strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Come Game of Thrones danneggerà il fantasy

Questo è una specie di post del piano bar del fantastico, nel senso che viene fatto per scommessa, e già presagendo almeno parte delle conseguenze.
Ma perché preoccuparsi.

a-game-of-thronesVediamo – è agli atti il mio scarso apprezzamento per il ciclo A Song of Ice and Fire di George R.R. Martin.
Fin dove l’ho letto, ho ritrovato i tratti caratteristici di Martin (buona, ottima costruzione dei personaggi e dei dialoghi, buona tecnica per tenere il lettore desto), sposati ad una narrazione prolissa e troppo scopertamente aderente a elementi storici noti per riuscire a catturarmi.
Ora, badate, questo non significa che voi, ai quali questi libri piacciono, siate degli idioti o dei malvagi – e gradirei se voi voleste concedere la stessa fiducia al sottoscritto; si tratta semplicemente del fatto che non è il tipo di fantasy che mi interessa al punto da investirci del tempo.
A voi sta bene?
Perfetto.

Allo stesso modo, trovo la serie della HBO prolissa, farcita di gratuità e sciocchezze, e sostanzialmente noiosa.
Vale, credetemi, il discorso di cui sopra.
Il fatto che io dica che non mi piace non deve essere inteso come una minaccia al fatto che a voi, invece, piaccia.
Se a voi piace, spero non abbiate bisogno della mia conferma (anche perché non l’avreste).

Mi domando però – e così arriviamo al tema di questo post – quanto danno riuscirà a recare il successo del ciclo di Martin e, ancora di più, della serie televisiva, al genere?

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Le trame di Saramyr

The-Braided-PathC’è una questione dinastica.
C’è un trono ambito da diverse famiglie nobiliari.
Ci sono personaggi coinvolti lotro malgrado in una guerra civile.
C’è una minaccia occulta che rischia di travolgere le terre civilizzate.
C’è un bel volumone di mille pagine.
Ma non è quello che state pensando.

The Braided Path è il titolo collettivo dei tre romanzi con i quali l’inglese Chris Wooding, apprezzato autore di narrativa per ragazzi, passò, nel 2003, alla narrativa per “grown ups”.
Quando la serie venne pubblicata in volume unico, Wooding osservò come si fosse appena laureato nella categoria “tipo incappucciato in copertina”.
Io lessi quel commento, e, complici delle critiche entusiastiche da parte di persone fidate, e un buono Amazon da incassare, ordinai il volume.

Poi ci furono altre cose di cui occuparsi, e quindi solo la settimana passata ho messo mano ai romanzi di Wooding, facendo fuori il primo dei tre, The Weavers of Saramys, in tre serate di lettura.
E cosa posso dire – Wow! Continua a leggere