strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Ombre Lunghe a Villa Diodati

Riprendiamo le trasmissioni più o meno regolari con un annuncio di servizio.

È nato a Torino il Club Villa Diodati, che riunisce sotto un solo tetto (e che tetto!) attività che fanno capo a MUFANT (Museo della Fantascienza di Torino), TOHorror Film Fest e Libera Università dell’Immaginario.

Ora, il caso vuole che nel prossimo weekend – 28 e 29 Maggio – cada anche la Festa dele Ombre Lunghe, vale a dire l’informale celebrazione di Vincent Price (27 Maggio 1911), Peter Cushing (26 Maggio 1913) e Christopher Lee (27 Maggio 1922).

cushing lee price

Per festeggiare, i membri del Club Villa Diodati hanno organizzato tutta una serie di manifestazioni, per scoprire le quali vi invito ad andare sulla loro pagina Facebook (e metteteci un Like, già che ci siete).

Quella che mi interessa in modo particolare – e spero interessi anche a voi – è la seguente…

Letteratura di Genere

Dalle ore 15.45 alle 18,00 domenica 29 maggio al Mufant – Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino – in via Reiss Romoli 49 bis.

Danilo Arona, Cristiana Astori, Anna Berra, Massimo Citi e Silvia Treves Alessandro Defilippi, Davide Mana, Sara Marconi, Tommaso Percivale, Claudia Salvatori, Massimo Soumaré.

Per cui sì, ci sarò anch’io.
Live.
Senza rete.
Insieme ad un sacco di gente in gamba.

Venite anche voi, se siete da quelle parti.
A Villa Diodati – anche se è solo una Villa Diodati della mente – succede sempre qualcosa di divertente…

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Celebriamo le Ombre Lunghe

Scrivo questo post nella notte fra il 26 ed il 27 maggio, date fra le quali cade la nascita di Peter Cushing, di Christopher Lee, e di Vincent Price.

L’occasione è la Festa delle Ombre Lunghe, promossa dal mio amico Franco Pezzini e dal suo complice nella Libera Università dell’Immaginario, Max Ferro.

A quanti vorranno condividere questa festa, al di là di possibili eventi (ricordi pubblici, proiezioni, letture o altro – che però costituiscono un passo successivo) suggeriamo soprattutto di dedicare in quei giorni un pensiero allo stile dei tre attori. Che hanno sempre sottolineato la dimensione immaginosa e non realistica delle proprie favole nere, ma insieme offrendo con il linguaggio del mito straordinarie macchine per pensare. Storie esemplari dove le loro interpretazioni davano corpo ai demoni dell’Occidente, della nostra società e in fondo della nostra vita: perché, come spiegava Cushing in un’intervista a tre con Lee e Price proprio sul set di House of the Long Shadows, “l’orrore, come la bellezza, è negli occhi di chi guarda”.

logo-festa-delle-ombre-lunghe

E quindi io faccio un post.
Questo post.

the-end-of-the-affair-peter-cushing-1955Mi piace, quell’idea del mito, dell’immaginario, del fantastico, come “macchina per pensare”.

Chi pratica il fantastico ha a disposizione una vasta scelta di opzioni, di eventualità, di alternative.
L’ho detto altrove e lo ribadisco in questa sede – noi che frequentiamo l’immaginazione non cerchiamo una fuga dalla realtà, ma piuttosto ciò che ci permette di non sentire la necessità di fuggire dalla realtà.

Rifletteteci.
Sono le persone che hanno esercitato la propria immaginazione, quelle che hanno trovato delle soluzioni ai problemi.
Sono le persone capaci di immaginare qualcosa di diverso, a sapere che la diversità è una ricchezza e non solo una minaccia.
Sono quelli che si inventano le cose… che hanno inventato le cose che ora per noi sono indispensabili.

W28 45Sono anche quelli che i bulli a scuola riempivano di botte, che venivano sfottuti in palestra, che venivano additati come freak, che venivano spediti dallo psicologo alla visita militare, che venivano considerati strani, inadatti e non adattabili, incapaci di farcela.
Non troppo “normali”.

Al momento, nel nostro paese, il fantastico è, da una parte, vastamente popolare, e dall’altra, ampiamente squalificato.
Nè giova alla situazione generale che si sia deciso – a livello culturale – di privilegiare l’aspetto escapistico ed evasivo dell’immaginario – per cui è lecito fruirne come parcheggio per il cervello, ma non come palestra per pensare.
Bisogna goderselo, ma non ragionarci sopra*.
Si cerca di svuotare l’immaginario del suo potere “sovversivo” svuotandolo di ogni originalità, rendendolo ripetitivo e omologato.
vincent priceViviamo in uno stato di crescente tirannia del reale – ci vogliono convincere che dobbiamo pensare solo alle piccole cose, all’immediato, alle quelle gratificazioni che sono socialmente accettabili e ci certificano come appartenenti alla comunità delle persone “normali”**.

Eppure, la scintilla rimane.

Ciò che è importante è non smettere di ragionarci sopra – non smettere di riconoscere l’eleganza dell’immaginario, il potere evolutivo del fantastico, il carattere morale delle favole, la natura fondamentalmente salvifica dell’invenzione.

Celebriamo quindi le Ombre Lunghe – poiché è nelle ombre che si annidano le nostre speranze.

E ora smettete di leggere questo blog, e andate a leggervi un buon libro.
Un fantasy, magari.
Un horror.
Un po’ di fantascienza.
Un’avventura esotica.

Datevi da fare.
E divertitevi.
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* Il che, naturalmente, gioca a favore del pessimo materiale che viene spacciato al pubblico.

** Li avete visti, quelli normali, di recente?
Vi sembravano felici?
O non erano, piuttosto, disperatamente impegnati a cercare di sembrare felici?