strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Fotografia

OK, questo è un post del piano bar… anche se non necessariamente del piano bar del fantastico: mi sono state chieste informazioni sulle risorse che utilizzo per il mio hobby/valvola di scarico della fotografia.
Ciò che segue è una lista abbastanza eterogenea di equipaggiamento minimo, libri, siti web e quant’altro. Non so se possa davvero essere utile a qualcuno, ma chissà – considerando che anni addietro feci un post sui rasoi da barba che resta il mio post più letto di sempre, magari un post sulla fotografia mi porterà nell’empireo della blogsfera nazionale.

Oh, e vale naturalmente il solito caveat: ciò che funziona per me potrebbe non funzionare per voi, nel qual caso non mettiamoci a fare la guerra, limitiamoci a scambiarci dei consigli nei commenti. Grazie!

E ora, comunque vada, eccoci qua. Continua a leggere


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Bellezza (?) in bicicletta

Questo post è dedicato alla signorina – o signora – incrociata oggi attorno alle quattro meno un quarto su Corso Moncalieri, poco oltre il numero 18.3656768863_c22e96c726
La vedete ritratta qui di fianco.
Presso il circolo degli Amici del Fiume, oggi, la Circoscrizione 8 aveva organizzato la prima edizione di San Giovanni Letterario, piccola vetrina per i piccoli editori torinesi.
Ed io stavo appunto recandomi colà – per dare manforte al contingente della CoopStudi e per intrattenere la folla sulle meraviglie dell’antologia Alia.
Portavo con me la mia macchina fotografica – mi dicono sia essenziale per scattare fotografie – ed avevo già colto alcune immagini della popolazione torinese in libertà in questa caldissima giornata di festa.
Inclusi non pochi ciclisti.
Visto mai che sulla quantità non salti fuori una di quelle foto che colgono quel qualcosa di inesprimibile a parole…
Beh.
La signorina mi arriva di fronte, io sollevo la macchina e scatto.
E madame, per tutta risposta, solleva con grande aplomb il medio della mano destra, con una bella unghia molto curata, aguzza e scarlatta.
Il che non mi pare rappresenti un saluto amichevole fra ciclisti.
Ed anzi, lo dice anche Yahoo Answers…

il dito vuol dire (scusa la volgarita’) vaffanculo…

Ohibò.
Ora, qui c’è qualcosa che mi sfugge.
Perché se la signorina non voleva essere fotografata – desiderio legittimo – le sarebbe bastato alzare una mano in segno di diniego.
O scrollare il capo.
O far scorreere dell’aria sulle proprie corde vocali ed articolare un “No!”.
Magari seguito da un “Per favore” (che sarebe comunque già chiedere troppo, considerando l’elemento).

Ma lasciarsi fotografare per poi invitare il fotografo ad andare, come si suol dire, affanculo?
Che senso ha?
Violazione della privacy?
Quale privacy, pedalando su uno dei corsi di più elevato traffico della città?
Emulazione delle superstar?
A che titolo?
O forse una primitiva paura di vedersi rubare l’anima dall’obiettivo – e conseguente gesto scaramantico.
Ma quale anima, madame?

POSTILLA: su consiglio di Gianneddu, che evidentemente ha a cuore la mia incolumità davanti alla legge, ho provveduto ad alterare le peraltro non definitissime fattezze della signora in bici.
Di fatto non dovrebbe esserci alcuna violazione di privacy nel fotografare unapersona che apertamente pedala per strada, ma qui in Italia tutti ormai si credono Brad Pitt…
Spero che i surfisti apprezzino la scelta del metodo di alterazione della foto.

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