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La Morte di Chatterton

meredith-georgeLa faccenda di cui parlavo ieri, per cui cuori infranti sarebbero altrettanto gravi delle costole rotte, se non di più, mi ha fatto venire in mente George Meredith.

Strano destino, quello di George Meredith – i suoi contemporanei lo consideravano un genio inarrivabile, il miglior scrittore della sua generazione, secondo solo dopo Shakespeare nel panorama della letteratura inglese.
George Bernard Shaw era un suo fan.
Oscar Wilde anche.
Sherlock Holmes lo citava come “l’unico argomento del quale valga la pena parlare.”

E poi, in capo ad una generazione, era scomparso, dimenticato, screditato.
Un paio di saggi critici sarcastici, e bye-bye buon vecchio George.
Certo, un destino molto simile toccò a Edward Bulwer-Lytton – quello che scrisse “era una notte buia e tempestosa” – ma con una sostanziale differeza: Bulwer-Lytton era considerato un genio dai suoi contemporanei, ma a tutti gli effetti rimane abbastanza illeggibile; Meredith era considerato un genio, e molto probabilmente lo era.

Il motivo per cui Meredith mi viene in mente ogni qual volta qualcuno mi parla di cuori infranti è che, vedete, George Meredith posò per il quadro La Morte di Chatterton, di Henry Wallis. Continua a leggere