strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Credo rileggerò Dune

Credo rileggerò Dune, il primo romanzo della serie. Sarebbe la terza volta, credo. La prima fu ai tempi del liceo, l’edizione della Nord, CosmoOro (che credo sia la stessa traduzione che ora è in catalogo Fanucci). La seconda fu ai tempi dell’università, in inglese, un paperback di seconda mano che aveva fatto le Guerre Puniche, e che è ancora qui da qualche parte in uno scatolone. Ora toccherebbe alla bella edizione rilegata della Fantasy Masterworks di Gollancz, una specie di piccolo vocabolario di carta riciclata fra due copertine antiproiettile, e la rilegatura che scricchiola quando lo si sfoglia.

Non sono un dunologo. Ne ho conosciuti, e li chiamo amici, gente che sa scriverti la formula di struttura della molecola di spezia e che è intima di Shai Hulud. Dune mi piace, ma non è il mio libro fondamentale. Resta un ottimo esempio di come si possa creare un intero universo in un solo libro. Detesto Paul Hatreides, ma credo sia normale.
E tuttavia, ci sono una serie di motivi, per tornare a leggere il romanzo di Frank Herbert.

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Cose dell’altro mondo

Ho appena finito di leggere l’anteprima di un romanzo fantasy che mi ha segnalato la mia amica Marina – 400 e rotte pagine, tre euri in ebook.
Il romanzo (e l’anteprima) che inizia nel selvaggio nord, dove il sole può non mostrarsi “fino a otto mesi”…
E io mi dico, come “fino a otto mesi”?
Ora, i meccanismi astronomici non sono così approssimativi. Vediamo cosa ne dice Wikipedia…

A causa dell’inclinazione dell’asse su cui ruota la Terra, a latitudini superiori o almeno pari a quelle dei circoli polari (nord o sud), il Sole può restare sotto l’orizzonte anche durante tutto il giorno, per periodi variabili a seconda della maggiore vicinanza al polo geografico (dove la permanenza sotto l’orizzonte è di circa sei mesi, di cui solo in quelli centrali si realizza il buio diurno più intenso) o al circolo polare (dove il periodo massimo di permanenza sotto l’orizzonte è pari a poco meno di 48 ore)

Per cui OK, immaginiamo che il territorio descritto nel libro si estenda dal circolo polare al polo geografico. Questo giustificherebbe l’affermazione che il sole scompare “fino a sei mesi l’anno”… ma non otto. Continua a leggere


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Ritorno a Silistra

51M-z9L0rOL._SX319_BO1,204,203,200_È il giorno del tuo compleanno, il giorno che sancisce il tuo ingresso nell’età adulta. E ricevi da tua madre un messaggio, che consiste nel filmato del tuo concepimento – sì, tua madre (morta nel metterti alla luce) che fa sesso, a lungo, ripetutamente e con indubbio entusiasmo, con tuo padre (che tu non hai mai conosciuto).
Con l’imposizione, alla fine del filmato, di ritrovarlo, quell’uomo.
Ammesso che fosse un uomo, e non qualcosa di più.

High Couch of Silistra, di Janet Morris, venne pubblicato nel 1977, da Bantam, primo di una serie di quattro volumi che, a modo loro, fecero la storia: Fred Pohl ne parlò in toni entusiastici, il titolo lanciò la carriera dell’autrice, e il romanzo è considerato una delle pietre miliari della fantascienza degli anni ’70, e della fantascienza femminista1.
A breve, una nuova edizione del romanzo della Morris verrà resa disponibile da Perseid Press, e a me ne è stata inviata una copia in preview.
Ed è… interessante.

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