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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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L’orrore nei campi e nei boschi (e altrove)

Il termine “folk horror”, usato originariamente per indicare oggetti disparati come i romanzi di Nathaniel Hawthorne, film come The Wicker Man e serie per ragazzi come Prigionieri delle Pietre, è diventato estremamente popolare nell’ultima quindicina di anni – caratterizzandosi prima come un (sotto)genere tipicamente britannico della narrativa del terrore, per poi venire riconosciuto come una modalità narrativa comune a tutte le letterature e le cinematografie del mondo, ed infine abusato – esattamente come noir, o pulp, o grimdark – al fine di vendere quanti più pezzi possibili a un pubblico tanto ignorante quanto affamato di novità.

E mentre tutto, dalle leggende metropolitane al true crime viene etichettato come “folk horror” per vendere, il 2021 ha visto l’uscita di un documentario che potrebbe servire a scrostare un po’ di quell’ignoranza sulla quale fanno leva i ragazzi del marketing per appiopparci ciarpame: l’equivalente di un breve corso universitario sulla materia, Woodlands Dark & Days Bewitched: A History of Folk Horror, di Kier-La Janisse e prodotto da Severin Films, raccoglie interviste, stralci di film, abbondanti riferimenti a saggi ed articoli, e in tre ore e venti, 200 minuti croccanti, offre una panoramica completa e divertente sul folk horror.

Per lungo tempo disponibile solo in streaming su Shudder (piattaforma che non mi pare sia disponibile in Italia), il DVD del documentario è ora reperibile su Amazon per un prezzo in fondo modesto (circa 20 euro), e vale ogni centesimo.

E sì, OK, sono tre ore e venti minuti – ma suddivise in capitoli tematici, per cui se non volete dedicarci tutta una sera, potete distribuire la visione su più giorni.
E intanto prendere appunti.

È infatti consigliabile avere un bloc notes a portata di mano, per segnarsi titoli e autori dei testi che vengono citati, e che potrebbe essere molto divertente (e, ahimé, costoso) procurarsi.

Per ciò che riguarda invece i film che vengono citati – e sono una quantità, andando anche a toccare cinematografie “minori” e titoli meno che popolari – esiste fortunatamente una lista curata su Letterboxd, e potete fare riferimento a quella, senza metter mano al bloc notes.

A meno che non vogliate scucire i quasi duecento e ottanta euro per il box-set che fa da controparte al documentario – All the haunts be ours, che contiene quindici blue ray e abbondante materiale aggiuntivo, per un totale di venti film e un sacco di altra roba.

Certo, il folk horror è un interesse di nicchia, e tuttavia proprio a causa della sua natura interstiziale e internazionale, potrebbe diventare un buono strumento per avvicinarsi all’immaginario di altre culture – cosa c’è infatti di meglio dell’orrore, e per di più dell’orrore legato alle tradizioni popolari, per conoscere intimamente un altro popolo, le sue idee e le sue convinzioni?

E restando invece vicino a casa, potrebbe essere, questo documentario, un buono strumento per ricordare cose viste trenta o quarant’anni or sono, ed inquadrarle in un ambito più ampio. Perché davvero, chi l’avrebbe mai detto che guardare l’episodio occulto/folk horror di Attenti a quei due, da ragazzini, ci avrebbe preparati per apprezzare una cosa come Onibaba?
Oltre a fornirci gli strumenti per prendere a pernacchie il prossimo che verrà a dirci che Don Matteo o Fracchia contro Dracula sono folk horror.
Perché capiterà. Lo sapete, vero, che capiterà?

E a questo punto vi devo informare che questo post contiene link commerciali, e che eventuali acquisti effettuati attraverso tali link faranno sì che Jeff Bezos in persona passi qui da casa per darmi del denaro. Siete stati avvisati.


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Paura & Delirio: Il Grande Inquisitore (1968)

Ultimo episodio dedicato al folk horror, e chiudiamo in bellezza con il terzo titolo nella Empia Trinità del genere – Witchfinder General, di Michael Reeves, uscito da noi come Il grande Inquisitore e negli USA come (Edgar Allan Poe’s) The Conqueror Worm.
Storia che con Poe non ha nulla a che vedere, ma che racconta la storia romanzata di un autentico cacciatore di streghe, l’autore di The Discovery of Witchcraft, ed uno dei personaggi più abominevoli della storia europea, interpretato per l’occasione da Vincent Price – che considerò questo come il suo film migliore nel genere horror.

