strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Fuori l’autore

Hanno raccolto un milione di firme per far rifare l’ultima stagione di Game of Thrones, la serie televisiva della HBO basata sui romanzi di George R.R. Martin A Song of Ice and Fire.
Un milione di firme.
La petizione era stata messa su come sfogo da parte di un fan irritato, ma un milione di persone l’hanno presa sul serio.
Un milione di persone.
Uno seguito da sei zeri.

Io non sono un fan della serie, né dei romanzi – ci sono altri lavori di Martin che preferisco. Non intendo quindi discutere della qualità o meno degli episodi incriminati – non li ho visti, e sarebbe quindi per lo meno intellettualmente disonesto.
A me interessano quelle firme, e cosa ci raccontano – e come si inquadrano in una situazione più ampia, e che interessa chiunque si trovi a scrivere.
Una situazione… interessante.

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Fra folklore, storia e fantasy

Sì, la copertina è abbastanza bruttarella

Sì, la copertina è abbastanza bruttarella

Quali sono i rapporti che legano il paesaggio britannico, le tradizioni popolari, la storia della Gran Bretagna e la letteratura fantastica?

Esistono parecchi libri indispensabili sull’argomento, dallo straordinariamente dotto Albion, di Peter Ackroyd, all’enciclopedico e monumentale The Lore of the Land di Westwood & Simpson.

Il recente 1 The Land of the Green Man, di Carolyne Larrington, rappresenta una alternativa molto più accessibile dei due volumi qui sopra – un buon primo passo per scoprire il folklore delle isole britanniche non solo da un punto di vista storico, ma anche – abbastanza curiosamente – da un punto di vista morfologico. Continua a leggere


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Shakerato, Non Mescolato

Ve la ricordate la faccenda degli stupri in Game of Thrones?
Orribile vero, tutto quel baccano?

Che poi chessaràmai – la violenza e la brutalità in GoT sono storicamente accurate – a meno che non lo siano affatto, nel qual caso è ugualmente ok perché tanto è fantasy.
Però realistico.
O qualcosa del genere.

Discutendo con un collega sulla faccenda, un paio di settimane addietro, mi è venuto in mente di paragonare la gratuità della violenza in Game of Thrones alla gratuità del consumo alcoolico di James Bond nei film – shakerato, non mescolato1.

foodsofengland bond

Anche in questo caso si tratta di una normale attività umana, che può spesso avere delle conseguenze piuttosto spiacevoli, e che nell’economia della storia non ha (quasi mai) alcuno scopo se non quello di far fare a Bond la figura del figo (se mi si passa il termine tecnico).

Vogliamo dare un’occhiata ai dati? Continua a leggere


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Una volta ogni 27 pagine

Pare che Game of Thrones e A Song of Ice and Fire – la serie TV e i romanzi, in altre parole – abbiano un problema serio.
Stando all’analisi statistica pubblicata dal blog di Tafkar:

Rape acts in Game of Thrones the TV series (to date): 50
Rape victims in Game of Thrones (to date): 29

Rape acts in ASOIAF the book series (to date): 214
Rape victims in ASOIAF (to date): 117

Impressionante, vero?

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Nel caso non aveste voglia di fare i conti, questo farebbe uno stupro e spiccioli per episodio della serie TV (in media) e (sempre in media), uno stupro ogni ventisette pagine nei libri.
E a dire il vero avevo preparato un bel post lungo e dettagliato illustrando il mio punto di vista sulla faccenda.
Ma credo che il discorso che intendevo fare si possa portare avanti meglio in modo diverso, e più costruttivo. Continua a leggere