strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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A volte ritornano

Ritorni.
Il passato sembra ben deciso a venirmi a prendere in queste notti calde e appiciccaticce. E non è necessariamente un male.

The Ministry of thunder smallUn paio di notti or sono, visto che da dieci giorni non riuscivo a scrivere un parsagrafo decente, ho messo mano alla tastiera senza sapere esattamente dove stavo andando.
L’idea è di prendere a calci il muro finché il muro non crolla, come diceva Sam Shepard.
Così ho scritto per circa quattro ore, e ne sono uscite poco più di tremila parole di The Ministry of Lightning, il secondo romanzo dedicato a Felice Sabatini, il seguito diretto di The Ministry of Thunder.
Sono venute fuori abbastanza facilmente – la trama è delineata da due anni e  cominciare con un dialogo fra Sabatini ed Helena stato semplice, e divertente. Continua a leggere

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Io ed Helena ci conoscevamo da tempo

ca1fe69a94eaa55a67bfbf9b7b8ac00dHelena Theodora Saratova non avrebbe dovuto avere tutto lo spazio che alla fine le ho dedicato in The Ministry of Thunder.

Nella prima stesura Helena era un personaggio molto secondario, che doveva comparire per un mezzo capitolo e svolgere una funzione precisa e centrale nella trama, scambiare un paio di battute col protagonista e poi levarsi dai piedi.
Ma Helena non è quel tipo di donna.

Costruita sulla base di un paio di pittoreschi personaggi che realmente si potevano trovare a Shanghai negli anni ’30, Helena – durante la seconda stesura del romanzo – ha preso prepotentemente il sopravvento.

Il che è curioso, perchè riscrivendo e riassestando la trama, quella famosa funzione precisa e centrale non era più necessaria.
Sarebbe bastato tagliarla.
E invece no. Continua a leggere


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Prima tappa

Scrivo questo post mentre la mia storia è ferma, per la notte, a 8700 parole.
Che è un buon traguardo – circa 1200 parole l’ora, un ritmo che non tenevo da anni.

Avevo preparato un post diverso, in effetti (600 parole, cosa ci vuole?), nel quale buttavo giù un po’ di idee ricavate da questa prima giornata di scrittura.
Ma poi, onestamente, suonavano vuote e supponenti.
Io non sono così, io non parlo così.

Di certe cose ne discutiamo poi più avanti, a bocce ferme, come si suol dire.

Quindi, mettiamo semplicemente un segnaposto.
Siamo a due capitoli dalla fine del primo libro.
Nel primo libro tutta l’azione si svolge a Shanghai, nel 1936.
Felice Sabatini, ex meccanico Breda e attualmente… ehm, freelance, ingaggiato per un semplice lavoro di recupero, si ritrova invischiato in uno strano complotto che coinvolge spie giapponesi, misteriosi razziatori mongoli, un non meglio specificato gruppo rivoluzionario cinese, e forse anche i nazisti.

Al centro dell’azione, un vecchio rotolo tibetano, che promette di rivelare il nascondiglio di una ingentissima quantità d’oro.
E forse molto di più.

Riusciranno il non troppo impavido Sabatini e la ben più agguerrita Pat Neil (che sembra un nome occidentale, ma è un nome cinese – 白妞), a uscire vivi da Shanghai e procedere verso la prossima tappa della loro avventura?

Beh, direi che sarebbe opportuno.

Da Shanghai a Leng, oltre la Casa del Falso Lama, la strada è ancora lunga.

Ma per intanto, pensando a Shanghai nel 1936…