E per parlare di streghe, di roghi, di tribunali ecclesiastici e non, abbiamo invitato a raggiungerci la nostra amica Francesca von F., in qualità di persona informata dei fatti.
Siamo sicuri che troverete interessanti le nostre chiacchiere.

E ne approfittiamo per ringraziare i primi coraggiosi che si sono abbonati al nostro podcast tramite Ko-Fi. Grazie di cuore, signore e signori.


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Hot Fuzz e il Folk Horror (e un sacco di altre cose)

Per chi non si fosse ancora stancato del suono della mia voce, o delle mie opinioni, e volesse in più anche la mia faccia, con l’aggravante dei segni del mio recente incidente, la notte scorsa ho tediato la padrona di casa di Redrumia con le mie chiacchiere e le mie divagazioni su Hot Fuzz, un film che ha delle improibabili partentele con il folk horror, genere del quale ci stiamo occupando in queste settimane con Paura & Delirio.

Per chi fosse interessato, l’evento è stato registrato a monito per il futuro, e lo potete vedere su Youtube. Buon divertimento (se vi divbertite con certe cose).


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Paura & Delirio: Kill List (2011) e un annuncio

Un film del ventunesimo secolo per la terza puntata del mese dedicato al folk horror: Kill List, girato nel 2011 da Ben Wheatley.
Puntata che esce in ritardo, per tutta una serie di accidenti che ci portano a domandarci se non ci sia qualcosa di vero, in questa storia del folk horror.
Ma procediamo col film…

Un film durissimo e spiazzante, che merita una seconda visione, con un cast eccellente ed una costruzione a metà strada fra noir e neorealismo britannico. E fra brutalità e umorismo, sit-com della BBC e interpretazioni alternative, questo è ciò di cui discuteremo.
Facendo S P O I L E R.
In apertura, la Posta del Cuore.

E ne approfittiamo anche per annunciare la nostra

campagna abbonamenti su Ko-fi

mantenere Paura & Delirio online comporta dei costi, per lo spazio di archiviazione e per la distribuzione sulle piattaforme di streaming. Da sempre potete aiutarci, offrendoci un caffé, ma ora potete anche abbonarvi, al costo di un caffé al mese. E per tutti coloro che si abboneranno tra oggi ed Halloween ci sarà un episodio speciale in esclusiva.


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Paura & Delirio: The Wicker Man (1973)

Ne hanno parlato e ne parlano in tanti, ma lo hanno visto in pochi.

Definito “il Quarto Potere del cinema Horror”, alla sua uscita nel 1973 The Wicker Man fu vittima di una distribuzione criminale (ed in Italia venne semplicemente bloccato dalla censura) , e non ebbe il successo che meritava. Oggi è un film di culto, una delle pietre miliari del cinema britannico, ed uno dei tre film nell’Empia Trinità del Folk Horror.
Per molti versi, IL folk horror definitivo.
Ironico, considerando che ne esistono per lo meno cinque edizioni, nessuna delle quali è completamente definitiva.

Per parlarne, abbiamo invitato a unirsi a noi lo scrittore Fabrizio Borgio, persona informata dei fatti.
E nonostante qualche piccolo problema tecnico, abbiamo fatto SPOILER senza vergogna, e discusso ampiamente della simpatica comunità rurale di Summerisle (e di Britt Ekland).
In apertura, la posta del cuore.


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Paura & Delirio: La Pelle di Satana (1971)

Abbiamo deciso di dedicare il mese di settembre di Paura & Delirio al folk horror, perché sembrava un buon modo per riavviare le trasmissioni dopo il periodo estivo – è un genere che ha un che di autunnale.
Un genere da mezze stagioni.

E poiché sa qualche parte bisogna cominciare siamo partiti con una pellicola tanto memorabile quanto imperfetta: Blood on Satan’s Claw, diretto nel 1970 da Piers Haggard (il bisnipote di H. Rider Haggard, quello de Le Miniere di Re Salomone).
La Pelle di Satana nella versione italiana.
L’unico vero orrore sovrannaturale nell’Empia Trinità che costituisce la base per la definizione del genere.

L’orrore emerge dalla terra stessa per sconvolgere una piccola comunità rurale nell’Inghilterra del 17° secolo. E noi parleremo di orrore tradizionale e orrore folk, di exploitation e di rapporti intergenerazionali, della figlia di Peter Ustinov, di nudi frontali integrali e delle sopracciglia di Linda Hayden.

In coda, una speciale Top Five, e l’annuncio del prossimo Club del Libro, per il quale segnaliamo i seguenti link:
Whistle and I’ll Come to You (BBC 1968) (BBC 2010)
Fischia e verrò da te (audio in italiano)
Testo completo in inglese