strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Da Pao a Babele

Si parlava, l’altro giorno, qui nel Blocco C, durante l’ora d’aria, di linguistica generale.
Sì, siamo un carcere di una certa levatura culturale.
A dire il vero il discorso ruotava attorno al solito Orwell e la sua neolingua

quote-don-t-you-see-that-the-whole-aim-of-newspeak-is-to-narrow-the-range-of-thought-in-the-george-orwell-40-99-07

Ma ci arriveremo, passando per vie molto traverse.
Perché, a dire il vero, io a Orwell preferisco Jack Vance.
O Samuel R. Delany.
E non sto citando due nomi a caso. Continua a leggere


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Solo chiacchiere

Questo è un post del piano bar del fantastico.
Una decina di giorni or sono, alberto ha scritto in un commento…

Mi piacerebbe un tuo post su “teorie e tecniche” della narrativa orale… o storytelling, fai tu

E naturalmente qui su strategie evolutive noi cerchiamo di rispondere sempre alle richieste del pubblico – ma in questo caso mi trovo vagamente in difficoltà.

E chissà che non sia possibile, parlando delle mie difficoltà con la questione dello storytelling non ne venga fuori qualcosa di interessante. Continua a leggere


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Una bella compagnia…

Un anomalo pork chop express
Stavo surfando su YouTube, nella pausa della digestione, in cerca di una copia del monologo di Bill Hicks sui creazionisti o, meglio ancora, del monologo di George Carlin sulla religione come marketing.
Così, come gesto di solidarietà nei confronti dei signori della UAAR e dei loro autobus che non ci sono più.

Ora, sul monologo di Carlin bisogna starci attenti, perché lì qualcuno si potrebbe offendere sul serio.
Ed anche quello di Bill Hicks…
Che sia un caso se sono morti entrambi?
Anche se morire è poi una cosa piuttosto naturale… qui per fare razza non ne hanno ancora tenuto nessuno.
E si presume che se il buon Dio ha una lista nera, i nomi in cima alla lista non siano quelli di cabarettisti – per quanto brillanti ed irriverenti.

Comunque, cercavo appunto filmati su YouTube, inserendo un po’ di parole chiave nel motore di ricerca.
E così facendo vado a sbattere contro una serie di filmati che rappresentano – a detta di chi li ha caricati in rete – Il Messaggio Finale per Atei, Agnostici e Satanisti.

È il delirio.

Non sto facendo questo per iniziare con voi un dibattito. Discutere con voi non mi interessa perché non dò alcun valore alle vostre opinioni (d’altra parte non ne dò neppure alle mie).

Eh?!

https://i0.wp.com/content9.flixster.com/question/42/65/21/4265215_std.jpgMa la cosa irritante, ovviamente, è quella classificazioni iniziale.
Atei, Agnostici e Satanisti
?!

Cosa c’entrano i satanisti?
Io non frequento satanisti!
Di fatto, a voler essere brevi e scortesi, i satanisti hanno molto di più a che fare con i credenti che con i non credenti, mi pare.
Andrebbero messi nella stessa scatola con i i cristiani, i musulmani e gli adoratori del Dio Ratto, non con atei ed agnostici.

Questo, però, mi permette finalmente di incapsulare in un paio di paragrafi quello che – a mio parere – è uno dei nodi essenziali della faccenda dell’autobus degli atei, del sindaco di Genova e la reazione considerata offensiva da parte di un portavoce del governo.

Il punto è che in Italia i non credenti non sono sotto attacco come lo sono nel mondo anglosassone – nessuno qui esplicitamente propone una uguaglianza Atei=Agnostici=Satanisti.
Importare in Italia iniziative anglosassoni – o anche testi, come il volume di Richard Dawkins The God Delusion – è in fondo suonare le corde sbagliate.
Per questo il messaggio dell’UAAR può sembrare un po’ stonato – è la risposta ad una provocazione di cui nessuno sa nulla.
In un paese in cui si è credente per default come il nostro, i non credenti non sono sotto attacco – sono semplicemente ignorati.
Ed è qui che la reazione di un portavoce del governo si fà particolarmente offensiva – perché dimostra che il governo (e non è una questione di colore) implicitamente privilegia le sensibilità di unaparte della popolazione ignorando quelle di un’altra parte.
Questo è male.

D’altra parte, escludendo evoluzioni impreviste del panorama sociale e culturale del nostro paese, è molto probabile che, quando non saranno più ignorati, i non credenti verranno assimilati ai satanisti.
Ma affronteremo quel problema quando si presenterà.

A questo punto, beccatevi George Carlin…