resterebbero fatti miei, non credete?), ma semplicemente per portare il conteggio delle visite ad almeno 2000 al giorno per due o tre giorni.
Per fare numeri.

Sarebbe facile.
Si tratterebbe sostanzialmente di ottenere visite in cambio di insulti. Continua a leggere


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La natura transitoria dei fan

webradioPrendo l’avvio per questo post da un fatto che ha poco peso per i lettori di questo blog – dopo un anno di attività, una web radio che trasmette musica giapponese, e che seguo da qualche tempo, rischia seriamente di chiudere.
Per accordi contrattuali, la radio viene ospitata su un server francese, a condizione che riesca a garantire una media minima di ascolti giornalieri.
Nelle ultime settimane, gli ascolti hanno subito una flessione drastica, mettendo seriamente in pericolo la sopravvivenza di questa piccola radio via web.

Ora, davanti ad una cosa del genere, le persone coinvolte nella gestione della radio si sono poste la domanda di cosa sia cambiato.
Si tratta dei famigerati algoritmi di Google che i blogger amano odiare?
No.
Si tratta di una variazione del programma che ha in qualche modo allontanato gli ascoltatori abituali?
No – anzi, negli ultimi mesi, i programmi sono stati ritagliati sulle richieste degli ascoltatori attraverso sondaggi e commenti sul blog della stazione.

E allora, cosa?
Io mi occupo di statistiche.
Io leggo i dati, ricavo ipotesi. Continua a leggere


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Prima il Nulla…

Avrei voluto fare un post sullo scambio di bordate fra Sandrone Danzieri e Gamberetta sul blog Gamberi Fantasy (l’indirizzo lo trovate qui a destra) riguardo alle recensioni non proprio lusinghiere che la crostacea ha riservato ai lavori di Licia Troisi.
Interessante ed importante, che un autore “di nome” come Danzieri, ed una persona che certamente ha parecchie altre cose dafare, trovi il tempo e senta la necessità di intervenire su un blog in fondo a basso profilo (quanti hit al giorno faranno i Gamberi? 1000?) per prendere le difese dell’indifendibile.
Oh, e non sto facendo polemica.
Indifendibile perché chi è là fuori, se ha un’idea sulla Troisi, l’idea sulla Troisi è quella, e non cambierà.
Né per le recensioni di Gamberetta.
Nè per le reazioni di Danzieri.
Inattaccabile/Indifendibile.

Ed è appunto questa faccenda dell’immutabilità delle opinioni dei fan che mi scoraggia dal fare un post su quel post (e poi, un post su un post in un post? Cos’è?) e mettere giù invece un paio di notarelle dalla mia biografia.
Tempo di rimettere in pista il vecchio pork chop express.

Confessioni di un lettore (e talvolta scrittore) di fantascienza:
Quand’ero ragazzo, in TV c’erano tre serie televisive “fondamentali” – UFO e Spazio:1999 di Gerry Anderson e, un po’ più tardi, Star Trek – quella che adesso chiamano “la serie classica”.
I più malati fra noi ricordavano ancora Le Avventure dell’Astronave Orion e i Thunderbirds.

Esistevano partigianerie minime.

Ma io, per dirne una, sono sempre stato più un fan di Agente Speciale o de Il Prigioniero, che non di certa fantascienza più conclamata.
Che comunque ho sempre guardato con piacere.

Poi, attorno ai primi anni ’80, si chiusero i rubinetti.
La RAI ci passava ogni tanto Il Pianeta delle Scimmie, ma a parte quello, e i cartoni giapponesi, nulla.
Gli unici che tenevano duro, durissimo, erano i trekkies – che continuavano a guardare episodi registrati in VHS ed a leggere spin-off, e ad incontrarsi in tristi convention.
Poi, arrivò Star Trek: The Next Generation – e d’improvviso TUTTI divennero fan di ST:TNG.
Che era fondamentalmente orribile.

Spiego.
Mi piace l’universo di Star Trek.
Mi piacciono le idee che lo governano – la società egualitaria, la fiducia nel potere dell’intelligenza per risolvere i problemi, la ricerca di soluzioni pacifiche, la mistica dell’esplorazione.
Ma TNG era ed è proprio scritto male – i problemi venivano risolti non facendo, ma dicendo di fare.  Il technobabble dominava.
I personaggi erano di cartone – talmente di cartone che difficilmente un fan riuscirà a nominare un suo preferito all’interno del ponte di comando della nuova Enterprise (ed io stesso, incollando l’immagine qui di fianco, ho scoperto improvvisamente TRE personaggi che non ricordavo).
Quindi, concedetemi la mia opinione – TNG era pessimo, specie paragonato al più vecchio, più ingenuo ma più intelligente Star Trek.

Però, come mi spiegò un amico che in fondo condivideva la mia valutazione “E’ l’unica fantascienza televisiva che abbiamo, quindi dobbiamo dire che è bello.”
E molti, che trekkies non erano, si ritrovarono a spergiurare che TNG era il dono di Dio alla fantascienza.
Perché era letame, ma essendo l’unico letame disponibile, dovevamo farcelo piacere.

Poi arrivò X-Files, e TUTTI divennero fan di X-Files.
Almeno per un po’.
E poi TUTTI divenero fan di Babylon 5.
Di Stargate SG-1.
Di Star Trek: Deep Space 9
Di Farscape.
Di Star Trek: Voyager.
Di Buffy l’Ammazzavampiri.
Di Star Trek: Enterprise.
Di Firefly.
Di Lost.
Di Jericho.

Almeno per un po’.

Sempre lo stesso meccanismo.
Opinioni entusiastiche na sostanzialmente vuote, fanfiction illeggibile, nascita-morte-trasfigurazione di fanzine, acquisto in massa di VHS, DVD, spin-off.

Belli? Brutti?
Non aveva alcuna importanza.
Il gusto era andato perduto.
“Entusiasmo” era tutto ciò che si poteva provare per qualsiasi cosa su chermo che avesse uno straccio di effetto speciale.

SOMBUNAL: stiamo generalizzando, naturalmente.
Ci sono là fuori appassionati dal gusto squisito.
Ma la tendenza generale era diretta alcontinuo entusiasmo, alla continua stupefazione.
WOW!

Tutto questo per dire che l’entusiasmo senza freni di una fetta consistente del pubblico per un prodottoi dalle qualità quantomai discutibili, non è nè una prova della stupidità del pubblico o della manipolazione del mercato(tesi Gamberetta), nè della implicita bontà del prodotto (tesi Danzieri).
Basta vendere qualcosa di anche solo marginalmente nuovo ad un pubblico affamato di novità, e quello lancerà un urlo di piacere.

Il rischio – se dobbiamo imparare dal passato – è che nel pubblico, trattato in questa maniera poco rispettosa, si inneschi un feedback deleterio e inarrestabile, per cui qualsiasi novità, di qualunque tipo, sarà abbracciato in maniera assolutamente acritica, come il dono di Dio al pubblico.
Almeno per un po’.

…. e poi, le Tenebre.