strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Per il gusto di impossibili connessioni

Sherlock Holmes ne possedeva una copia.
Phineas Fogg ne possedeva una copia.
Il Conte Dracula ne possedeva una copia.
Gabriel Syme ne possedeva una copia.
Zuleika Dobson ne possedeva una copia (ed era infatti uno degli unici due libri che possedesse).

È stato menzionato nei romanzi e nei racconti di Agatha Christie, di Erskine Childers, di Daphne Du Maurier, nelle poesie di Lewis Carrol, nelle storie di Ronald Knox, di Virginia Woolf, di Philip Pullman.
Oh, e di Charles Dickens.

È una delle cose più maledettamente vittoriane mai esistite.
Il simbolo di un’era, una “poesia dell’ordine” (per dirla con Chesterton).
È un aggeggio maledettamente utile per chiunque giochi a Cthulhu by Gaslight, o qualsivoglia gioco di ambientazione vittoriana.
E può fornire carrettate di materiale se si scrive narrativa storica, o steampunk.
Ecco… questo è un manuale infinitamente più utile di qualunque altro se si vuole scrivere steampunk di ambientazione pseudostorica e britannica.

Ma l’utilità è secondaria.
Questo volumetto che siede qui sul mio scaffale, che pare una Bibbia laica e che potrebbe fermare un proiettile col suo spessore e la sua robusta copertina, è un talismano.
Sprizza potere dalla legatura, tanto che non mi sorprenderebbe se brillasse al buio.

Raramente il grande intelletto dell’uomo è stato impiegato in un lavoro di maggiore utilità

… disse il Punch. Continua a leggere