strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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20.000 uomini di Cornovaglia e un gatto scomunicato

christmas-ghost-stories-200x300Esiste qualcosa di più natalizio dello scrivere di fantasmi?
In effetti sì – darsi alla crapula, che era l’attività dominante nel periodo natalizio, specie presso i paesi anglosassoni, prima che Dickens e la Coca Cola tramutassero quella che era stata l’occasione ghiotta per mangiare a crepapelle, sbevazzare e scopare in giro, in una festa decisamente più tranquillae “per famiglie”.
E forse, di tutte le tradizionali incontinenze natalizie dei britanni e dei loro cugini, la storia di spettri rimane l’ultima testimonianza – l’irruzione dell’irrazionale e dello spaventoso nel quotidiano più domestico e “buonista”.

Leggere, scrivere e tradurre di spettri offre anche l’occasione per scoprire personaggi curiosi. Come ad esempio Robert Stephen Hawker, pastore anglicano, poeta, scrittore, studioso di antichità ed eccentrico.
Il tipo di personaggio che ci piace, qui su strategie evolutive. Continua a leggere


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Saluti dalla provincia di Kongea

31 ottobre.
Ci vuole un post a tema orrifico.
E quindi mi pare il caso di tirar fuori dal cilindro …

Sono sempre quelli tranquilli che ...

Sir Andrew Caldecott, per dire.
Membro dell’Ordine di San Michele e San Giorgio.
Cavaliere dell’Impero Britannico.
Più un’infilata lunga un braccio di altre onorificenze.
Nato nel 1884, morto nel 1951.
Dopo aver studiato a Oxford, Caldecott si spostò in Malaysia nel ’07, e qui svolse una quantità di incarichi governativi – incluso coprire il posto di Segretario agli Affari Postali, e di Residente Britannico (praticamente una specie di console con poteri extra) in una quantità di posti dai nomi esotici.
Poi nel ’35 divenne Governatore di Hong Kong, dove si trovò a gestire l’ondata di profughi in fuga dalla guerra Cino-Giapponese, e l’anno dopo venne trasferito a Ceylon, sempre con l’incarico di Governatore.

Già la sentite, vero, la vibrazione del weird?
Perché ammettiamolo, la storia è costellata di questi noiosi dipendenti pubblici britannici in terre esotiche, e delle loro stramberie.
Che poi significano che noiosi non lo erano affatto.
Ma Caldecott fu molto morigerato, nelle sue eccentricità.
A parte il vezzo di vestire abiti civili durante l’anno speso come governatore di Hong Kong, ed il non poi così curioso fatto che, rimasto vedovo, sposò la sorella della sua defunta moglie, Caldecott intrattenne una sola bizzarria – scriveva storie di fantasmi.

Dichiaratamente un fan di M.Rhodes James, Caldecott è un autore che si concentra più sull’atmosfera che sull’effettaccio, e se per i gusti attuali alcune sue storie possono essere lente, la sua capacità di scrivere storie seriamente disturbanti rimane intatto.
La sua produzione si limita a due raccolte di storie, Not Exactly Ghosts (1947) e Fires Burn Blue (1948), per un totale di venticinque storie in totale.
Rispetto al suo ispiratore James, Caldecott ambienta le proprie storie del sovrannaturale in una quantità di luoghi diversi.
Alcune storie sono ambientate nell’immaginaria provincia asiatica di Kongea, ed aggiungono l’esotismo di luoghi che l’autore conosceva molto bene al brivido dell’infestazione sovrannaturale.
E non parliamo esattamente di spettri – o non solo: abbiamo un treno che ferma altrove nel tempo (sì, spettri e ucronia… bello, eh?), dei ragni mannari, delle mantidi assassine giganti…

La buona notizia, ora – il sempre benemerito David Stuart Davies ha raccolto tutte le storie di Caldecott in un bel paperback per la collana del mistero e del sovrannaturale della Wordsworth.
Si intitola Not Exactly Ghosts.
Si vende a tre euro – ma cercando in rete potreste anche trovarlo a meno.
Si tratta di orrore quantomai civilizzato e british, ma esiste forse qualcosa di meglio, con la quale accompagnare il Lapsang Souchong, qui fra le nebbie dell’Astigianistan, la notte di Halloween?


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Fuori Sync 2

Non c’è modo di sistemare gli orologi di questa casa.
Non solo non vanno assieme, e sono l’uno costantemente in ritardo o in anticipo sugli altri.
No.
Ora l’orologio che ho sullo scaffale della libreria, quello fatto di legno pagato 5 euro all’IKEA, non sta più dritto.
Puoi piangere cinese, che come lo appoggi sulla mensola, quello dà un sesto di giro a sinistra, in senso antiorario, cosicché le dodici si vengono a trovare dove dovrebbero stare le undici, le dieci sono dove dovrebbero stare le nove… insomma, a colpo d’occhio, e per motivi puramente topologici, il dannato affare anticipa in blocco di un’ora.

C’è modo di raddrizzarlo?
Certo.
Ma a quel punto la batteria non fa più contatto, e l’orologio si ferma, tramutandosi in una macchina che dà l’ora esatta solo due volte al giorno (a sapere quali).

Ma è sempre stato così? Ovviamente no.
Ci fu un tempo in cui in questa casa conoscevamo l’ora esatta – o per lo meno una buona approssimazione di questa – senza dubbi supplementari.
Gli orologi filavano come meccanismi svizzeri, e tutto girava per il verso giusto.

Ed alla mia mente allenata di narratore dell’orrore sovrannaturale, il momento preciso in cui le cose hanno cominciato a prendere una strana piega è chiaro come la luce del sole: è da quando è morta mia madre, sei mesi or sono, che gli orologi sbandierano in questa maniera.

Quindi la causa è ovvia – infestazione.
Un tentativo di comunicazione dall’Aldilà verso l’Aldiqua.

Eh, già – riesco proprio ad immaginarmela, l’anima inquieta di Michelina Ponsetto Mana, che invece di abbracciare l’eterno riposo al quale negli ultimi giorni era arrivata quasi a sperare, se ne rimane indietro, qui in questo mondo che le piaceva sempre meno, a tirare scemi i suoi due ragazzi – che hanno un sacco di cose più importanti a cui badare – incasinando le lancette degli orologi di casa.
Come se non avesse di meglio da fare, povera mamma.

No, siamo giusti, e razionali – delle due una:
O è da quel giorno che ho cominciato a badare all’incostanza degli orologi.
O è da quel giorno che abbiamo smesso di spolverarli.

E se la seconda non giustifica i problemi con gli orologi digitali, certo giustifica l’inquietudine della nostra mamma.

Nota per domani: cancellare ordine Necronomicon tascabile da Amazon.com, procurare panni antistatici al supermercato…

Ciao, mamma.